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La lingua materna è come un canto di balena: per la Giornata internazionale della lingua madre

La lingua madre contiene le parole degli affetti e dell’intimità, dei sogni e del ricordo. Una giornata internazionale – il 21 febbraio – per celebrare l’importanza e il valore di ogni lingua. Di Graziella Favaro.

di Redazione GiuntiScuola15 febbraio 20189 minuti di lettura
La lingua materna è come un canto di balena: per la Giornata internazionale della lingua madre | Giunti Scuola

La voce della mamma deve suonare senza sosta, come un canto di balena in quell’oceano sconfinato, per comunicare tre sole sconfinate informazioni: io sono qui; tu sei qui; il mondo è qui.

Bruno Tognolini, Mamma Lingua

"Questo libro l’ha scritto mio nonno!"

Siamo a Milano, biblioteca civica di Quarto Oggiaro, in occasione della mostra di libri per bambini in sette lingue “Mamma Lingua” (Nati per leggere Lombardia e IBBY Italia) . I bambini di una classe prima sfogliano i libri con curiosità e stupore, seduti in cerchio in attesa di ascoltare le storie che stanno dentro quelle pagine. Xiao Long ha scelto il libro HAO E DE MAOMAOGHONG ( Il piccolo bruco mai sazio ), lo mostra alla sua compagna Noura e dice con orgoglio: "Questo libro l’ha scritto mio nonno!".
Xiao Long ha riconosciuto subito la sua lingua madre, collocata in un contesto valorizzante in una bellissima biblioteca piena di colori e di libri, riprodotta su pagine preziose e invitanti. Per il bambino, la sua madrelingua è la lingua del nonno perché è cresciuto con lui e molte volte lo ha visto leggere e scrivere i caratteri.
A questo punto Noura cerca un libro in lingua araba e lo fa vedere a Xiao Long e gli spiega che i suoi genitori scrivono proprio così e che quella “è la lingua di quando siamo a casa e stiamo insieme”.
Il piccolo evento di valorizzazione delle lingue dei bambini figli di immigrati ha dato visibilità a idiomi quasi sempre lasciati da parte, ignorati o visti come ostacoli all’apprendimento dell’italiano. E ha permesso ai bambini di riconoscersi nel codice materno.
La lingua madre è la lingua del cuore, delle emozioni e degli affetti. Per un bambino, è la lingua delle coccole, dei giochi, delle ninne nanne, della complicità e dei primi racconti. Contiene parole che sussurrano, consolano, sgridano, rassicurano, insegnano. Il codice materno permea profondamente la nostra storia e l’immagine del mondo che, grazie a esso, noi ci costruiamo. Non è dunque “ un guanto, uno strumento usa e getta. Essa innerva la nostra vita psicologica, i nostri ricordi, associazioni, schemi mentali” , come scrive Tullio De Mauro.

Chi è bilingue?

Ma che cosa succede alle lingue materne dei bambini e ragazzi figli di immigrati che frequentano le nostre scuole? Fra di loro, vi sono condizioni e forme diffuse di bilinguismo e modi diversi di essere bilingue. Parole con suoni diversi convivono, dividendosi gli spazi e i tempi della comunicazione e delle relazioni; altre si affievoliscono e scompaiono; nuove parole si mescolano tra loro, grazie alle esperienze del quotidiano. Il bilinguismo dei bambini e ragazzi nuovi italiani è un fenomeno individuale, ma si collega alle relazioni famigliari e influenza la comunicazione fra le generazioni. E’ anche un fenomeno di natura sociale, dal momento che spesso è il contesto di accoglienza a sostenere o scoraggiare la condizione di bilinguismo.
Il fatto di essere considerato “bilingue” viene riconosciuto spesso come attributo di un’elite e situato in un mercato linguistico che dà un diverso valore alle lingue. Per questa ragione, la pratica di altri idiomi può essere percepita e tratta come un deficit e non come un’opportunità. In altre parole, chi conosce e usa una lingua “non prestigiosa” viene valutato solo in termini di carenza, rispetto alla lingua d’uso e di scolarità.
Quando i bambini stranieri arrivano in Italia, la loro lingua improvvisamente scompare, è assente dai luoghi della scuola e dell’incontro e spesso viene chiesto loro di dimenticarla e metterla da parte per accogliere le nuove parole. Alcune lingue d’origine sono evocate, nominate, riconosciute (lo spagnolo e il portoghese, ad esempio); altre sono invece ignorate; appaiono strane e lontane, dalle forme e grafie “bizzarre”.
Quando la lingua materna diviene silenziosa, clandestina, marginale, i bambini non italofoni possono vivere una frattura rispetto alla loro storia precedente, una situazione di perdita e svalorizzazione, dal momento che il messaggio esplicito che viene loro inviato è che “se non sai l’italiano, non sai, in generale”.
La padronanza di più lingue, qualunque esse siano, amplia invece le frontiere delle possibilità e il mondo si allarga di conseguenza dal momento che, come ha scritto Rudolf Steiner “ogni lingua dice il mondo a modo suo”.
Un lingua “prima” inoltre non ostacola i successivi apprendimenti, ma, al contrario, apre a nuovi linguaggi e apprendimenti.

