Il mondo con “occhi diversi”: lavorare su diverse tipologie di planisfero

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Il mondo con “occhi diversi”: lavorare su diverse tipologie di planisfero

Abituare i bambini a spaziare liberamente sul planisfero fin da piccoli non solo stimola la loro curiosità ma li aiuta anche ad assumere differenti punti di vista. Di Angela Maltoni

mappa americanocentrica

Quando è il momento più opportuno per presentare il planisfero? Personalmente ritengo che il suo utilizzo, in un mondo sempre più globalizzato e con l’aumento di classi variegate per le diverse provenienze geografiche, sia necessario fin da piccoli. Per questo lo propongo fin dalla prima cercando, piano piano, di abituare i bambini a spaziare liberamente sulla carta alla ricerca dei paesi d’origine, dei luoghi delle vacanze o anche solo per soddisfare la loro curiosità verso paesi lontani e sconosciuti del pianeta.

Alla scoperta di luoghi vicini e lontani

Possono essere tanti gli stimoli per proporre un’attività di esplorazione del mondo. Partire, ad esempio, dalle esperienze personali dei bambini può essere la carta vincente per motivarli e stuzzicare la sete di scoperta. Anche quest’anno, in seconda, ho iniziato – come spesso accade – parlando di viaggi e ho presentato una carta del mondo e una dell’Italia. L’esplorazione del planisfero è stata come sempre molto divertente e ogni bambino ha potuto non solo visualizzare i luoghi che hanno caratterizzato la pausa estiva, ma anche riflettere sulle distanze chilometriche tra i vari stati o tra i continenti. Allo stesso modo, la ricerca dei paesi d’origine dei genitori e la loro collocazione geografica ha suscitato particolare interesse. Un testo davvero utile per approfondire la parte culturale, legata a tradizioni e cibi, è Mappe. Un atlante per viaggiare tra terre, mari e culture del mondo, di Aleksandra Mizielińska e Daniel Mizieliński per ElectaKids. In prima avevo già proposto esplorazioni sul planisfero, anche se in quel contesto l’attenzione si era focalizzata soprattutto sugli animali dei diversi ambienti del mondo. In questo lavoro è stato di supporto il bellissimo Mappe degli animali di Paola Grimaldi illustrato da Febe Sillani, sempre per ElectaKids. Un’attività per certi versi simile, con bambini più grandi, può essere la ricerca delle città più significative e in questo caso il testo più adatto per affrontare questa tematica è City Atlas. Viaggio intorno al mondo in 30 città, di Georgia Cherry con illustrazioni di Martin Haake, edito da Emme Edizioni.

A ognuno la sua mappa

Alcuni anni fa, in quarta e quinta, ho lavorato molto sulle diverse tipologie di planisfero. Questo per poter “leggere” il mondo con occhi diversi, lavorare su stereotipi e differenti punti di vista, e svincolarsi dalla visuale proposta da Mercatore. La mappa di Peters è stata il punto di partenza, a cui è seguita una serie di planisferi con al centro continenti diversi rispetto alla consueta visione eurocentrica. I bambini hanno potuto così osservare il mondo in modo nuovo. Addirittura alcuni che avevano frequentato i primi anni di scuola in Sudamerica si sono quasi commossi di fronte al planisfero americanocentrico che ricordavano affisso nelle loro aule.

Estremamente interessante è stato anche ritrovarsi davanti una mappa del mondo a “rovescio”, con il sud al posto del nord e viceversa. Questa variazione dell’orientamento rispetto a ciò a cui siamo solitamente abituati ha facilitato il passaggio del concetto secondo il quale tutti i popoli della terra sono importanti.
Anche la visione del Mediterraneo senza frontiere di Sabine-Réthoré  ha suscitato, soprattutto pensando al nostro mare quale nodo cruciale e crocevia di migrazioni, interessanti spunti di riflessione.

 

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