Costruire l'autobiografia

Un percorso con attività mirate a costruire la propria autobiografia possono aiutare le persone con autismo ad aumentare il proprio benessere psicologico, arricchire il pensiero e l'autonomia

di Benedetta Bonci18 settembre 20263 minuti di lettura
Costruire l'autobiografia | Giunti Scuola

Definire i tratti della propria identità, ossia “rimarcare i propri confini” è un’esigenza più o meno manifesta in persone con autismo, sia a bassa che ad alta funzionalità. Si tratta naturalmente di un obiettivo complesso, che richiede in primis l'acquisizione del concetto dello scorrere del tempo. Per apprendere tale concetto è utile invitare gli allievi con autismo al ricordo di esperienze importanti e significative. Nella maggior parte dei casi richiamare alla memoria tali esperienze li porta solo a rivivere la sensazione provata in quella particolare situazione, non da subito generalizzabile, ma foriera pur sempre di esperienza e di apprendimento, in altri casi li può condurre a conoscere meglio la propria identità.

Fissare punti cardine della propria vita, costruendo la propria autobiografia, consente di cambiare in modo positivo pensieri relativi alla realtà e può aiutare a rendere meno rigidi schemi mentali spesso ripetitivi.
Oltre a consentire la conoscenza di se stessi, l'attività autobiografica può permettere alle persone con autismo di aumentare il benessere psicologico, arricchire il pensiero, l'autonomia e incidere in modo altamente positivo sulla qualità della loro vita. Dunque, la costruzione della propria autobiografia è un percorso che può avere una forte valenza abilitativa e che oltremodo consente di far decrescere i comportamenti inadeguati e di conseguenza permette di rendere più positiva ogni progettualità futura.
A seconda del grado di severità della sindrome si possono proporre attività differenti.

Proposte per allievi con bassa funzionalità

Per gli allievi con bassa funzionalità (dove c’è maggiore compromissione) le attività devono essere naturalmente più semplici. In un'aula di laboratorio si possono invitare gli allievi, per esempio, a raccogliere oggetti, foto ecc. giocando su percezioni, sensazioni tattili, odori e suoni per loro altamente evocativi, per guidarli, tramite supporti visivi (immagini, PECS, filmati, costruzione di puzzle ecc.), a ricostruirne il vissuto e il relativo ricordo.

A ciò si potrebbero aggiungere anche delle escursioni per rivisitare luoghi significativi. La ricerca di particolari che possano ricondurre a vissuti importanti li può avvicinare alla consapevolezza che alcune esperienze sono associabili a stati d’animo positivi, a sensazioni di benessere e può aiutarli a riviverle o a cercarne altre che producano la medesima emozione. Vale anche l’opposto, ossia può essere l'occasione per imparare a evitare esperienze che inducono emozioni sgradevoli.

Proposte per allievi con alta funzionalità

Con bambini/ragazzi ad alta funzionalità ci si può spingere oltre. Raggiunta la conoscenza del proprio nome, della propria famiglia, della propria casa, degli oggetti più cari e significativi, della consapevolezza del proprio corpo ecc., li si può invitare a raccontare particolari eventi che hanno vissuto, a ricordarsi e narrare una festa di compleanno, dare una descrizione degli amici più cari, esprimere l’attaccamento a un animale, o rievocare un viaggio fatto... con lo scopo di arrivare a riconoscere ed esprimere le proprie emozioni.

È un excursus delicato, colmo di variegate sfumature, che dovrebbe portare le persone con autismo alla consapevolezza di quello che è stato il loro modo di essere nel mondo o di quello che hanno fatto, di quello che sono nel presente, di quello che vorrebbero avere o fare per i giorni venturi. Per qualcuno il futuro potrebbe voler dire l’ora successiva, per altri mesi o anni dopo: lo “spazio mentale” in ogni caso va incentivato e allargato. 

Il percorso di costruzione della propria autobiografia, in definitiva, richiede un processo complesso e impegnativo grazie al quale tuttavia le persone con autismo possono essere aiutate a migliorare in modo sensibile la qualità propria della vita. 

 

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