Scrivere con umorismo

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [77PIWAA2] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [21WJHB8S] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [ZTI8JSHD] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true

Un laboratorio d’ideazione, scrittura e illustrazione di storie comiche a partire da due libri divertentissimi.

inventarescuse_04

Per l’ultima lettura in biblioteca dell’anno abbiamo deciso di divertirci e di lavorare con i bambini sulla “scrittura comica”.

In tal senso un libro-manuale perfetto per chi insegna e vuole lavorare sull’umorismo è LIBRO FACCI RIDERE di Paola Zannoner che al costo di neppure tre euro è veramente un “mai più senza” della mia biblioteca personale.

Con i bambini invece abbiamo letto due libri di Davide Calì, illustrati da Benjamin Chaud:
- Non ho fatto i compiti perché 
- Sono arrivato in ritardo perché 

Volendo c’è anche quello dedicato a “La verità sulle mie incredibili vacanze” 

Lo spunto è semplice, il nostro protagonista è arrivato in ritardo (o non ha fatto i compiti) e decide di inventare una scusa alla sua maestra, la scusa si ingigantisce a dismisura sfiorando tutti gli aspetti del comico e, contestualmente, moltissimi “trucchi” che possiamo usare quando decidiamo di ideare una storia (comica o non). Insomma due libri che offrono un piccolo corso di scrittura creativa a chi li sa leggere e delle ottime tracce agli insegnanti che vogliono usarli.

La lettura-laboratorio

Dopo averli letti per il puro piacere di leggerli (e riderci su), con i bambini abbiamo analizzato i vari spunti che il nostro protagonista ha usato per inventare le sue scuse. Tra gli stratagemmi che i bambini hanno notato:

  • ha ingigantito qualcosa di piccolo (o rimpicciolito qualcosa di grande)
  • ha trasformato il mondo circostante
  • ha ribaltato gli stereotipi
  • ha inserito nella realtà elementi fantastici presi dai libri o dalla tradizione
  • ha scritto una cosa, ma il disegno racconta un’altra storia (per esempio: “il coniglio mi ha mangiato i compiti” è seguito dall’illustrazione che mostra la casa mezza mangiata)

Una volta aver riletto tutto con “occhi critici” abbiamo provato a traslare gli stessi escamotage di scrittura su un argomento diverso. In questo caso bisognava convincere la befana di essere stati più che buoni, buonissimi! Ovviamente in chiave umoristica.

I bambini che ancora non si sentivano sicuri della scrittura si sono limitati a disegnare, così è successo che:

  • Morgana ha trasformato il disegno di una cattiva azione (aver messo gli occhiali al contrario alla nonna) in un grande gesto: “ho costruito un nuovo strumento di lettura potentissimo per mia nonna”
  • Luca ha deciso di inventare qualcosa di impossibile: "ho pulito tutte le nuvole del cielo che altrimenti sarebbero state nere per tutto dicembre".
  • Maria ha scelto una sua qualità e l’ha ingigantita: "ogni mattina sono andata a correre e prima di colazione ho fatto tre giri della Terra intera".

Lavoriamo sulle illustrazioni

Alla fine tutti hanno realizzato un disegno, sotto il quale abbiamo scritto il testo corrispondente.

Nel gruppo c'erano dei bambini che non sapevano ancora scrivere, ma il laboratorio può andar bene anche per loro dato che l'illustrazione è la parte più importante.

Per restare fedeli alla lettura abbiamo realizzato delle illustrazioni con matita e poi colorato e ripassato i contorni del disegno con il nero (cercando appunto di riprodurre lo stile del libro).

Per avvicinarci ancor di più allo stile del libro i disegni sono stati realizzati su fogli A4 tagliati a metà e messi in verticale. Dentro ogni foglio avevamo già disegnato una "cornice" che contenesse appunto l'illustrazione completa.

La conclusione

in ogni laboratorio occorre che un momento di restituzione finale del lavoro. Si tratta di un momento importante, in cui i bambini "tornano in gruppo" dopo aver lavorato individualmente o piccoli gruppi. Si tratta del momento in cui si chiude il lavoro non in termini valutativi ovviamente, ma in maniera affettiva.

Ogni partecipante dovrebbe ricevere un piccolo complimento e avere un momento di riconoscimento del proprio contributo.

Tutto è stato poi sacrificato ai totem delle bugie (gli uccellacci che vedete nella foto), perché alla fine dire le bugie è un bel gioco, ma per tutti noi (soprattutto i bambini) cercano la verità.

Come ha detto giustamente Wacul alla fine del lavoro: “io da grande bugie non voglio scriverne”.

Vi aspetto!!!

Ormai siamo a gennaio, la prossima settimana sarò insieme a Carla Ida Salviati e Beniamino Sidoti a Bergamo e Verona per lo "Spettacolo di formazione", un incontro di formazione di quattro ore veramente speciale. Spero di incontrare qualcuno di voi in quella occasione, per chi non potesse la mia mail è sempre animarelettura@giunti.it

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola