Dire ai bambini cose piccole, ma integre: il nuovo libro di Tognolini

"Il giardino dei musi eterni" (Salani) è una commedia bestiale che tratta il dolore e la perdita alla maniera di Bruno Tognolini, portatore di allegria sulle cose tristi e serissimo sulle cose lievi.

di Redazione GiuntiScuola · 14 febbraio 2017
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Il nuovo libro di Bruno Tognolini "Il giardino dei musi eterni" (Salani) racconta la vita ultraterrena di cagnoni gioiosi e astute gatte in una sarabanda di uccellini, criceti, tartarughe... Una commedia bestiale che tratta il dolore e la perdita alla maniera di Tognolini, portatore di allegria sulle cose tristi e serissimo sulle cose lievi. Il segreto dei bestseller per l’infanzia? "Non barare, perché se ne accorgono".

Leggi l'intervista su "il venerdì" di Repubblica .

"Il giardino dei musi eterni"

La gatta Ginger si è appena risvegliata nel Giardino dei Musi Eterni, un tranquillo e fiorito cimitero per animali. Anche lei adesso è un Àniman, uno spirito che fa parte dell’anima del mondo, invisibile agli occhi umani. E la vita coi suoi nuovi amici Àniman – il pastore maremmano Orson, il cane poliziotto Ted, la dolce porcellina d’India Trilly, la sacra tartaruga Mama Kurma e decine d’altri – trascorre felice, fra tuffi nella pioggia per diventare immense nuvole animali, corse nel vento in cui si scambiano la pelle, canti notturni con le rane del canale, e visite di un’umana un po’ speciale, la loro amata Nonnina. Ma oscure minacce incombono: le misteriose sparizioni dei fratelli, le lugubri ricerche dell’ambiguo Custode, alcuni strani peluche dei bambini in visita, che hanno sguardi quasi vivi, inquietanti…
In questo romanzo mai come prima Bruno Tognolini - due volte premio Andersen - ha raccolto e fuso mirabilmente i temi che più gli sono cari con la creazione di un mondo perfetto di felicità e innocenza in una storia dal ritmo cinematografico e con un sapiente uso di una lingua piena di invenzioni e di poesia. Un grande messaggio ecologico, e soprattutto spirituale, sulla natura del mondo: non annoiarsi mai di essere se stessi.

Foto da "il venerdì" di Repubblica