Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno
Spazi tempi e rumori della quotidianità bambina. Ecco l'esordio in versi di Silvia Vecchini.
09 settembre 20141 minuto di lettura
"Il mio gioco preferito prima / di dormire è fingermi / un sasso in mezzo al bosco. / Essere coperta di muschio, stare / dentro l'oscurità. Stare / nella pancia del lupo / sapendo che nessuno mi mangerà": sono versi semplici e pieni di invenzioni, di suggerimenti segreti (lingua e immagini), quelli licenziati da Silvia Vecchini per Topipittori.