La lingua materna è come un canto di balena: per la Giornata internazionale della lingua madre

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La lingua materna è come un canto di balena: per la Giornata internazionale della lingua madre

La lingua madre contiene le parole degli affetti e dell’intimità, dei sogni e del ricordo. Una giornata internazionale – il 21 febbraio – per celebrare l’importanza e il valore di ogni lingua. Di Graziella Favaro.

lingua madre si oui

La voce della mamma deve suonare senza sosta, come un canto di balena in quell’oceano sconfinato, per comunicare tre sole sconfinate informazioni: io sono qui; tu sei qui; il mondo è qui.

Bruno Tognolini, Mamma Lingua  

"Questo libro l’ha scritto mio nonno!"

Siamo a Milano, biblioteca civica di Quarto Oggiaro, in occasione della mostra di libri per bambini in sette lingue “Mamma Lingua” (Nati per leggere Lombardia e IBBY Italia) . I bambini di una classe prima sfogliano i libri con curiosità e stupore, seduti in cerchio in attesa di ascoltare le storie che stanno dentro quelle pagine. Xiao Long ha scelto il libro HAO E DE MAOMAOGHONG (Il piccolo bruco mai sazio), lo mostra alla sua compagna Noura e dice con orgoglio: "Questo libro l’ha scritto mio nonno!".
Xiao Long ha riconosciuto subito la sua lingua madre, collocata in un contesto valorizzante in una bellissima biblioteca piena di colori e di libri, riprodotta su pagine preziose e invitanti. Per il bambino, la sua madrelingua è la lingua del nonno perché è cresciuto con lui e molte volte lo ha visto leggere e scrivere i caratteri.
A questo punto Noura cerca un libro in lingua araba e lo fa vedere a Xiao Long e gli spiega che i suoi genitori scrivono proprio così e che quella “è la lingua di quando siamo a casa e stiamo insieme”.
Il piccolo evento di valorizzazione delle lingue dei bambini figli di immigrati ha dato visibilità a idiomi quasi sempre lasciati da parte, ignorati o visti come ostacoli all’apprendimento dell’italiano. E ha permesso ai bambini di riconoscersi nel codice materno.
La lingua madre è la lingua del cuore, delle emozioni e degli affetti. Per un bambino, è la lingua delle coccole, dei giochi, delle ninne nanne, della complicità e dei primi racconti. Contiene parole che sussurrano, consolano, sgridano, rassicurano, insegnano. Il codice materno permea profondamente la nostra storia e l’immagine del mondo che, grazie a esso, noi ci costruiamo. Non è dunque “ un guanto, uno strumento usa e getta. Essa innerva la nostra vita psicologica, i nostri ricordi, associazioni, schemi mentali” , come scrive Tullio De Mauro. 

Chi è bilingue?

Ma che cosa succede alle lingue materne dei bambini e ragazzi figli di immigrati che frequentano le nostre scuole? Fra di loro, vi sono condizioni e forme diffuse di bilinguismo e modi diversi di essere bilingue. Parole con suoni diversi convivono, dividendosi gli spazi e i tempi della comunicazione e delle relazioni; altre si affievoliscono e scompaiono; nuove parole si mescolano tra loro, grazie alle esperienze del quotidiano. Il bilinguismo dei bambini e ragazzi nuovi italiani è un fenomeno individuale, ma si collega alle relazioni famigliari e influenza la comunicazione fra le generazioni. E’ anche un fenomeno di natura sociale, dal momento che spesso è il contesto di accoglienza a sostenere o scoraggiare la condizione di bilinguismo.
Il fatto di essere considerato “bilingue” viene riconosciuto spesso come attributo di un’elite e situato in un mercato linguistico che dà un diverso valore alle lingue. Per questa ragione, la pratica di altri idiomi può essere percepita e tratta come un deficit e non come un’opportunità. In altre parole, chi conosce e usa una lingua “non prestigiosa” viene valutato solo in termini di carenza, rispetto alla lingua d’uso e di scolarità.
Quando i bambini stranieri arrivano in Italia, la loro lingua improvvisamente scompare, è assente dai luoghi della scuola e dell’incontro e spesso viene chiesto loro di dimenticarla e metterla da parte per accogliere le nuove parole. Alcune lingue d’origine sono evocate, nominate, riconosciute (lo spagnolo e il portoghese, ad esempio); altre sono invece ignorate; appaiono strane e lontane, dalle forme e grafie “bizzarre”.
Quando la lingua materna diviene silenziosa, clandestina, marginale, i bambini non italofoni possono vivere una frattura rispetto alla loro storia precedente, una situazione di perdita e svalorizzazione, dal momento che il messaggio esplicito che viene loro inviato è che “se non sai l’italiano, non sai, in generale”.
La padronanza di più lingue, qualunque esse siano, amplia invece le frontiere delle possibilità e il mondo si allarga di conseguenza dal momento che, come ha scritto Rudolf Steiner “ogni lingua dice il mondo a modo suo”.
Un lingua “prima” inoltre non ostacola i successivi apprendimenti, ma, al contrario, apre a nuovi linguaggi e apprendimenti.