Lingue in contatto nel paesaggio linguistico

Il 21 febbraio 2018 si celebra la giornata internazionale della lingua madre. Il motto di quest’anno deciso dall’Unesco è: “La diversità linguistica e il multilinguismo contano per uno sviluppo sostenibile”. La giornata di celebrazione può essere l’occasione per conoscere, riconoscere e valorizzare le lingue della classe e per portare l’attenzione sui cambiamenti in corso nel nostro Paese.
Quali lingue si parlano oggi in Italia? Quali sono i repertori linguistici dei cittadini italiani e stranieri? Accanto alle varietà dialettali - in certi contesti ancora molto diffuse e praticate- ci sono le dodici lingue delle minoranze (lo sloveno, il friulano, il ladino, l’occitano, il sardo …), la cui tutela è regolata da apposita legge. E poi ci sono le lingue “immigrate” che sono parte strutturale del paesaggio linguistico – e visivo, e sonoro - delle nostre città. Le lingue più parlate fra gli stranieri residenti, che compongono l’attuale neo-plurilinguismo, sono nell’ordine: il romeno, l’arabo, l’albanese, il cinese, lo spagnolo.

Piccoli segnali di riconoscimento

Nella scuola multiculturale e plurilingue devono oggi essere diffuse alcune consapevolezze e qualche attenzione linguistica e pedagogica. La ricorrenza della giornata internazionale della lingua madre può essere l’occasione per:
conoscere le biografie linguistiche dei bambini della classe;
rilevare e riconoscere, per quanto possibile, le loro competenze nella lingua d’origine;
essere consapevoli che la conoscenza della lingua materna (orale, scritta…) è un arricchimento e una chance per tutti e non un ostacolo all’apprendimento della seconda lingua;
sostenere e rassicurare i genitori immigrati nell’uso della lingua materna con i loro figli a casa;
dare visibilità alla pluralità linguistica negli spazi della scuola (indicazioni, avvisi, cartelloni, messaggi plurilingui…);
valorizzare la diversità linguistica attraverso i momenti della narrazione e la disponibilità di fiabe, testi letterari e libri bilingui.
Prestare attenzione alle parole di ogni bambino ‒ in italiano, in dialetto o in un’altra lingue madre ‒ significa tenere insieme le storie, rendere più autentiche le relazioni e preparare un futuro condiviso nel quale ciascuno possa portare la sua voce.

Dare valore alle lingue: tanti libri e un video

Mamma Lingua. Libri per bambini in età prescolare in sette lingue
Promosso da Nati per leggere Lombardia e IBBY Italia, il progetto ha realizzato un catalogo ragionato di libri per bambini in: albanese, arabo, cinese, francese, inglese, romeno, spagnolo.
I libri sono stati presentati e resi disponibili in molte biblioteche di Milano e provincia.
Per saperne di più sul progetto:
vai sul sito del Centro COME
leggi e scarica il report

Una coperta di parole
Libro di Irena Kobald, con illustrazioni di F. Balckwood, edito da Mondadori
Girandola, una bambina allegra e sempre in movimento, va ad abitare in un altro paese dove le parole e le persone sembrano strane, non amichevoli e a volte ostili. Dove è strano perfino il vento. Quando si sente triste, si avvolge nella sua vecchia coperta fatta di ricordi e delle parole rassicuranti della sua lingua madre.
Ma un giorno succede qualcosa al parco e nuove parole possono farsi strada accanto a quelle della sua lingua madre.

Un ponte di parole. Itinerari interculturali per sperimentare sguardi diversi
Progetto dell’I.C. Casaralta di Bologna (Quartiere Navile)
Realizzato dalla Città Metropolitana di Bologna e dalla Fondazione Minguzzi.
Una classe va alla scoperta del quartiere e delle parole e lingue diverse che si incontrano camminando e che sono diffuse fra i compagni di classe.
I bambini scoprono la diversità linguistica e la bellezza delle scritture e degli alfabeti differenti e scoprono i luoghi che li circondano, le loro storie e le storie di chi li abita.

Per saperne di più

Per avere altre idee e suggerimenti operativi per la giornata della Lingua Madre, potete leggere anche:

Su Scuola dell’infanzia : Graziella Favaro, Le storie parlano in tante lingue
-Su La Vita scolastica : Graziella Favaro, W il bilinguismo

Avete organizzato attività nella vostra scuola per la giornata della Lingua madre? Volete mandarci immagini, condividere le iniziative?
Scrivete a vitascol@giunti.it o commentate sulla nostra pagina Facebook .

Amal. "Io ho imparato prima l’arabo, l’italiano l’ho imparato a scuola. L’arabo è nel mio cuore invece l’italiano è nella pancia".

Kaifa: "Io parlo bangla e italiano. Le lingue sono nella mia testa e escono come il fumo. Il bangla è forte e rosso, l’italiano è leggero e di colore verde".