La formazione delle classi

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Si ricomincia! Problemi e criteri nella formazione delle classi.

Gli alunni impegnati durante il lavoro di gruppo sullo SMART Table. Foto di Giuseppe Moscato, fonte immagine: http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it

La formazione delle classi non è certo un adempimento del mese di settembre. Quando si arriva a questo mese, la questione vera è il tempo del “collaudo”, cioè un periodo utile per verificare l’adeguatezza delle decisioni precedentemente assunte. Con il termine dell’anno scolastico passato infatti, si sono costituiti ed organizzati i “gruppi classe”, tali da possedere caratteristiche di omogeneità e rispondenza a requisiti di efficienza sia sociale che educativa.

La definizione dei criteri

Per la formazione, si procede alla definizione iniziale dei criteri utilizzando le notizie assunte tramite le iscrizioni, per cui indispensabile è partire dallo studio di uno stampato quale efficace strumento da proporre ai genitori, dove siano esplicitate tutte le voci utili per conoscere il bambino ed i desiderata familiari.

È evidente che alunni frequentanti la scuola dell’infanzia nello stesso istituto hanno alle spalle un percorso educativo e relazionale ben noto, tale da consentire ai docenti dei due ordini di scuola l’ancoraggio funzionale di un vissuto già sperimentato. Le caratteristiche individuali e le eventuali difficoltà presentate dai genitori, sono la base per orientare le prime scelte di collocazione dei bambini nelle varie sezioni.

È opportuno poi individuare le diversità di genere ed equilibrare i bambini numericamente, così che si possa ottimizzare l’aspetto relazionale nel rapporto con l’altro sesso.

Nei criteri che si considerano importanti c’è anche la riflessione sulle tipologie caratteriali dei piccoli alunni in modo che le classi riescano a funzionare come gruppo e che ognuno possa trarre il massimo vantaggio dal rapporto educativo con i pari.

Per esempio è importante inserire i gemelli in classi separate, per salvaguardare la loro individualità ed autonomia. Considerazioni di questo genere si effettuano anche in presenza di bambini diversamente abili, per i quali, oltre che riflettere sugli ambienti e sulla logistica a disposizione, occorre predisporre relazioni tali, da aiutarli nel vissuto quotidiano. Spesso si ricorre al gruppo di compagni cui il bambino risulta già legato, pensando che la loro consolidata relazione faciliti il passaggio dall’infanzia alla primaria.

L’appoggio e la compensazione del disagio vengono sostenuti infatti dall’amico o degli amici ai quali era legato, oppure potrebbe risultare utile considerare l’esatto opposto, cioè l’allontanamento qualora siano già state sperimentate incompatibilità caratteriali.

Docenti e criticità

Anche nell’assegnazione dei docenti alle classi, si consideri la tipologia di competenze, così che si possa prevedere, ad esempio, un insegnante proveniente dal “mondo del sostegno” o detentore di titoli ed esperienze in linea con le esigenze specifiche e peculiarità degli alunni inseriti.

Questa fondamentale considerazione è oggi ancor più valida se si riflette sui bambini BES e sulle capacità dei docenti di classe di intraprendere percorsi didattici opportuni e mirati (strategie compensative e dispensative…) al recupero dell’alunno utilizzando sussidi e supporti adeguati. Per il benessere psicofisico e la produttività del percorso scolastico, è necessario infatti mettere in campo conoscenze adeguate a fronteggiare le necessità individuali.

Non sempre quindi bisogna inserire equamente bambini con difficoltà o con particolari esigenze nelle varie sezioni, credendo così di dividere il carico di lavoro tra i vari docenti. Migliore risulta invece riflettere sulla tipologia del gruppo classe di riferimento e sulle opportunità educative di ciascuna sezione.

La “riconoscibilità” delle disabilità non è solo correlata all’acquisizione di certificazioni ASL o a segnalazioni dei servizi sociali per i bambini disadattati, ma il disagio è a volte figlio di anomale o dissestate situazioni familiari (figli di genitori separati, di famiglie indigenti o educativamente carenti...). Questi bambini possono evidenziare difficoltà di rapporti interpersonali, relazioni sociali “scomposte”, carenze intellettive evidenti, che richiedono da parte della scuola l’attivazione di percorsi educativi di compensazione delle mancanze rilevate!

Il momento quindi della formazione delle classi e dell’assegnazione dei docenti risulta strategico e “delicato” per il benessere di tutti, cioè anche di coloro che hanno diritto ad un’attenzione altrettanto studiata, in quanto portatori di peculiarità, ad esempio riferite ad “eccellenze” e/o a percorsi didattici tesi ad implementare prestazioni di alunni con “potenzialità alte”o alunni stranieri.

Le potenzialità degli alunni

Oltre l'aspetto organizzativo fin qui considerato, possiamo concentrare l'attenzione sulle potenzialità di ciascun alunno dal punto di vista cognitivo, in quanto questa analisi ci conduce alla composizione di classi ben strutturate didatticamente per intraprendere iniziative di lavoro individualizzate.

Per valutare queste "prestazioni" può essere fatta predisponendo nell’arco dell’anno scolastico incontri laboratoriali, utili per sottoporre i piccoli alunni di cinque anni ad un monitoraggio sulle abilità già acquisite e ad una osservazione relativa alle particolari modalità di apprendimento ed alla tipologia di intelligenza posseduta.

Si possono infatti rilevare informazioni utili se si osservano i bambini lavorare su un’attività predisposta dai docenti ed osservare così i loro comportamenti in situazione, atteggiamenti e reazioni di ognuno sia singolarmente sia nel rapporto con gli altri. Per fare questo, si aprono le sezioni e si costituiscono gruppi misti in quanto a competenze, variegati anche per sesso, abilità e disabilità, così da provare e verificare l’individuale capacità di iniziativa, l’attenzione, l’interesse, la motivazione al lavoro, la concentrazione etc.,registrando le reazioni dei cinquenni in apposite schede di osservazione ad hoc predisposte.

A seguito di ogni incontro (alla presenza dei docenti che saranno presumibilmente assegnati alle classi prime e docenti di infanzia) ci si riunisce per un confronto sulle osservazioni effettuate. Qui che si confrontano idee su come costituire i nuovi "nuclei classe", valutando le future implicazioni didattiche ed il metodo di approccio al sapere degli alunni sottoposti ad osservazione. 

Queste attenzioni e le discussioni che ne conseguono, rappresenteranno investimento proficuo per definire le possibilità di lavoro nelle classi e saranno garanzia.

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