La via della speranza: un libro per il 3 ottobre

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Il prossimo 3 ottobre si celebrerà la Terza Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione. Una fiaba dal sapore antico ma profondamente moderna. Di Lorenzo Luatti

Luatti Carlotto Sanna orizzontale

Due maestri della scrittura e dell’illustrazione, Massimo Carlotto e Alessandro Sanna, si incontrano su La via del pepe (sottotitolo: “Finta fiaba africana per europei benpensanti”, e/o, p. 42, euro 9,50) per narrare con parole e disegni una fiaba antica e moderna, un racconto del nostro tempo, dal tono lieve, etereo, mitico, eppure così amaro e maledetto, come le tante storie di fuga quotidiana dagli scenari di guerra e di fame a pochi chilometri davanti a casa nostra.

Sopravvivere o soccombere

La via del pepe ripercorre il viaggio del giovane africano Ahmal che imbarcato su una carretta del mare per darsi una possibilità di futuro, naufraga miseramente insieme ad un pugno di compagni disperati, senza nome e senza volto. Solo Ahmal sopravvive ma deve ingaggiare una strenua battaglia contro la Morte, che nel racconto assume le sembianze di una signora bellissima, modellata con le onde del mare. Una donna acquatica, dunque, che lo circuisce con parole suadenti e spaventose per condurre il giovane negli abissi, tentazione quasi irresistibile per chi ha sofferto il deserto e il sole cocente del mare aperto. Ma Ahmal, che in arabo significa “speranza”, ha con sé come portafortuna donatogli dal nonno Boubacar - saggio, guaritore e narratore -, un pugno di grani di pepe, spezia piccante e ricercata che sin dal medioevo, e forse prima, era ambita nelle città d’Europa e alle corti dei suoi re.

Dimenticati dal mondo

Da qui si sviluppa un immaginario dialogo tra la Morte e Ahmal, che prende spunto da quanto racconta il nonno alla luna, sua confidente, in una conversazione che si svolge in contemporanea, vicinissima, ma distante migliaia di kilometri. Il nonno sostiene con fermezza l’antica legge per cui un uomo ha il diritto di vivere, mettere radici, crescere i figli dove lo porta la via del pepe e “niente e nessuno potrà impedirglielo. Tantomeno la Morte, se il viaggio serve a riparare un torto. E Ahmal di torti ne ha subiti molti. Ma quell’antica legge sembra che non valga più: il giovane viene trascinato in fondo al mare, insieme agli altri morti, ormai dimenticati dal resto del mondo anzi, mai esistiti per il resto del mondo.

La vita, la beffa

Ahmal verrà recuperato, tratto in salvo, ma nessuno crede al suo racconto, perché è troppo inverosimile, troppo poco razionale, troppo africano. Viene rimandato nel suo continente, in un posto qualsiasi, tanto è tutto uguale. Un libricino che si legge tutto d’un fiato, con disegni bellissimi capaci di amplificare la tensione e le emozioni che, pagina dopo pagina, ci trasmettono le parole.

 

Per saperne di più

Sull’argomento, mi limito a segnalare soltanto alcune proposte della più recente letteratura per ragazzi:

K. Milner, Il mio nome non è Rifugiato, Les Mots Libres, in coll. con Emergency, 2018. (cartonato ill.).
T.J. Dinarés, Rifugiata. L’odissea di una nuova famiglia, ed. Terra Santa, 2018, ill. A. Gordillo, p. 40 (cartonato ill.).
Aquilino, Il tuo nome è coraggio, Einaudi ragazzi, 2018, p. 166 (romanzo).
Ceri Roberyd, K. Hanane, Bambini nel mondo. I rifugiati e i migranti, EDT-Giralangolo, 2018 (divulgazione, cartonato ill.).
C. Marconi, Di Qua e di là dal mare. Filastrocche migranti, EGA, 2018.
A. Ferraris, R. Chiocca, La cicatrice, Oblomov ed. 2017, p. 34 (fumetti).

… e il bellissimo
E. Colfer, A. Donkin, Clandestino, Mondadori, p. 140, ill. G. Rigano (graphic n.).

• Per i più grandi:
C. Greppi, Bruciare la frontiera, UO Feltrinelli, 2018, p. 172 (romanzo).
M. Rizzo, L. Bonaccorso, Salvezza, Feltrinelli comics, 2018, pp. 128 (graphic novel).
S. Nazzaro, L. Ferraro, Mediterraneo, Round Robin, 2018, p. 100, in coll. con Croce Rossa (graphic n.).
AA.VV., Stagioni. Quattro storie (e mezza) per Emergency, 2018, tunué, p. 128 (graphic n.).

 

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