  

Lingue in contatto nel paesaggio linguistico

Il 21 febbraio 2018 si celebra la giornata internazionale della lingua madre. Il motto di quest’anno deciso dall’Unesco è: “La diversità linguistica e il multilinguismo contano per uno sviluppo sostenibile”. La giornata di celebrazione può essere l’occasione per conoscere, riconoscere e valorizzare le lingue della classe e per portare l’attenzione sui cambiamenti in corso nel nostro Paese.
Quali lingue si parlano oggi in Italia? Quali sono i repertori linguistici dei cittadini italiani e stranieri? Accanto alle varietà dialettali - in certi contesti ancora molto diffuse e praticate- ci sono le dodici lingue delle minoranze (lo sloveno, il friulano, il ladino, l’occitano, il sardo …), la cui tutela è regolata da apposita legge. E poi ci sono le lingue “immigrate” che sono parte strutturale del paesaggio linguistico – e visivo, e sonoro - delle nostre città. Le lingue più parlate fra gli stranieri residenti, che compongono l’attuale neo-plurilinguismo, sono nell’ordine: il romeno, l’arabo, l’albanese, il cinese, lo spagnolo. 

Piccoli segnali di riconoscimento

Nella scuola multiculturale e plurilingue devono oggi essere diffuse alcune consapevolezze e qualche attenzione linguistica e pedagogica. La ricorrenza della giornata internazionale della lingua madre può essere l’occasione per:
conoscere le biografie linguistiche dei bambini della classe;
rilevare e riconoscere, per quanto possibile, le loro competenze nella lingua d’origine;
essere consapevoli che la conoscenza della lingua materna (orale, scritta…) è un arricchimento e una chance per tutti e non un ostacolo all’apprendimento della seconda lingua;
sostenere e rassicurare i genitori immigrati nell’uso della lingua materna con i loro figli a casa;
dare visibilità alla pluralità linguistica negli spazi della scuola (indicazioni, avvisi, cartelloni, messaggi plurilingui…);
valorizzare la diversità linguistica attraverso i momenti della narrazione e la disponibilità di fiabe, testi letterari e libri bilingui.
Prestare attenzione alle parole di ogni bambino ‒ in italiano, in dialetto o in un’altra lingue madre ‒ significa tenere insieme le storie, rendere più autentiche le relazioni e preparare un futuro condiviso nel quale ciascuno possa portare la sua voce.

Dare valore alle lingue: tanti libri e un video

Mamma Lingua. Libri per bambini in età prescolare in sette lingue
Promosso da Nati per leggere Lombardia e IBBY Italia, il progetto ha realizzato un catalogo ragionato di libri per bambini in: albanese, arabo, cinese, francese, inglese, romeno, spagnolo.
I libri sono stati presentati e resi disponibili in molte biblioteche di Milano e provincia.
Per saperne di più sul progetto:
vai sul sito del Centro COME
leggi e scarica il report

  

Una coperta di parole
Libro di Irena Kobald, con illustrazioni di F. Balckwood, edito da Mondadori
Girandola, una bambina allegra e sempre in movimento, va ad abitare in un altro paese dove le parole e le persone sembrano strane, non amichevoli e a volte ostili. Dove è strano perfino il vento. Quando si sente triste, si avvolge nella sua vecchia coperta fatta di ricordi e delle parole rassicuranti della sua lingua madre.
Ma un giorno succede qualcosa al parco e nuove parole possono farsi strada accanto a quelle della sua lingua madre.

  

Un ponte di parole. Itinerari interculturali per sperimentare sguardi diversi
Progetto dell’I.C. Casaralta di Bologna (Quartiere Navile)
Realizzato dalla Città Metropolitana di Bologna e dalla Fondazione Minguzzi.
Una classe va alla scoperta del quartiere e delle parole e lingue diverse che si incontrano camminando e che sono diffuse fra i compagni di classe.
I bambini scoprono la diversità linguistica e la bellezza delle scritture e degli alfabeti differenti e scoprono i luoghi che li circondano, le loro storie e le storie di chi li abita.

Per saperne di più

Per avere altre idee e suggerimenti operativi per la giornata della Lingua Madre, potete leggere anche:

Su Scuola dell’infanzia: Graziella Favaro, Le storie parlano in tante lingue
-Su La Vita scolastica: Graziella Favaro, W il bilinguismo

Avete organizzato attività nella vostra scuola per la giornata della Lingua madre? Volete mandarci immagini, condividere le iniziative? 
Scrivete a vitascol@giunti.it o commentate sulla nostra pagina Facebook

  

 Amal. "Io ho imparato prima l’arabo, l’italiano l’ho imparato a scuola. L’arabo è nel mio cuore invece l’italiano è nella pancia".

  

Kaifa: "Io parlo bangla e italiano. Le lingue sono nella mia testa e escono come il fumo. Il bangla è forte e rosso, l’italiano è leggero e di colore verde".  

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