Letture per stimolare la ricerca di se stessi e delle proprie radici

Affrontando il tema della storia personale di ciascuno trovo sia necessario far riflettere i bambini per aiutarli a ricostruire i passaggi fondamentali della propria identità

di Angela Maltoni08 gennaio 20203 minuti di lettura
Letture per stimolare la ricerca di se stessi e delle proprie radici | Giunti Scuola
 
 

In seconda, una tappa obbligata è quella di ricostruire la storia personale dei bambini per creare le basi di quello che – successivamente – sarà lo studio della storia dell’umanità. Solitamente parto cercando di creare una serie di stimoli che li possa far riflettere, e come sempre mi faccio aiutare da una serie di letture e albi illustrati che ben si prestano allo scopo.

 

Un albero e un animale per dire chi siamo

Quest’anno, dopo aver lavorato in maniera approfondita sul nome e – con il prezioso supporto dei genitori – sul suo significato nelle diverse culture presenti in classe, ho utilizzato il bellissimo Che cos’è un bambino? di Beatrice Alemagna per Topipittori. Dopo la lettura abbiamo discusso tutti insieme per trovare un oggetto o un elemento naturale che potesse prestarsi per rappresentarli e quindi deciso che si sarebbero disegnati sotto forma di alberi. Questa scelta mi è parsa significativa per la presenza in molti elaborati delle radici e per le chiome fluenti e l’accuratezza dei particolari con cui alcuni si sono rappresentati, a significare la crescita e la varietà delle loro caratteristiche personali. Ho fatto poi completare i disegni con cartellini colorati che contenevano alcune informazioni: “come mi chiamo, la mia lingua madre, il mio sport preferito, se fossi un animale sarei…”. Inoltre ho assegnato un piccolo compito da fare con i genitori: scrivere la parola “bambino/a” e “albero” nelle diverse lingue madri.
Riprendendo questa attività, ho voluto fornire loro maggiori spunti leggendo E se io fossi un gatto, di Paloma Sánchez Ibarzábal per Gribaudo. Il passo successivo è stato quello di disegnarsi come animali – lavoro molto gradito – e di cercare le caratteristiche peculiari di ognuno facendole combaciare con quelle dell’animale prescelto. La maggioranza dei bambini è rimasta nei canoni consueti del tipico animale domestico o da compagnia, mentre alcuni si sono immedesimati in “bestie feroci” come leoni o ghepardi, ma anche in dinosauri o draghi, fino ad arrivare a quelli fantasiosi e mitologici come l’unicorno.

 

La bellezza di essere unici

Per restare sempre in tema di identità ho utilizzato due libri che mi sembrano particolarmente significativi per far emergere quanto ognuno sia speciale nella sua unicità. Il primo è Cornelio, di Leo Lionni edito da Babalibri, che ben si presta per mettere in evidenza le caratteristiche di ognuno; l’altro è il bellissimo I cinque malfatti di Beatrice Alemagna per Topipittori, che li ha aiutati a riflettere sui loro punti deboli e sulle possibili strategie per cercare di superarli. Alle attività di lettura, svolte ad alta voce, sono seguite belle discussioni a cui hanno fatto seguito la scrittura di una serie di pensieri e di disegni. In particolare, con l’ultimo libro ho chiesto ai bambini di immedesimarsi in uno dei personaggi – appunto cinque “malfatti” e un “essere perfetto” – e i lavori che ne sono scaturiti sono stati estremamente significativi per comprendere gli stati d’animo di ognuno ma anche quanto alcuni sottovalutino o sopravalutino le proprie capacità.

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