Storie in lingua originale per scoprire il mondo

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Alla scuola dell'infanzia i genitori  leggono in lingua madre e i bambini si raccontano. Un progetto che aiuta le relazioni scuola-famiglia. Di Catia Gaiba

scuola infanzia gruppo foto Catia Gaiba

Dare visibilità alla lingua d’origine significa dare importanza alla storia del bambino, alla sua famiglia e al mondo che abita dentro e fuori la scuola. Fare in modo che la valorizzazione della lingua materna avvenga con regolarità durante l’anno scolastico, rappresenta un obiettivo per dare sistematicità a pratiche di inclusione e integrazione: ampliare lo sguardo dei bambini italiani, mostrare rispetto per altre lingue e culture, offrire l’opportunità ai bambini bilingui di mostrare le loro competenze, coinvolgere i genitori nel percorso educativo dei figli.

Per questi motivi abbiamo scelto di proporre all’interno del Laboratorio linguistico della nostra scuola una selezione di storie in lingua originale lette dai genitori con frequenza regolare. Leggere storie ai bambini significa far conoscere cose nuove, regalare una piccola avventura alla scoperta del mondo che li circonda, aiutarli a scoprire loro stessi. 

Una storia può essere uno strumento importante per conoscere meglio compagni, i paesi da cui provengono e le lingue che parlano ed è un modo per sentirsi più vicini e dare importanza ad ogni identità culturale.

L’appuntamento con i racconti 

All’inizio dell’anno abbiamo presentato l’iniziativa alle famiglie chiedendo la loro collaborazione nel reperimento delle storie e nella disponibilità a venirle a raccontare in lingua originale. Una volta raccolto il materiale abbiamo definito delle date: si è cercato di distribuirle in modo da far passare abbastanza tempo tra una lettura e l’altra. Creare attesa ci è servito per dare senso a questa iniziativa, farlo diventare un momento importante, preparare opportunamente i bambini. La lettura della storia in lingua originale si è svolta sempre nel grande gruppo coinvolgendo tutti i bambini della scuola per poi essere ripresa e rielaborata in un secondo momento nel contesto più raccolto del laboratorio per fascia d’età. Le attività sono state modulate in base all’età e al livello linguistico di ogni gruppo, ma con il comune intento di stimolare il dialogo e offrire occasioni per raccontare e raccontarsi. Noi insegnanti abbiamo collaborato nella traduzione dei testi semplificandoli opportunamente per renderli accessibili a tutti i bambini, abbiamo accompagnato la lettura con immagini o materiali che catturassero l’attenzione. Nel laboratorio si è cercato di stimolare la verbalizzazione con domande e attività grafiche, la ricostruzione delle sequenze della storia ed evidenziando parole chiave. I bambini, oltre ad esercitare le capacità di ascolto e comprensione, hanno potuto esprimere le loro idee, ipotesi, emozioni, difficoltà, domande. 

Ascoltare parole e suoni diversi 

Quello che ci ha colpito maggiormente durante il progetto è stata l’attenzione e curiosità dei bambini italiani ai suoni di lingue sconosciute. Sono stati interessanti le osservazioni spontanee sulla difficoltà di comprendere, i paragoni tra le lingue, la capacità di cogliere assonanze con l’italiano. All’inizio dell’anno, le prime storie lasciavano i bambini più meravigliati e meno partecipi; andando avanti con l’esperienza i bambini si sono mostrati sempre più pronti a mettersi in gioco, partecipare a questa piccola sfida.

Vivere l’esperienza di ascoltare una storia in una lingua sconosciuta ha aiutato i bambini italofoni a mettersi nei panni dei compagni che stanno imparando l’italiano, quindi ha rappresentato una tappa importante per sviluppare le competenze empatiche. In questo percorso i bambini bilingui sono diventati protagonisti, potendo aiutare i compagni hanno rivestito un ruolo di prestigio, l’L1 è diventata uno strumento di affermazione di sé. La partecipazione dei genitori è stato funzionale per ricostruire la relazione insegnanti-genitori sulla base di una collaborazione per migliorare il processo di apprendimento dei bambini. Siamo riusciti ad abbattere alcuni stereotipi nei confronti della scuola ed altri relativi alle famiglie creando più fiducia reciproca. Tutte le storie sono state raccolte in un libretto, “Storie in biblioteca”, che è stato consegnato alle famiglie in occasione della festa finale della scuola (consultabile a questo link). 

Catia Gaiba: 10 Ottobre 2018 Dalle scuole

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