Un calendario multireligioso e interculturale

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Il progetto interculturale del calendario “L’orologiaio matto”: storia e materiali per le classi. Di Maria Frigo

Orologiaio matto

Con l’attuale, siamo alla venticinquesima edizione del calendario multireligioso e interculturale dal curioso nome di “Orologiaio matto”. Si tratta di una iniziativa scaturita da un gruppo di amici e volontari di Bussero, nella provincia milanese, che da 25 anni pubblica un calendario amato e apprezzato da moltissime persone. Il calendario riporta, oltre alle festività cristiane, cattoliche e ortodosse, i giorni festivi che fanno riferimento alle tradizioni islamica, ebraica, ortodossa, sikh, induista e buddista.
Per ogni edizione è stato scelto un tema differente: le feste, il cibo, l’ambiente, le lingue, i saluti, il gioco, il viaggio, la tessitura, la narrazione, il colore, il tempo e molti altri spunti di riflessione e confronto interculturale.
Intorno al tema proposto i docenti e i collaboratori del progetto hanno sviluppato attività di classe, incontri con mediatori culturali e narratori, confronti e approfondimenti.
Ogni anno il prodotto di questa attività è un vivacissimo e colorato calendario che riporta, oltre alle festività e a brevi testi, i disegni e le fotografie dei lavori di bambini e ragazzi.

 

Un progetto di educazione interculturale

Alla base, la convinzione che dal confronto con l’altro possano scaturire nuove informazioni e modi di vedere la realtà, a partire anche da aspetti apparentemente banali e scontati come il computo di giorni e anni. Nella didattica in classe, scoprire come anche il calcolo del tempo sia un fatto convenzionale, cioè stabilito per convenzione tra gli uomini, è un importante passo verso la consapevolezza che esistono modi diversi di vedere la stessa realtà.

Già dalla copertina del calendario gli alunni osservano che la data da noi convenzionalmente stabilita per il calcolo degli anni in altre culture e tradizioni porta a computi differenti. Quando inizia l’anno 2020 saremo infatti nel 1441 del calendario islamico, nel 5780 secondo la tradizione ebraica, nel 2590 per il buddismo, nel 2076 dell'induismo e solo nel 551 secondo il calendario sikh.
Di volta in volta, intorno al tema specifico scelto per l’anno, si sono costruiti percorsi di educazione interculturale che hanno fino ad ora coinvolto circa 250 classi di 39 scuole, dall’infanzia alla secondaria, 8 corsi e laboratori di lingua, 1 doposcuola, 1 centro d’aggregazione giovanile, 1 laboratorio d’inclusione sociale, 3 biblioteche.
Il calendario del 2020 ha visto come protagonisti i bambini, le educatrici e i genitori della scuola dell’infanzia di via Imbriani, a Milano. Intorno a uno spunto narrativo come sfondo integratore, le educatrici hanno coinvolto i genitori nella lettura e nella traduzione del racconto nelle sei lingue, oltre l’italiano, più rappresentate nella scuola: cinese, arabo, spagnolo, inglese, bengali, albanese e in altre attività di scoperta e conoscenza.

Grazie all’impegno volontario e gratuito di quanti in vario modo hanno collaborato, in venticinque anni sono stati finanziati progetti indirizzati in modo particolare ai minori e alle donne in diverse nazioni: Costa d’Avorio, Palestina, Ruanda, Somalia.

Segnaliamo infine che sul sito del progetto sono disponibili tutte le edizioni del calendario degli ultimi anni, con numerosi spunti per proposte interculturali realizzabili nelle classi.

 

  

 

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26 Novembre 2019 In classe

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