I bambini e i linguaggi: prendendo in mano una principessa...

C'è un filo rosso che lega le filastrocche, le cantilene, le conte e le ninne nanne alla poesia: è un filo fatto di suoni, di canto, di voce e di corpo

di Chiara Carminati · 07 giugno 2019
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Il grande illustratore inglese Tony Ross ha ideato, come protagonista di una serie di albi illustrati, una piccola principessa di nome Leda, personaggio delizioso e originale. La piccola Leda infatti, nonostante sia una principessa in tutto e per tutto, figlia di re e regina, attorniata da ammiragli, governanti e primi ministri, ci appare sempre in sottoveste, con l'orsetto in mano e la corona fin troppo larga sulla testa. Leda è principessa, ma non per questo rinuncia a essere una bambina , con tutti i desideri, le tenerezze e i capricci tipici di una bambina.

Rispetto alla regina poesia, anche la filastrocca è, come Leda, una piccola principessa: la filastrocca è una poesia in sottoveste bianca , con il ciuccio in bocca, capricciosa e irresistibile. È una poesia a piedi scalzi e con le gote rosse, che ama correre all'aria aperta e giocare in cortile. Ma è pur sempre una principessa poesia, e come Leda porta in testa, un po' sghimbescia, la sua corona distintivo di nobile stirpe.

Esiste un filo rosso che lega filastrocche, cantilene, conte e ninne nanne alla poesia "regina": è un filo fatto di sonorità, di ripetizioni, di ritmo e di musica della voce, tutte componenti fondamentali del linguaggio poetico. Se risaliamo il filo, all'origine della poesia troviamo proprio la voce . Riportiamo allora la principessa poesia, eterna bambina, a giocare con gli altri bambini. Riportiamola a giocare con la voce, il corpo (da Roberto Piumini, Ridi ridi, Fabbri, Milano 2012):

I fili di parole
fanno le filastrocche:
le fanno per le bocche
di chi dire le vuole.

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