Migranti di ieri, migranti di oggi: una lettura preziosa

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In quest’ultimo post vi propongo una lettura intensa e rivelatrice, sorprendentemente attuale, anche se ambientata nella Germania di 40 anni fa. Si tratta di Benvenuto, di Hans-Georg Noack: un libro per tutti, da consigliare ai vostri studenti più grandi.

Benvenuto.jpg

Benvenuto è un ragazzino dodicenne che, negli anni ’70, parte con la madre e la sorellina da un paesino del meridione per raggiungere il padre operaio metalmeccanico, emigrato in Germania, a Wolfburg, città dove si fabbricano automobili. Ben presto il giovane protagonista, dal carattere risoluto e intraprendente, si trova ad affrontare tutti i problemi e gli ostacoli di un’integrazione difficile, a scuola e in città: farsi accettare dai compagni tedeschi, una nuova lingua da imparare, contribuire con il proprio lavoro alla precaria economia familiare, rinunciare all’amicizia di una ragazza tedesca, solo perché la famiglia di lei non vede di buon occhio che frequenti uno straniero.

Tante le porte in faccia che si prende il povero ragazzo da far suonare vagamente ironico il “benvenuto” del titolo (“Benvenuto non era benvenuto da nessuna parte”); e ciò contribuisce ad alimentare in lui il mito di Brelone, il paesello di origine da cui in tanti sono fuggiti, e al quale forse un giorno vorrebbe fare ritorno. Ed è proprio quanto reclamano i tedeschi, almeno a parole: perché in questa storia sono gli italiani gli stranieri “da rispedire là da dove sono venuti”, come si legge nelle lettere di protesta pubblicate sui quotidiani locali dopo l’ennesima lite tra giovani Itaker (così, con disprezzo, venivano chiamati gli italiani) e i coetanei tedeschi.

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