La pagella di Li Li

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Quale valutazione degli alunni neo-arrivati è possibile e corretta? Riflessioni e consigli, in occasione della scadenza quadrimestrale.

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È arrivato gennaio, e con esso il tempo della valutazione. Da qualche anno l’enfasi valutativa colpisce le nostre scuole, come una vera e propria sindrome influenzale, in maniera particolarmente acuta in questo mese. Si parte con le famose “verifiche” che impegnano giornate nelle classi, per giungere alla stesura delle pagelle, alla presentazione ai genitori, ai colloqui. Sembrerebbe un meccanismo inevitabile, ormai collaudato, che però entra in affanno davanti a Li Li, Kamal, Rabindranat … insomma ai bambini arrivati recentemente nelle nostre classi. Un insegnante ha detto una volta che fra norme e consuetudini sulla valutazione le pareva di dover far stare a forza in uno stampo rigido un materiale che non ne voleva sapere, che le sfuggiva da tutte le parti.

Buon senso educativo

Di questo abbiamo bisogno, prima e al di là delle norme che oltretutto non sono così rigide come spesso si immagina. Rileggiamo intanto il punto 4 “Accompagnare i passaggi: adattare il programma e la valutazione" del recente documento Diverso da chi? Vademecum per l’integrazione. Buon senso significa che non possiamo valutare esiti di apprendimento a prescindere dai punti di partenza, non considerando l’effettivo percorso che come scuola e insegnanti siamo stati in grado di proporre all’alunno. La valutazione va dunque adattata così come il programma di insegnamento. Buon senso significa anche tener conto che ogni alunno di recente immigrazione è diverso nei ritmi di apprendimento, per le difficoltà, o al contrario le agevolazioni, che può incontrare.

Non è possibile generalizzare ma consideriamo che fra le tipologie di valutazione, in questa fase la meno adatta e utile è la valutazione con parametro standardizzato che mette a confronto gli esiti di un alunno con uno parametro riferito a un gruppo: è probabile che un bambino neo arrivato risulterebbe insufficiente in tutto, pensate voi anche con quali conseguenze possibili sul piano della stima di sé. Più adeguata mi pare invece una valutazione idiografica che rileva i progressi avvenuti, le acquisizioni e gli apprendimenti rispetto al punto di partenza, senza confrontarli – in questa fase – con gli esiti attesi per tutti. Inoltre la valutazione dovrebbe essere centrata sul percorso di apprendimento dell’italiano. In una fase successiva, quando avremo conosciuto meglio l’alunno, potrà subentrare una valutazione criteriale.

La responsabilità dell’istituto scolastico

Un approccio di questo genere ha anche delle conseguenze operative sul piano della valutazione certificativa – le pagelle – e richiede perciò condivisione e assunzione di decisioni a livello di istituto scolastico in merito al necessario adattamento dei programmi di insegnamento – così dice la legge – e di conseguenza della valutazione. Stiamo parlando dunque di piani didattici personalizzati finalizzati al riallineamento con i comuni obiettivi di apprendimento che possono comportare modifiche transitorie e non permanenti dei curricoli. Un tema assai importante e vasto su cui ritorneremo in uno dei prossimi articoli. Che fare dunque con i documenti di valutazione? Molte scuole hanno assunto decisioni al riguardo, considerando il tempo di permanenza degli alunni neo arrivati e i percorsi di sostegno all’apprendimento messi in campo. Eccone alcune relative alle pagelle del primo quadrimestre:

  • Se l’alunno è stato inserito da poco tempo e non ci sono elementi sufficienti di valutazione, si scrive che “la valutazione non è espressa perché l’alunno si trova nella prima fase di inserimento scolastico”.
  • Un’altra possibilità è quella di affermare che “la valutazione si riferisce al percorso personalizzato dell’alunno”.
  • Può essere necessario in alcuni casi esprimere la valutazione solo a proposito di alcune discipline e non di altre, giustificando con motivazioni simili a quelle sopra riportate.

Curare la comunicazione con i genitori

Ora rimane di comunicare ai genitori dell’alunno neo arrivato gli esiti quadrimestrali. Il colloquio resta la scelta migliore e per intendersi in modo significativo talvolta si rende necessaria la presenza di un mediatore interculturale, altra scelta organizzativa che tocca all’istituto scolastico operare. In molte scuole si propongono ai genitori documenti di valutazione tradotti nelle diverse lingue.

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