La forza della gentilezza

Il 13 novembre è la giornata mondiale dedicata alla gentilezza. L’occasione è buona per sollecitare azioni, parole e gesti di cura e di attenzione verso gli altri per imparare a stare insieme con rispetto, solidarietà e con reciproca allegria. Ma una giornata non basta, perché non programmare almeno la “settimana della gentilezza”? 

di Redazione GiuntiScuola · 03 novembre 2016
0 0

Mi piace

REGISTRATI ACCEDI

0
9 min read

Andrea Castellani illustra per le Edizoni Emme Giovannino Perdigiorno nel Paese senza punta di Gianni Rodari. Fonte immagini: http://www.favolefantasia.com/13762/il-paese-senza-punta.html

Piccoli gesti hanno forza infinita

Mai come in questo momento sentiamo il bisogno di gentilezza. Di atti gratuiti, di sguardi più attenti, di parole dal suono e significato sorridente e inclusivo. È un tempo difficile attraversato sempre più spesso da asprezze e distanze, da rappresentazioni degli altri connotate dalla diffidenza e dalla chiusura. Ben venga allora la giornata mondiale della gentilezza, che si celebra il 13 novembre alla quale anche l’Italia, insieme a numerosissimi altri Paesi, aderisce fin dal 1998. Può essere un’occasione in più per sollecitare e moltiplicare le parole e i gesti di cura e di attenzione verso gli altri e per ricordarsi che tante piccole azioni positive messe insieme possono contribuire a cambiare il mondo. Ma naturalmente questo dovrebbe essere fatto ogni giorno e non solo nel “giorno gentile” e allora dilatiamo la giornata del 13 fino a farla diventare “la settimana della gentilezza” . Un tempo un po’ più lungo durante il quale ricavare qualche minuto al giorno per prestare attenzione alle relazioni e al “polso emotivo” della classe: piccola comunità di uguali e diversi. Per discutere delle parole che usiamo, degli atteggiamenti e delle attitudini che esprimiamo nei confronti degli altri. E per sollecitare ciascuno a compiere ogni tanto un piccolo gesto importane, come suggerisce Bruno Tognolini nella sua filastrocca.

Filastrocca del piccolo gesto importante

Un piccolo gesto è una pietra preziosa
cela un segreto che è molto potente:
qualcosa accade se tu fai qualcosa
e niente accade, se tu non fai niente.
Basta un secchiello a vuotare il mare?
Basta una scopa a pulir la città?
Forse non basta, ma devi provare
se provi, forse, qualcosa accadrà.
E’ un gesto inutile, ma non importa,
piccoli gesti hanno forza infinita.
Se ognuno spazza davanti alla porta
la città intera sarà pulita.

Bruno Tognolini. La poesia è tratta da sul sito, è disponibile in pdf a questo link: http://www.webalice.it/tognolini/doc/cittaciv.pdf

Gentili non si nasce, si diventa

Il rispetto e la capacità di vivere insieme s’imparano fin da piccoli. E li si insegna ai bambini e ai ragazzi attraverso i gesti e le parole, gli esempi e le scelte quotidiane, la qualità delle relazioni e le modalità che noi stessi adottiamo per rappresentare gli altri. I bambini infatti imparano, oltre che dalle parole ed esortazioni, anche dagli esemp i e i comportamenti degli adulti, dai segnali espliciti e impliciti che essi colgono e fanno propri. Oggi, più che in passato, nella scuola, nella città e negli spazi dell’incontro, i bambini vedono le differenze e sperimentano concretamente la pluralità. Entrano infatti a contatto ogni giorno con le diversità delle storie, dei riferimenti culturali, delle provenienze e delle appartenenze. E dalle situazioni di convivenza quotidiana possono imparare la curiosità e l’apertura, il rispetto e la cura. Possono diventare consapevoli che i gesti che vengono fatti agli altri e le parole che vengono dette tornano sempre indietro e vengono “restituiti” al mittente, proprio come succede con un boomerang.

Come l'eco della montagna

Una storia tradizionale racconta di un bambino che era spesso aggressivo e che si lamentava perchè non era accettato dai compagni. Il padre allora lo portò sulla montagna e lo invitò a dire le stesse parole che di solito rivolgeva ai suoi compagni. Grazie all’eco, le parole cattive ritornarono indietro fino a lui, potenziate e amplificate nel tono e nella potenza. Gli disse poi di provare a dire delle parole gentili, di apprezzamento e di accoglienza verso i suoi compagni, immaginando di averli lì davanti. Le stesse parole buone e gentili tornarono forti e chiare fino alle sue orecchie. Il bambino capì così che le parole e i gesti funzionano come l’eco della montagna: quello che si dice e che si fa ci ritorna indietro con lo stesso colore e con il medesimo segno.

