Buon 2020 con Gianni Rodari

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Le sue filastrocche sono ormai note, ma il problema è proprio questo: per conoscere Rodari bisogna andare oltre. Di Silvana Loiero

rodari 2020 VS

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?

Se oggi Gianni Rodari lo chiedesse, l’indovino potrebbe rispondere con informazioni certe: nei libroni c’è scritto che nel 2020, in Italia e all’estero, si festeggia un compleanno speciale, il centenario della nascita proprio di Gianni Rodari, e si prevedono iniziative di vario tipo per ricordare il più importante scrittore italiano per l’infanzia del 900. In realtà i compleanni sono due perché esattamente 50 anni fa lo scrittore ricevette il premio H.C. Andersen, uno dei più importanti riconoscimenti internazionali per la letteratura per l'infanzia.
Il 2020 potrà essere l’occasione, per insegnanti e non, di “scoprire” un autore che, purtroppo, non è ancora del tutto conosciuto. È vero che le sue filastrocche sono ormai note, ma il problema è proprio questo: per conoscere Rodari bisogna andare oltre il semplice divertissement temporaneo fatto da giochi di parole in rima sulle pagine dei libri di testo.

Il vero Rodari

Persona particolarmente impegnata sul piano politico, sociale e civile, giornalista per oltre venti anni e poi autore per l'infanzia, Rodari è stato un intellettuale geniale e un uomo di fine cultura che sul comodino aveva, per la lettura serale, “La Divina Commedia”. Era molto stretto il suo rapporto con le scuole e “collaudava” i libri per bambini prima di pubblicarli: andava nelle classi, faceva delle proposte ai bambini e registrava le loro reazioni, osservava se le sue idee funzionavano o meno. La “Torta in cielo”, ad esempio, è nata in una classe della borgata Trullo di Roma, con la maestra Maria Luisa Bigiaretti.
Lo scrittore andava in giro per le scuole a parlare con i docenti dell’immaginazione e delle tecniche che permettono di utilizzarla a partire dall’esperienza quotidiana e dagli oggetti comuni; cercava così di diffondere una serie di idee che dovrebbero caratterizzare il mestiere dell’insegnante e degli educatori in genere. La sua “Grammatica della fantasia” scaturì proprio da un corso di aggiornamento fatto con insegnanti di Reggio Emilia, ed infatti il libro è dedicato a loro.

Grammatica e fantasia

Per conoscere lo scrittore è fondamentale leggere la “Grammatica della fantasia”. Non è un libro facile, una sorta di ricettario della favole, come qualcuno potrebbe pensare leggendo il titolo. Il linguista Tullio De Mauro ne ha parlato come di “un classico della teoria linguistica e testuale contemporanea”, e quindi da studiare come un testo teorico del fantastico per l’infanzia.
De Mauro ha sempre riconosciuto la valenza culturale, linguistica ed educativa dell’opera di Rodari. Nella Prefazione al volume “Il gatto viaggiatore e altre storie” (Ed. Riuniti, Roma, 1990), Tullio De Mauro osserva ad esempio che «chi parla ai bambini, chi tesse favole o nonsense non può parlare come un libro stampato, non può parlare solo di valore civile e immortalità dell’anima, ma deve parlare appunto delle mille piccole cose, con mille comuni parole e deve saper fare scoccare scintille fra i diversi strati dell’esperienza e della lingua». E Rodari lo ha fatto “chiamando a raccolta e a ironico conflitto tutti i possibili strati del vocabolario”: usando espressioni della lingua viva e vera ed esplorandone tutte le potenzialità ha influito profondamente sulla formazione linguistica degli allievi.

Propositi per il nuovo anno

È molto importante un “ritorno” a Rodari, per riscoprire la sua giocosità che annoda con uno stesso filo il linguaggio e la fantasia, sulla base della potenzialità semantica delle parole. Un potere generativo che consente loro di essere trasformate, reinventate, di scardinare l’ordine costituito e costruire nuove possibilità: le parole mettono in moto le idee e l’esperienza di chi inventa una storia, coinvolgono l’inconscio, impegnano tutta la personalità. Questo ci aiuta anche a non farci schiacciare dal tran tran della mente, che uccide più delle ruote di un tram.
Un augurio a tutti gli insegnanti, dunque, perché nel nuovo anno possano percorrere strade nuove, all’insegna della creatività da stimolare e valorizzare.
 

 

 

 

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Silvana Loiero: 30 Dicembre 2019 Articoli

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