Un percorso sulla gentilezza

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È possibile costruire un progetto educativo partendo dal valore della gentilezza? Quante forme ha la gentilezza? Una proposta per allenare i bambini a essere gentili. Di Catia Gaiba

Collage regole gentilezza

Il nostro Istituto Comprensivo (Grazie - Tavernelle di Ancona) ha scelto di costruire un percorso educativo ispirato al valore della gentilezza in tutti gli ordini di scuola per affrontare meglio la complessità del presente. Nella scuola dell’infanzia Fantasia abbiamo scelto di accogliere questo proposito intraprendendo un viaggio alla scoperta delle tante forme della gentilezza, per comprendere a tutto tondo il significato di questo concetto non sempre valorizzato dalla società odierna e per allenare i bambini piccoli ai molti modi di essere gentili.

Crescere in gentilezza

Per interiorizzare il rispetto, la reciprocità, la solidarietà servono l’esercizio quotidiano, esperienze concrete e un contesto stimolante.
Utilizzare il tema della gentilezza come sfondo integratore dell’anno è stata un’occasione di riorganizzare i laboratori della scuola per collaborare ed esplorare le molte facce dell’essere garbati, farne esperienza in vari contesti e dare esempio. La gentilezza intesa come atteggiamento positivo verso il mondo, strumento per affrontare con curiosità la complessità e le diversità che ci circonda, rendere più felici sé stessi e gli altri e costruire le fondamenta per una migliore convivenza sociale.
Durante l’anno la gentilezza è stata affrontata in varie forme nei laboratori settimanali.
- Il laboratorio dei giochi della gentilezza ha permesso di vivere il piacere di essere gentili.
- Il laboratorio musicale ha esplorato la gentilezza dei suoni e della voce.
- Il laboratorio di inglese ha cercato le parole gentili in altre lingue, ma anche nel linguaggio mimico-facciale.
- Il laboratorio motorio si è concentrato sui movimenti e i gesti per essere gentili.
- Il laboratorio biblioteca ha raccontato storie di gentilezza e ha riflettuto sulle parole per essere gentili costruendo un Galateo (piccole regole di gentilezza da non dimenticare mai).
Abbiamo coinvolto le famiglie nel progetto, informandole e chiedendo la partecipazione attiva.

  


Giocare con la gentilezza

Con i bambini della scuola dell’infanzia abbiamo cercato di creare all’inizio dell’anno un evento coinvolgente con dei personaggi-guida gli “Orsetti della Gentilezza”. Questo inizio divertente e giocoso è riuscito a catturare l’attenzione dei bambini, incuriosirli e rendere più immediate alcune tematiche come l’accoglienza, la correttezza, l’altruismo, il rispetto, l’amorevolezza: Mattacchiorso saluta sempre, invita a giocare con lui e cerca di conoscere i nuovi amici; Brontolorso si sforza di rispettare gli altri, chiede scusa quando sbaglia; Fortunorso ha scoperto come può essere divertente chiedere aiuto e aiutare gli altri; Allegrorso ha mostrato ai bambini l’importanza di essere gentili con la natura; infine, con Coccolorso si sono cercate tante parole e i gesti gentili da usare quotidianamente. Gli Orsetti hanno accompagnato i bambini in vari modi durante l’anno presentando dei giochi a tema, suggerendo esperienze e percorsi. I Giochi della Gentilezza hanno messo in evidenza come sia piacevole scegliere comportamenti positivi, essere solidali e altruisti: hanno trasformato la gentilezza in un traguardo ambito. Sconvolgere o ribaltare alcuni giochi tradizionali ha reso l’esperienza più interessante per i bambini.
I giochi sono stati proposti a intervalli regolari di tempo per permettere la ripetizione e per dare tempo a tutti i bambini di partecipare; si è creato uno spazio per raccontare l’esperienza e riflettere sulle proprie emozioni.

Muoversi con gentilezza

Nel laboratorio di attività motoria i bambini hanno avuto l’opportunità di allenarsi con movimenti gentili quali carezze, abbracci, gesti di accoglienza. Si è suggerito di ragionare sulle proprie parti del corpo chiedendosi come possono essere utilizzate per diventare gentili e per esprimere verso gli altri un atteggiamento di apertura e cordialità.

Storie di gentilezza

Alcune proposte di lettura sono state l’occasione per parlare di gentilezza.
• A. Nielander, La gara delle coccinelle (Terre di mezzo, Milano, 2016): un silent book che mostra il gesto gentile di una coccinella che quasi arrivata al traguardo torna indietro per aiutare le altre coccinelle in gara che si sono perse tra le pagine del libro. L’uso di un libro senza parole permette ai bambini di parlare “a ruota libera”, senza barriere, della gentilezza e di come si manifesta in queste pagine.
• E. Rasano, Indovina la fiaba! (Giunti, Firenze, 2017): un lupo cerca di mascherarsi in vari protagonisti di storie famose come Cenerentola o Aladino: quali atteggiamenti gentili tipici di questi personaggi dovrà mettere in atto il lupo per non farsi smascherare?
• N. Ward, Il Terribile... terrificante Troll (Mondadori, Milano, 2006): due amici spaventati da un terribile Troll decidono di tendergli una trappola ma… forse, in fondo, il Troll non è così terribile, terrificante.

Durante tutto l’anno i bambini hanno riflettuto, cercato, verbalizzato i comportamenti gentili, le parole garbate, le maniere rispettose per relazionarsi agli altri e all’ambiente. La raccolta di questo percorso è stata restituita alla famiglia alla fine dell’anno.

Esperimenti di gentilezza in famiglia

Alle famiglie abbiamo regalato un block notes per scrivere i gesti gentili fatti a casa. Questi foglietti sono stati consegnati tutti i lunedì a scuola diventando occasione di racconto e confronto nel circle time. Durante tutto l’anno abbiamo utilizzato questi esperimenti di gentilezza per creare dei piccoli doni da riportare a casa (palle di Natale, raccoglitori), decorare la scuola e arricchire lo spettacolo di fine anno.

Pillole di gentilezza

I Giochi della Gentilezza sperimentati durante l’anno sono stati trascritti con le istruzioni dettagliate in una scatola che i bambini hanno portato a casa alla fine dell’anno per condividerli e ripeterli con parenti e amici.

 

  

 

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Catia Gaiba: 10 Gennaio 2020 Dalle scuole

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