L’arancio è il colore del sapote?

I colori e le loro sfumature possono fornire lo spunto per parlare di emozioni, del mondo e al tempo stesso riconsiderare alcuni stereotipi. 

di Angela Maltoni · 01 febbraio 2016
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I ricordi che colore hanno?

I colori fanno talmente parte della vita di ognuno di noi che, senza rendercene conto, non ci soffermiamo quasi mai ad interrogarci sul loro significato. Eppure, basta accennarne ai bambini per scoprire risvolti, talvolta anche poetici, che noi adulti abbiamo quasi dimenticato. Ho potuto toccare con mano questa sfumatura nel momento in cui, fin dalla classe prima, ho scelto di dedicare all’argomento un po’ del nostro tempo a scuola. Ricordo che al primo approccio non ho potuto fare a meno di sorridere davanti ad alcune definizioni coniate dai bambini , fantasiose ma ancora legate all’esperienza acquisita fin dalla più tenera età, secondo le quali “il bianco è il colore del latte della mamma”, “il giallo profuma di sole”, “il verde è il colore del brontosauro”, “l’arancione è dolce come il sapote” (un frutto tropicale diffuso in America Latina), “il marrone è il colore della cioccolata”…
Un argomento di questo genere, soprattutto ad inizio ciclo, facilita i bambini ad abituarsi alla conversazione di gruppo e al rispetto dei turni di parola e permette all’insegnante di “misurare” in qualche modo il loro grado lessicale oltre che testare la conoscenza dei singoli colori.

Anche da più grandi, quando nei momenti di stacco tra un’attività e l’altra inizia a manifestarsi qualche segno di stanchezza, mi piace fare con loro il “gioco dei colori”. Divisi a gruppi, li invito a nominare oggetti dello stesso colore del cartoncino che tengo in mano, prima oralmente e poi scrivendoli su un foglietto. Man mano che il gioco progredisce aggiungo qualche variante, come ad esempio la scelta della lingua da utilizzare : in questo modo gli oggetti vengono nominati in inglese, francese, spagnolo, albanese, rumeno, arabo, tamil o addirittura nel dialetto che parlano a casa. Così, senza particolari forzature, i bambini familiarizzano in modo informale e giocoso con le lingue dei compagni, trovando nel contempo naturale esprimersi nella propria lingua materna. Molte volte con il supporto della LIM ascoltiamo anche canzoncine o animazioni in spagnolo e in francese , piacevoli e utilissime per fissare parole altrimenti difficili da ricordare.

Illustrazioni variopinte per sollecitare fantasia ed emozioni

Su questo tema sono molteplici le proposte di lettura. Tra i primi libri utilizzati, Colori di Hervé Tullet ha affascinato i bambini a cominciare dalla copertina, su cui troneggia un’impronta multicolore. Le bellissime illustrazioni hanno immediatamente sollecitato la fantasia e ispirato alcuni lavori artistici con la pittura a dita che hanno visto il coinvolgimento anche del bambino autistico. Un'altra proposta è stata la lettura bilingue (italiano e francese), dell’albo Un colore tutto mio di Leo Lionni , che oltre a presentare la varietà delle sfumature riscontrabili in natura nelle diverse stagioni affronta in maniera semplice e delicata il tema dell’identità. In questo caso ogni bambino è stato invitato ad indicare, immedesimandosi nel camaleonte protagonista del racconto, il colore che vorrebbe assumere nei diversi momenti della giornata. Ricordo come molto toccante e particolarmente significativo il pensiero di una bimba senegalese, che desiderava diventare trasparente ogni volta che sul bus veniva guardata con insistenza.

Un altro lavoro che normalmente propongo in prima o seconda classe è quello sui “colori delle emozioni”, per il quale utilizzo libri illustrati dedicati ad un singolo colore. Per il rosso mi piace leggere Che rabbia , di Mireille d’Allancé, che ogni volta dà vita ad una bella discussione in cui ogni bambino riesce a spiegare e in qualche modo materializzare i suoi sentimenti negativi . Nell’occasione scattiamo anche fotografie, con primi piani che nelle intenzioni vorrebbero essere rabbiosi, e realizziamo disegni di mostri molto simili a quello tutto rosso del libro.

Il nero per parlare di diversità

Un altro colore su cui mi piace porre l’attenzione è il nero, un “non colore” che li racchiude tutti e colpisce molto l’immaginario collettivo perché viene identificato dai più con la notte e le tenebre. Per mitigare questo stereotipo utilizzo il bellissimo ed enigmatico Libro nero dei colori ,  scritto da Menena Cottin e illustrato da Rosana Faria, che presenta – nelle sue pagine completamente nere – il testo stampato in bianco accompagnato da disegni tattili e scritte in alfabeto braille. In questo caso la proposta è quella di ascoltare la lettura a occhi chiusi cercando di immaginare le illustrazioni “con gli occhi della mente”, “accarezzando” successivamente le pagine per cercare di individuare “il rosso delle fragole, il verde dei fili d’erba, il giallo dei raggi del sole”.
Un’altra bella lettura è Una cosa nera di Emilio Urberuaga, che affronta con tatto e in maniera semplice il tema del razzismo. In questo caso i bambini sono invitati ad immedesimarsi nel protagonista della storia – Bruno – un “pallino” nero col quale nessuno vuole giocare.

Il mondo e i suoi tanti colori

Quando sono più grandi, dalla terza in avanti, parallelamente alle attività di geografia propongo di cercare, con l’ausilio di riviste e della Lim, immagini di ambienti di tutto il mondo con particolare attenzione ai loro paesi d’origine. La ricerca è lunga ma interessante e si conclude con la costruzione di un dizionario dei loro “paesi colorati”, in cui ognuno scrive nella lingua d’origine il colore scelto accanto ad un’immagine del suo paese. Ed è così che in questo dizionario “a tiratura limitatissima” trova posto il blu del mare di Santo Domingo, il bianco della neve in Romania, l’arancione intenso del sole al tramonto in Marocco, il colore della sabbia grigia dei dintorni di Genova, il verde degli alberi dei boschi albanesi, il beige delle piramidi d’Egitto, il marrone degli scogli delle isole Galapagos…

Di pari passo leggiamo anche il libro bilingue Oh, i colori! (¡Oh, los colores! , in spagnolo), di Jorge Lujan e Piet Grobler, che illustra singolarmente in maniera poetica i principali colori e le relative sfumature. Grazie al supporto della mediatrice ognuno scrive una frase in spagnolo sulla sua tinta preferita, letta poi al resto della classe con l’aiuto dei bambini madrelingua.

Un altro libro che solitamente condivido con i miei alunni è la filastrocca di Gianni Rodari I colori dei mestieri , nell’edizione illustrata da Alessandro Sanna . Dopo averla letta insieme e commentata, i bambini esprimono liberamente sogni e desideri sul loro futuro e sulla professione che vorrebbero intraprendere da adulti . Successivamente, prendendo a modello la filastrocca, ogni bambino ne rielabora una con i colori dei mestieri dei propri genitori.

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