Aprire la mente, aprire il cuore

Ma come si può educare all’attenzione nei confronti di se stessi e degli altri, di coloro che sentiamo simili e vicini e, soprattutto, verso chi ci appare distante e differente? Lo si può fare attraverso proposte concrete e coinvolgenti che devono cercare di agire nelle due direzioni: quella di aprire le menti e quella di aprire il cuore. Il rispetto infatti non si insegna attraverso i richiami al dover essere, ma trasmettendo più conoscenze e informazioni sul mondo , su di sé, sugli altri e sulle dense e inestricabili interazioni che uniscono da sempre le vicende umane e i contesti diversi. Ma la conoscenza da sola non basta. Il rispetto lo si insegna allora anche allenando i bambini all’attenzione e alla solidarietà, all’ascolto di sé e degli altri, a lasciare spazio e tempo a ciascuno, a capire e a tener conto di punti di vista diversi dal proprio.

Sette parole chiave per sette giorni gentili

E allora, nel giorno della gentilezza, che si dilaterà fino a diventare intera settimana, proviamo a sperimentare la forza e la creatività del rispetto, seguendo sette parole/chiave, una per ogni giorno gentile:

  1. i giochi di gentilezza , per riscaldare i muscoli dell’attenzione agli altri e iniziare il viaggio;
  2. le parole gentili , per dare voce a interazioni ed emozioni positive;
  3. i gesti di cura e attenzione , perché “niente accade se tu non fai niente”;
  4. gli atteggiamenti di rispetto delle differenze, consapevoli che ognuno è simile e diverso da tutti gli altri;
  5. la collaborazione e l’aiuto reciproco perché “insieme è meglio”;
  6. la poesia , che è la colonna sonora della gentilezza;
  7. l’ immaginazione che sollecita a pensare a un luogo gentile in cui vivere insieme, perché l’utopia apre la porta alla creatività e al possibile.

Sette parole, sette tappe

Giochi di gentilezza

Per iniziare la settimana gentile partiamo dal gioco. L’associazione italiana che promuove la giornata della gentilezza ( www.gentletude.com ), propone alcuni giochi per allenare i bambini e i ragazzi a essere collaborativi e attenti:

  • Memoria della pace
  • Gentipolis
  • Passapalla parlando

Parole gentili

Per sollecitare l’attenzione all’importanza e alla responsabilità delle parole, possiamo proporre ai bambini il bellissimo libro Il piccolo ladro di parole , edito da Whitestar Kids. Il protagonista non ha le parole per dire e raccontare e, al calar della sera, raccoglie le parole che volano nel cielo, escono dai camini, danzano nell’aria: parole rosse e arrabbiate, parole tenere e leggere; parole che fan male e parole che servono a rassicurare e a far sorridere. Poi le cataloga e le mette dentro barattoli diverse. Finchè un giorno ha bisogno di trovare parole per dire l’amore.

What does it mean to be kind? I gesti di cura e di attenzione

Un breve video in inglese, ma con illustrazioni che parlano da sole, racconta che cos’è la gentilezza e rappresenta piccoli gesti di attenzione di cura che possiamo fare ogni giorno nei confronti degli altri, dei vicini e degli sconosciuti, dell’ambiente e dello spazio pubblico, degli animali e delle cose.

Insieme, uguali e diversi nel rispetto delle differenze

Ecco un altro video , molto cliccato in rete, che racconta con poche e semplici immagini a non aver paura delle differenze, che sono il sale della terra, e sollecita a stare insieme, ognuno uguale e diverso dagli altri.

Insieme è meglio: la collaborazione e l’aiuto

Non è affatto vero che “chi fa da sé fa per tre”, come recita un proverbio dei tempi andati o che “è meglio soli che male accompagnati”, come sostiene un altro modo di dire “con la muffa”. Vero invece che “ chi ha cento amici fa per cento”, che la solidarietà e l’amicizia rendono i giorni più accoglienti e felici, come nella filastrocca dell’amicizia di Gianni Rodari .

La poesia

La gentilezza si accompagna quasi sempre alla poesia, alla leggerezza e gratuità e invita a posare lo sguardo su ciò che conta per essere felici dei colori, del cielo che muta, del sole e del vento. Come fa il piccolo Federico, nella storia omonima di Leo Lionni, che osserva e raccoglie storie e poesia per condividerle poi con gli altri.

Un luogo gentile: “Il paese senza punta” di Gianni Rodari

E per finire, facciamo un viaggio insieme a Giovannino Perdigiorno nel paese senza punta , dove tutti sono gentili, gli spigoli sono rotondi, i tetti sono fatti a pagoda, le rose non hanno le spine…

Graziella Favaro

Questo contenuto è riservato agli abbonati io+, l'offerta Premium di giuntiscuola.it.

Vuoi provare io+ gratis per un mese? Registrati a giuntiscuola.it!