L’antologia multiculturale: uno spazio di pensiero, un cantiere aperto

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L’antologia multiculturale: uno spazio di pensiero, un cantiere aperto

Ricercare, studiare, riflettere sull’intercultura non basta, se non si è capaci di cambiare punto di vista. Lingua, Identità, Cultura in Adolescenza è un’antologia multiculturale che nasce, fra l’altro, per dar voce e rilievo a culture, storie e letterature di tutto il mondo. 

Oggi faccia è un miracolo

Riservato allo straniero?

A Milano è appena terminato Expo 2015, che ha reso palese quanto già sappiamo: noi viviamo in una società multiculturale, tendenzialmente interculturale, vale a dire una società capace di andare oltre la tolleranza, favorendo la conoscenza e lo scambio fra culture diverse, in vista dell’inclusione sociale e della partecipazione.
L’azione didattica non può più ignorare questa circostanza, poiché la comprensione dei fenomeni culturali diventa una pre-condizione per l’apprendimento. L’aggettivo interculturale, di conseguenza, non è più sinonimo di “riservato allo straniero”, ma denota un rapporto “fra culture” alla pari.
Il ruolo del docente in tutto ciò è fondamentale: egli è un mediatore culturale che utilizza il patrimonio della propria tradizione come punto di partenza per impegnarsi in nuove sintesi, accettando il confronto con altre memorie e narrazioni, relativizzando le proprie prospettive.
La paideia per il XXI secolo dovrà essere interculturale, ossia una paideia per l’epoca della globalizzazione, del pluriverso e del meticciamento.

Un cantiere aperto

In quest’ottica di mediazione, che vede i docenti in prima linea, il linguaggio orale è un veicolo privilegiato: la pratica linguistica insegna a negoziare le diversità per condividere significati comuni, per cui se il linguaggio incarna la cultura, imparare il linguaggio è imparare a pensare culturalmente.
Il sottogruppo intercultura del G.I.S.CE.L. Lombardia, da anni impegnato nello studio e nella riflessione sull’italiano come seconda lingua, ha raccolto questa sollecitazione e propone Lingua, identità e Cultura In Adolescenza, un’antologia multiculturale destinata alle seconde-terze classi della scuola secondaria di primo grado o al biennio di quella di secondo grado.
L’opera è pubblicata su Didasfera, ambiente didattico digitale, poiché le modalità tradizionali di pubblicazione erano limitanti per un’opera che è un laboratorio di storie, una sperimentazione didattica in essere e soprattutto un cantiere aperto, perché ogni docente può suggerire brani e realizzare nuovi apparati linguistici, semplicemente scrivendo una mail.

Racconti per tuttti

L’antologia multiculturale non sostituisce ma integra le antologie tradizionali, modificando e arricchendo il canone letterario; infatti raccoglie brani tratti da romanzi di autori appartenenti a culture altre o immigrati in Italia di seconda generazione.
Il tema centrale che lega ogni brano è il processo di costruzione dell’identità in età adolescenziale, considerandolo un aspetto comune agli adolescenti di tutto il mondo: i protagonisti sono preadolescenti/adolescenti che vivono la crescita ed il cambiamento e nei quali crediamo i nostri alunni possano rispecchiarsi, pur vivendo in contesti socio culturali molto diversi.
Sono presenti alcuni apparati linguistici allo scopo di mostrare al docente una modalità didattica per facilitare la comprensione del testo, competenza che è alla base di un percorso di apprendimento di successo. Gli apparati linguistici hanno consegne differenziate, ci sono esercizi di tipo standard o facilitati, e gli alunni possono scaricare l’allegato e svolgere gli esercizi direttamente sul computer.

Io e l’altro: famiglia, scuola, tradizioni 

L’antologia multiculturale raccoglie al momento una ventina di brani, opportunamente ridotti e adattati, suddivisi in cinque moduli, che identificano alcune categorie: tradizioni, guerra, famiglia, viaggio, scuola, l’altro. I temi, le difficoltà linguistiche, gli autori sono eterogenei.
Nel modulo “Tradizioni”, ad esempio, il capitolo Voglio un bene da matti ai miei ci fa conoscere una simpatica ragazza, i cui genitori indiani sono esageratamente attaccati alle tradizioni – l’henné nei capelli, la curcuma, il tilaka (il punto rosso che orna la fronte delle donne indiane). Il risultato è un testo divertente, riguardante gli scontri generazionali su abiti, cibo e abitudini, scritto direttamente in italiano da Laila Wadia, scrittrice di origine indiana.
Nel modulo “Viaggio”, invece, un ragazzo ebreo accompagna un anziano musulmano nel suo ritorno a casa. Il brano In viaggio verso casa è tratto da un romanzo in francese del drammaturgo E. E. Schmitt. Una traduzione, dunque, con un linguaggio letterario, un tono melanconico e un’incredibile sensibilità nel descrivere i rapporti fra le religioni e le diverse generazioni.

A questi moduli si aggiungono le schede "LaVoratorio". Ogni scheda illustra una proposta didattica di stile laboratoriale con cui lavorare in classe, utilizzando strategie che possono completare o sostituire gli abituali metodi scolastici, insoddisfacenti con alcuni alunni. Il titolo laVoratorio, con la V maiuscola, è un gioco linguistico tra le parole “lav-orare” e “lab-oratorio” per sottolineare il carattere di apprendimento pratico e situato di questi interventi.
L’opera si conclude con una Proposta di lavoro, un progetto testato in alcune classi delle scuole milanesi: è un percorso completo e ben definito, dotato di materiali ed attività. Ogni docente può attuarlo nella sua classe con le dovute attenzioni. Potrebbe essere il primo passo per iniziare a cambiare prospettiva.

Per saperne di più

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