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A mescolar le storie

Costruire un libro di classe: "Il mescolabambini", un divertente strumento per facilitare la socializzazione e inclusione interculturale. Di Mariella Pavani.

di Redazione GiuntiScuola28 dicembre 20173 minuti di lettura
A mescolar le storie | Giunti Scuola

Nella progettazione dei laboratori che avrei condotto in classi plurilingue di alcune scuole d’infanzia e primaria di Prato, all’interno del progetto Conoscersi per star bene insieme 2017, mi sono imbattuta in un libro molto divertente dal titolo Estrambolici .

Gli estrambolici sono delle creature strane e multiformi che p ossono cambiare sia l’aspetto che il nome semplicemente girando una o più parti della pagina in cui sono rappresentati. Sono così in grado di acquisire al pari dei super eroi, seppure un po’ bruttini, un numero enorme di caratteristiche fisiche mescolandosi tra loro e andando a formare quindi migliaia di personaggi in continuo cambiamento e differenti tra loro, ma capaci di conservare una o più parti provenienti dagli altri mostri colorati.

Ho pensato così che nel mio piccolo e in modo del tutto artigianale potevo chiedere ai bambini che avrei incontrato di trasformarsi in creature “estramboliche”, quindi in figure divisibili e componibili, allo scopo in primo luogo di divertirsi a legittimarsi piccoli mostri intercambiabili, ma anche e soprattutto per conoscersi, differenziarsi e intanto trovare somiglianze. Le classi in cui ho svolto i laboratori erano composte da bambini provenienti da molte etnie , cinesi, albanesi e rumeni, indiani, pakistani e marocchini. Ho provato ad aggiungere all’impatto divertente della composizione grafica anche l’occasione per raccontare piccole storie personali , da aggiungere alle pagine del libro e a prestare una particolare attenzione alla composizione dei nomi che sarebbero venuti a formarsi, che senza pretesa di correttezza in nessuna lingua, avrebbero dato rilevanza alle lingue di appartenenza di ognuno.

È nato quindi Il Mescolabambini , un libro-gioco proposto e costruito in quattro classi coinvolte nel progetto Conoscersi , nel quale grazie all’intreccio di figure, disegni, parole e storie con i bambini abbiamo potuto giocare a:

“Sono tutto me e divento un po’ anche te,
sono uno che
poi diventa due o tre.”

Il libro è stato costruito con pagine divise in tre segmenti ottenuti tagliando gli autoritratti a figura intera realizzati dai bambini, che era possibile girare per divertirsi a formare nuove figure dall’apparenza spesso buffa o “mostruosa”.
L’obiettivo è stato quello di proporre l’idea che si può rimanere se stessi pur confrontandosi con i compagni , che si possono provare complesse possibilità combinatorie eppure conservare la solidità della propria storia e della propria appartenenza linguistica e personale.

Giocando a sfogliare e risfogliare il libro in ogni direzione, abbiamo potuto visitare i luoghi del tu e del noi , da cui uscire ed entrare liberamente nel rispetto reciproco. Lo spazio delle pagine è diventato anche un contenitore in cui sono state raccolte micro narrazioni, piccole interviste con il metodo del “tu detti, io scrivo”, francobolli di piccoli racconti che hanno fatto da corredo ai propri ritratti a figura intera e poiché anch’essi mescolabili, sono andati a confondere e ad arricchire le storie personali.



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