Diversità

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Eccoci al cuore della nostra Carta. Con questo articolo si riconosce a ciascuno di noi il diritto di essere rispettato al pari degli altri, e più precisamente di essere protetto da qualunque forma di discriminazione. 

diversi in versi1

L’articolo 3 della Costituzione recita:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.


Eccoci al cuore della nostra Carta. Con questo articolo si riconosce a ciascuno di noi il diritto di essere rispettato al pari degli altri, e più precisamente di essere protetto da qualunque forma di discriminazione. Che nel dettato dell’articolo, tra i fattori di distinzione previsti, si nomini la razza non deve stupirci visto che gli studi che hanno negato l’esistenza di razze umane sono successivi alla scrittura della Costituzione. Inoltre riflettiamo sulle motivazioni che hanno portato alla scrittura di questo articolo, dopo i lunghi anni di regime e cultura fascista, dopo la vergogna delle leggi razziali, dopo la recente conquista del voto alle donne.
I due commi dell’articolo si integrano: nel primo si enuncia l’uguaglianza formale, nel secondo si richiama l’uguaglianza sostanziale. Perché ciascuno abbia le stesse opportunità, è necessario che “di fatto” siano eliminati gli eventuali impedimenti. Ad esempio se dichiaro che un disabile motorio ha diritto alle stesse opportunità di una persona abile, devo anche preoccuparmi dell’accessibilità degli edifici e degli spazi urbani. (Interessante a questo proposito Il Libro di Alice). Ecco che accanto al diritto di ciascuno e di tutti, troviamo i doveri della Repubblica, e quindi di ciascuno di noi.

La scuola è una buona palestra per esercitarsi ad assicurare a tutti il diritto all’uguaglianza. Questo implica ad esempio che tutti i bambini vengano accolti; che non si programmino attività extrascolastiche collettive che non tengano conto delle difficoltà economiche di alcuni, a meno che non si provveda a risolverle; che il menu della mensa si adegui a richieste particolari per motivi di salute o religione; che si tenga conto delle diverse tipologie di famiglie, per cui non si chieda ai bambini di portare le foto della madre e del padre per ricostruire la sua storia, senza tener conto delle diverse famiglie presenti (monogenitoriali, omogenitoriali, adottive o affidatarie). Del resto le espressioni di diversità sono infinite, per questo la nostra attenzione a tutelare la dignità nostra e altrui deve stare continuamente all’erta.

PISTE DI LAVORO PER I PIU’ PICCOLI

Le ninne nanne

È uno dei ricordi più belli dei miei anni di scuola: la ricerca di ninne nanne di tutte le regioni italiane, fatta su libri, in rete o attraverso i genitori. Un modo per conoscere più a fondo la ricchezza della nostra lingua che cambia un po’, o tanto, a seconda dei luoghi dove viene parlata. Ogni testo è stato tradotto, dove occorreva. Ad esempio abbiamo imparato che bambino/figlio nei diversi dialetti diventa bambì, putin, figio, popin, bambin, pupo, citile, figghie, figliolo, figghiuzzu. È stato un lavoro interessante perché ci ha permesso di viaggiare per l’Italia, pur stando in classe. Abbiamo anche raccolto testi di ninne nanne in altre lingue: questo ci ha permesso di parlare della differenza tra dialetto e lingua straniera. È stato un lavoro divertente, perché abbiamo riso nel pronunciare parole fino ad ora sconosciute. È stato anche un lavoro tenero, perché abbiamo pensato alle mamme che cullano i loro bambini per farli addormentare. Le mamme italiane, le mamme di tutto il mondo, e anche molti padri.
(A proposito, diverso deriva dal latino divertĕre, deviare; ma anche divertente ha la stessa derivazione.)

Diversi in versi

… Si compattano a terra, come al tiro alla fune,
dal Gigante alla Gnoma, è uno sforzo comune.
Ognuno si impegna quanto può e come sa,
è questa la forza della diversità. …
(da Diversi in versi, Giunti 2015)

In questa storia in versi, ho immaginato un insolito insieme di famiglie che abitano il paese di Soffio: Cavalieri, Pirati, Gnomi, Orchi, Maghi, Esploratori, Giganti, Sultani e… Mummie! Proprio le Mummie, con le loro abitudini di riposare nei sarcofaghi e di vestirsi di bende, sono guardate dagli altri con disprezzo e diffidenza. E invece accade che siano loro a salvare, grazie alle bende, una Principessa rimasta impigliata con i suoi abiti svolazzanti in cima al campanile del paese. È una parabola giocosa, che può aiutare a riflettere sul valore della diversità. Ma ha il limite, come spesso si fa, di “forzarne” il valore: perché la diversità non deve risultare “utile” per essere apprezzata, deve semplicemente essere accolta come una delle possibili varietà fisiche, sociali o culturali che caratterizzano ciascuna persona. Accompagniamo i bambini, fin da piccoli, a sentirsi in cammino con tutti gli altri, ciascuno con le proprie diversità.

PISTE DI LAVORO PER I PIU’ GRANDI

Le biografie incrociate

C’è un libro che raccomando sempre a chi voglia aiutare i bambini ad esplorare il concetto di diversità, e che propone di farlo avvicinandosi alla storia di un compagno o una compagna mentre ci si appropria della storia personale: è Io sono tu sei di Giusi Quarenghi (Giunti 2011). L’idea della bibliotecaria Marina è quella di far scrivere ai bambini delle biografie a coppie. In questo caso la coppia è composta da Beatrice che frequenta la terza ed Aziza, che viene dal Marocco, e frequenta la seconda, nonostante sia più grande, per imparare meglio l’italiano. Le biografie crescono e si arricchiscono di ricordi, interviste, fotografie, mentre nasce una grande amicizia tra le due bambine. In appendice il libro propone la traccia per scrivere la propria biografia, uno strumento che è stato molto apprezzato da tanti insegnanti e bambini.

Donne, all’avventura!

Stando agli stereotipi di genere, mentre la maggior parte dei bambini sogna l’avventura, possibilmente a tinte forti, le bambine si rifugiano all’interno di scenari casalinghi o fiabeschi, a tinte tenui. Perché non provare a forzare questi condizionamenti culturali, entrando nei panni di personaggi avventurosi al femminile?
Dividiamo la classe in piccoli gruppi misti e diamo il compito di inventare una storia “molto avventurosa” che abbia per protagonisti un’esploratrice, una cosmonauta, una scienziata. Le storie saranno poi lette e commentate insieme. Per arricchire l’immaginario, raccontiamo la storia di Ida Laura Pfeiffer, coraggiosa viaggiatrice austriaca dell’800, celebre per i suoi due viaggi intorno al mondo; quella di Rita Levi Montalcini, che affrontò viaggi e fughe per sfuggire alle persecuzioni razziali; e quella della nostra Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana (in rete si trova documentazione sulle tre donne). Chiediamo a tutti i bambini e le bambine i panni di quale dei tre personaggi vorrebbero vestire.

Per saperne di più

Chiara Bergonzini, Con la Costituzione sul banco, Franco Angeli 2013
Gherardo Colombo e Anna Sarfatti, Educare alla legalità, Salani 2011
Carina Louart, Ragazze e ragazzi. La parità a piccoli passi, Motta Junior 2008
Giusi Quarenghi, Io sono tu sei, Giunti 2011
Anna Sarfatti, Diversi in versi, Giunti 2015
Alice Sturiale, Il libro di Alice, BUR 2000


      

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