È solo un fiocco di neve?

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Una vecchia quercia nodosa, un orso molto saggio e un piccolo scoiattolo. Da un bellissimo albo di Rachel Bright e Yu Rong, un laboratorio con i bambini sulla natura, la famiglia, i sentimenti. 

neve 09

Tanto tempo fa,
in un luogo molto lontano, le ultime foglie
di una vecchia quercia nodosa si agitavano al vento.
Dentro quella quercia vivevano un orso molto saggio
e un piccolo scoiattolo.
L’orso aveva visto centinaia di stagioni, o forse anche di più.
E lo scoiattolo? Beh, ne aveva viste solo tre.

 

 

 

Inizia così uno degli ultimi albi, La neve in tasca, di FatatracRachel Bright racconta del rapporto quotidiano e tenerissimo tra un vecchio e grande orso e un giovanissimo, minuscolo scoiattolo. La Bright è acuta nella semplicità della sua narrazione e non parla solo di natura, dell’osservazione dei grandi piccoli fenomeni che fanno scoprire come funzioni il mondo (vedi anche Storia corta di una goccia qui), ma sottende, per le necessità dei lettori più fini, anche il discorso dei rapporti familiari, al di là di quello più evidente padre-figlio che si coglie subito, apre all’attualissimo tema della famiglia monogenitoriale.

  

Ad arricchire questa storia di legami, perfetta per i più piccoli, ci sono le immagini delicate della bravissima Yu Rong che tratteggiano sentimenti e descrivono la natura della foresta in maniera personale, e allo stesso tempo dettagliata, senza cadere mai nella didascalia fine a se stessa, ma mantenendo leggerezza e attenzione a quei particolari che sanno attirare l’attenzione dei bambini.

  

L’orso e lo scoiattolo, i due protagonisti, condividono tante esperienze, ben note al primo e completamente nuove al secondo. A un certo punto, s’intuisce che sta per arrivare la neve, la prima neve per lo scoiattolo. L’orso la può fiutare in anticipo, anche se non sa dire esattamente quando scenderà.

  

Quando tutto finalmente si ricopre di bianco, il paesaggio si fa magico e lo scoiattolo vuole uscire, ovviamente con l’orso, ma nulla da fare! L’orso si ammala. È così che il piccolo farà esperienza di cosa sia la neve da solo e preso dall’entusiasmo e dalla nostalgia per il suo caro orso, decide di donargli il fiocco di neve più speciale. Scopre ben presto e suo malgrado, che un fiocco di neve dura solo un attimo e che non potrà donarlo quindi all’orso, non potrà portargli la neve.

 

  

I due però potranno dirsi, al termine della magica giornata di neve per il piccolo scoiattolo, davanti e un fuoco scoppiettante, che esiste qualcosa che dura per sempre, a differenza di un fiocco di neve: il loro sentimento, l’uno per l’altro.

  

La lettura di questo libro, offre la possibilità di affrontare vari percorsi laboratoriali su ambiente, stagioni, sentimenti, famiglia. Io propongo un mio percorso, recentemente svolto.

Un laboratorio per vivere la magia di un dono speciale

A ogni bambino è stato regalato un fiocco di neve di carta. Ci siamo raccontati che questo è un finto fiocco, non gli può accadere di sciogliersi come ad uno reale. È un simbolo, rappresenta qualcosa di estremamente bello, di estremamente prezioso. La magia delle neve fa sempre presa sui bambini.

  

Chiedo ai bambini: a chi vorresti regalare questo fiocco di neve?
Le risposte sono tante, spesso le stesse (mamma, papà, mio fratello, mia sorella); provo a condurli, eventualmente, su altre strade, indicando altre persone, poi lascio scegliere loro liberamente, col proprio fiocco in mano.

Quindi li invito a fare un disegno, come un fotogramma che immortali per sempre questo pensiero, questo dono.
Ogni bimbo ricalcherà la propria mano, non per tutti sarà semplice di primo acchito, molti bambini andranno aiutati. Ma ne varrà la pena, la soddisfazione di vedere la propria mano raffigurata sarà molta.

 

Una volta disegnata e colorata la mano, sarà possibile incollare il fiocco di neve. Darò ad ogni bambino un altro cerchio e da questo potranno partire per raffigurare la persona che riceverà il dono, il fiocco di carta. Proverò a spiegare ai bambini, liberi di rappresentare lo schema corporeo in base alle loro capacità, che il loro disegno (la composizione) sarà (avrà un taglio) come visto esattamente dai loro occhi. La mano sarà grande come lo è in realtà e la persona, a cui fare il dono, sarà piccola, perché lontana.
Su tutto, alla fine, anche come gesto liberatorio e divertente, una nevicata di tempera bianca, ben diluita, spruzzata col pennello sul foglio.
E che neve sia!

  

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