Sulle tracce dei bambini: il diritto all'ascolto

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I bambini hanno diritto di essere ascoltati: che cosa significa nello scambio educativo? Come utilizzare un vero ascolto nei laboratori musicali? Di Franca Mazzoli, pedagogista.

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Il diritto dei bambini di essere ascoltati e di essere presi seriamente in considerazione costituisce uno dei valori fondamentali della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, approvata nel 1989 e da allora importante riferimento per chi lavora con i bambini.
L’articolo 12 della Convenzione riconosce i bambini come soggetti di diritto che gli adulti devono saper ascoltare e considerare, anche al di fuori del campo giuridico e di situazioni di disagio: nello scambio educativo l’ascolto è infatti un elemento imprescindibile per poter realizzare un dialogo reale e costruttivo.
Sulla base di questa convinzione, tutti i laboratori svolti da QB nelle scuole utilizzano l'ascolto dei bambini come elemento metodologico qualificante che può rendere le proposte più aderenti agli interessi e alle competenze dei destinatari e facilitare la conoscenza reciproca. In alcuni laboratori l’ascolto dei bambini si lega anche alla loro produzione vocale: attraverso le proprie scelte musicali, ogni bambino che canta racconta infatti qualcosa di sé e nello stesso tempo offre agli adulti la possibilità di comprendere meglio alcuni aspetti della sua cultura, non solo musicale: basta solo soffermarsi e dedicare tempo a scoprire i significati invisibili a un primo ascolto.
Ai conduttori dei laboratori è affidato un doppio lavoro di ascolto: in un primo tempo dei bambini, quando eseguono i canti, e in seguito delle registrazioni effettuate, per selezionare le tracce da lasciare come memoria alle classi, in modo che il percorso musicale possa continuare anche al termine del laboratorio.
L'analisi dei canti registrati consente così di individuarne alcune caratteristiche ricorrenti: l’adesione personale ai repertori familiari (anche in lingue diverse dall'italiano), la condivisione di giochi cantati, fortemente legati alla corporeità e al ritmo, l'appropriazione di repertori provenienti dal mondo mediatico, evidente nelle libere interpretazioni di canzoni di successo non esplicitamente rivolte ai bambini e nelle sigle di cartoni e filmati.
Ma l’aspetto più significativo che l’ascolto mette in luce è il profondo valore identitario del canto e la sua grande capacità espressiva e comunicativa al di fori da contesti performativi obbligati.
Il lavoro svolto da anni all’interno di QB – divulgato attraverso le mostre D’altrocanto| Ninna nanne per voci bianche e cuscini arancio, Tracce di famiglia Incontri musicali che raccontano storie  e Sulle tracce dei bambini Adulti in ascolto di piccole voci, che aprirà a Bologna il 24 novembre – mi spinge a suggerire agli insegnanti di dedicare tempo e attenzione all’ascolto dei bambini e delle loro produzioni vocali, come strumento rivitalizzante per l’educazione musicale. Suggerisco in particolare di non accontentarsi di comprendere gli elementi evidenti già al primo ascolto, ma di essere curiosi e di cercare sempre di scoprire qualcosa di più di ogni canto: del suo testo quando non è in italiano, dei suoi possibili collegamenti con prodotti mediali (che è sempre possibile trovare su Youtube), per capirne meglio provenienza e modalità di fruizione ed appropriazione.

Ciascun dispositivo che oggi rende accessibile la musica ai bambini (televisione, tablet o telefono) prevede modalità di fruizione che determinano anche i particolari modi di rielaborazione dei materiali musicali. Identificando le diverse modalità di contatto e di apprendimento dei canti possiamo quindi comprendere meglio i processi di imitazione/variazione con cui vengono eseguiti, le modifiche apportate al testo o alla struttura musicale, e mettere a fuoco con maggiore precisione la qualità dell’elaborazione personale presente nelle esecuzioni. Inoltre, attraverso l’ascolto analitico delle produzioni diventa più facile individuare elementi musicali significativi per il gruppo sezione sui quali costruire attività e percorsi dialogati, in sintonia con i molti linguaggi del contemporaneo.

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Commenti

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    vshubham

    11:44, 6 Agosto 2019
    I use more type of game in my system but first time i get this type of game  yahtzee games that game not make me feel bored because of this stage.
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    briley

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