Genitori immigrati nella scuola

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Coinvolgere i genitori immigrati nella vita della scuola, in un rapporto proficuo per accompagnare insieme i percorsi dei bambini, richiede attenzioni e strategie adeguate, superando stereotipi e casualità.

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Non è facile essere genitore nella migrazione, ed esserlo secondo i modi comunicativi e relazionali che noi consideriamo positivi per un buon rapporto scuola-famiglia. Atteggiamenti genitoriali che sembrano distanti, disinteressati, conflittuali o marcati da sfiducia, possono discendere da una scarsa conoscenza o non comprensione di che cosa significhi, nel nostro contesto scolastico, la partecipazione dei genitori, soprattutto nei primi gradi scolastici.

I genitori immigrati hanno idee sul rapporto scuola-famiglia, formatesi nei Paesi di origine, diverse da quelle che a noi sembrano giuste; le condizioni di vita e di lavoro, spesso non facili, non consentono una presenza continuativa nella vita scolastica; la scarsa padronanza dell’italiano induce a evitare riunioni e incontri. In questo contesto sono possibili fraintendimenti e incidenti interculturali. Si tratta allora di perseguire strategie articolate per favorire la partecipazione, muovendosi lungo le linee dell’informazione e della competenza genitoriale.

Genitori informati

Una chiara informazione sull’organizzazione e le scadenze della scuola costituisce il primo, fondamentale livello. Abbiamo indicato nell’articolo di ottobre alcuni materiali plurilingue relativi all’organizzazione scolastica.

Sono utili anche riunioni per genitori stranieri con la partecipazione di mediatori-interpreti interculturali, figure di cui ci occuperemo in uno dei prossimi articoli. Per la gestione della comunicazione quotidiana scuola-famiglia (avvisi e comunicazioni relativi agli eventi più frequenti nella scuola) molte scuole hanno messo a punto negli anni veri e propri dossier plurilingui: uno di essi, "Parlo la tua lingua", è ora anche scaricabile dal sito del Ministero della pubblica Istruzione.

Genitori competenti

La competenza genitoriale, nei modi che la nostra scuola richiede e con le necessarie mediazioni interculturali, è un obiettivo di lunga durata così come la partecipazione attiva dei genitori alla vita della scuola.

Dobbiamo innanzi tutto chiederci che cosa intendiamo per “partecipazione”, dettagliando le azioni e le competenze che sottintende per conoscere così ciò che possiamo realisticamente aspettarci dai genitori stranieri.

In molte realtà si punta sul coinvolgimento delle madri proponendo loro la partecipazione a corsi di lingua italiana che le mettano in grado di seguire i figli e di partecipare alla vita della scuola. Mamme a scuola è il nome di una Associazione di Milano che opera da anni in questo senso.

Il tema dell’italiano e delle lingue di origine è fonte di dubbi e domande per molti genitori che si sentono ancora dire, purtroppo, da alcuni insegnanti di non parlare le L1 in famiglia, benché ricerche e studi vadano in direzione opposta. La scuola può sostenere la competenza genitoriale con discorsi chiari al riguardo, come fa l’Istituto Fracassetti Capodarco di Fermoche ha elaborato una lettera plurilingue per i genitori.

Infine sottolineiamo l’importanza di stimolare la partecipazione alle associazioni dei genitori assai diffuse. Citiamo ad esempio la scuola "Di Donato" di Roma (Polo Intermundia) dove genitori italiani e immigrati sono coinvolti insieme in numerosi progetti.
 

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