Il passaggio dai suoni ai segni

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Conoscere come i bambini apprendono è un passo obbligato per sostenere l’apprendimento della lettoscrittura e aiutare a correggere gli errori ortografici ricorrenti nella scuola primaria. Di Giacomo Stella

giacomo stella

Quando un bambino impara a leggere e scrivere compie un processo di transcodifica da un codice verbale orale a un codice scritto e viceversa. Questa attività, che già dopo pochi mesi di scuola risulta semplice e automatica per quasi tutti i bambini, presenta all’inizio alcuni elementi specifici da affrontare, che nella maggior parte dei casi non costituiscono dei veri ostacoli e vengono “risolti” in modo agevole dalla quasi la totalità degli alunni:

  • devono imparare a segmentare le parole in singole unità di suono (il fonema), attività che non risulta spontanea in quanto per apprendere il linguaggio verbale hanno manipolato sempre sillabe, e non singoli suoni;
  • per scrivere correttamente devono imparare a considerare il contesto fonemico, cioè il fonema che segue.

Il processo di transcodifica per la scrittura consiste nel trasformare i suoni delle parole in segni. Qui si nasconde il primo ostacolo: è necessario estrarre i singoli suoni dalle parole prodotte verbalmente poiché questi, nelle ortografie alfabetiche, sono gli elementi che hanno una loro corrispondenza grafica (lettere e grafemi).

Il bambino, quindi, deve imparare a segmentare le unità indivise prodotte dal parlato, dividendole in minuscole unità, i fonemi (l’unità minima in cui può essere scomposta una parola), attraverso un insegnamento esplicito. Infatti, a differenza di quanto avviene con le sillabe, si tratta di un’attività innaturale, che il bambino non ha usato fino a questo momento perché per imparare il linguaggio non ha assemblato fonemi, bensì sillabe.

Quando inizia a pronunciare la parola intera la concepisce come un’unità indissolubile, distinta in modo netto dalle altre parole, anche quando in realtà ha un elevato grado di somiglianza fonologica con alcune di esse. Molti studi, infatti, dimostrano che il bambino considera come entità completamente diverse fra loro due parole quasi identiche dal punto di vista fonologico (per esempio “bimbo” e “bimba”). Questo perché da un lato è influenzato dal significato della parola stessa, cioè dal suo contenuto, ma dall’altro perché non è ancora in grado di prendere in considerazione in modo distinto unità minuscole come il fonema.

La parola pronunciata da un individuo costituisce una variazione continua di suoni, che viene impostata come unico atto articolatorio. Quando il bambino verbalizza la parola “cane”, esprime una variazione continua di suoni che descriviamo come sillabe (in questo caso due), prodotte in sequenza e avviate con un unico atto articolatorio.

Imparare a isolare i suoni uno alla volta rappresenta dunque un’attività nuova che deve essere insegnata e che compare solo quando la capacità linguistica del bambino raggiunge un determinato livello di sviluppo.

Spesso non siamo consapevoli dei problemi che si affrontano per apprendere il processo di transcodifica. Questa mancanza di conoscenza specifica non produce effetti rilevanti sulla popolazione scolastica generale, ma si ripercuote in maniera significativa sui bambini che presentano Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Ciò può produrre conseguenze non sottovalutabili, in quanto i bambini che hanno difficoltà a imparare la lettoscrittura sono circa il 5% e, anche se non tutti diventeranno dislessici, rappresentano comunque una quota rilevante di alunni che incontrano “problemi” fin dal primo impatto con la scrittura e che probabilmente svilupperanno da subito un rapporto negativo con il linguaggio scritto, strumento indispensabile per tutto il percorso scolastico.

 

L’intento del percorso di formazione online Come affrontare i problemi ricorrenti nella didattica della lettoscrittura e dell’ortografia, frutto del lavoro congiunto con Claudio Gorrieri ed Emuela Siliprandi, sintesi dunque dell’esperienza di professionalità del mondo della ricerca e della scuola, è proprio quello di fornire ai docenti una strumentazione di base, coerente con i curricola scolastici, per rispondere alle difficoltà che i bambini possono incontrare nel percorso di apprendimento della scrittura, nella fase immediatamente successiva alla scoperta delle corrispondenze fra i suoni e i segni, e in quello di consolidamento successivo. Il percorso infatti è un’occasione per mettere a fuoco le competenze di lettoscrittura necessarie quando scrittura e lettura divengono compiti più complessi, in quanto richiedono l’utilizzo simultaneo di nuove strategie: non solo segmentare la parola e trascriverla con la lettera corrispondente, ma anche riflettere su come, nei diversi contesti, si trascrive un suono.

Le attività proposte rappresentano la traduzione operativa della sinergia di due aspetti: la conoscenza dei processi messi in atto dal bambino nell’apprendimento della lettura e della scrittura e le principali caratteristiche del sistema ortografico italiano. Mescolandoli e integrandoli è infatti possibile sostenere l’apprendimento delle regole ortografiche e capire la natura di alcuni errori di scrittura, così da intervenire efficacemente realizzando un percorso graduale, che non presenti ai bambini ostacoli insormontabili e che permetta interventi mirati e individualizzati.

 

Per saperne di più

Il percorso di formazione Come impostare l’apprendimento della lettoscrittura e delle regole ortografiche a cura di Giacomo Stella, edito da Giunt Edu e Giunti Psychometrics, sarà online a partire dal 3 aprile prossimo.

Informazioni a questo link

Giacomo Stella: 25 Marzo 2019 Articoli

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