Accogliere gli alunni, accogliere i docenti

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Accogliere gli alunni, accogliere i docenti

Il rito dell’accoglienza significa anche raccontare la scuola ai “nuovi arrivati”, bambini e insegnanti. Di Graziella Favaro   

cartellone multiculturalità

Le ripartenze sono tappe importanti che inaugurano cammini ancora tutti da scoprire. Passaggi che legano i tempi e gli spazi diversi - tra la scuola e la vacanza, tra un anno e l’altro, tra un Paese e un nuovo contesto - e che chiedono di essere ritualizzati con attenzione e cura perché ogni viaggio comincia sempre da un primo passo. Questo vale per i bambini, ma vale anche per gli adulti. Che cosa può voler dire accogliere gli insegnanti? Succede spesso che nuovi docenti capitino da un giorno all’altro in una scuola - e spesso in una città - sconosciuta, senza sapere nulla del contesto che li attende. Accogliere allora vuol dire raccontare la scuola, i cambiamenti di questi anni, la comunità che le sta intorno, delineare a grandi linee i ritratti degli alunni e dei genitori che la abitano. Far sentire a casa chi arriva da altri contesti vuol dire infatti ripercorrere un po’ la storia e condividere il presente del luogo comune. Raccontare la scuola e raccontarsi significa anche rivisitare insieme un cammino e prefigurare il futuro. Un buon rito di accoglienza rivolto ai grandi è dunque il racconto della scuola attraverso le parole e le narrazioni, qualche dato e alcune immagini significative sui progetti, i punti di forza e le sfide. Il rito dell’accoglienza – verso gli alunni e verso gli adulti - serve proprio a sottolineare l’importanza di ciò che accade, a rendere prezioso il tempo, a celebrare i passaggi e condividere il presente. Fa sì che un giorno sia diverso dagli altri giorni, come dice la volpe al piccolo principe.

Il primo giorno di scuola nel mondo

In molti Paesi, il primo giorno di scuola viene celebrato e reso ufficiale in vari modi, attraverso oggetti, cerimonie, segni. In Germania e in Austria, ad esempio, il ritorno a scuola è “dolce”. Quel giorno, i bambini ricevono la Schultüte (letteralmente: zaino o borsa della scuola), un pacchetto a forma di cono che contiene dolci, caramelle, oggetti per la scuola: un benvenuto per addolcire l’anno che inizia. In Russia, invece, la data ha l’importanza e il tono della cerimonia ufficiale. Nel “giorno della conoscenza” o “del sapere” (così viene chiamato il primo settembre), ognuno si veste in modo elegante e formale e porta un mazzo di fiori agli insegnanti. Un bambino “nuovo” viene portato sulle spalle di uno studente più grande e fa il giro della scuola suonando una campanella per simboleggiare l’avvio dell’anno scolastico. In Giappone, i bambini preparano con cura il pranzo del primo giorno di scuola (il primo aprile è chiamato Nyugakushiki) che tradizionalmente si compone di riso con alghe e uova di quaglia, considerati cibi portafortuna. Ogni alunno riceve in dono uno zaino (randoseru) che un tempo era rosso per le bambine e nero per i maschi, ma che oggi è di tanti colori e che contiene oggetti per la scuola e segni di benvenuto. In Cina, l’inizio della scuola è celebrato in maniera ufficiale, con alzabandiera e discorsi augurali, mentre in Israele ai più piccoli vengono date le lettere dell’alfabeto ricoperte di miele per simboleggiare la dolcezza dell’avventura alfabetica.

Per saperne di più

Per scoprire altre tradizioni del primo giorno di scuola nel mondo: Caramelle, regali e cerimonie ufficiali. Così il primo giorno di scuola nel mondo e Tradizioni nel mondo il primo giorno di scuola

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