Parole e frasi

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [5WYBLMNM] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [MEP99M1P] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [PZQ68S51] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3

Lo sviluppo del lessico è un processo lento e complesso e non può essere scisso da quello delle strutture frasali, che garantiscono significatività comunicativa. Lavoriamoci fin dalla Scuola dell'infanzia.

Cartelloni: disegni, catene di parole, invenzioni

La competenza lessicale

Quando si affronta il tema dello sviluppo linguistico dei bambini non italofoni nella scuola dell’infanzia, si parla molto di costruzione del lessico e si tende a fare interventi didattici che mirano a far apprendere parole nuove, basandosi sul fatto che questi bambini hanno povertà di lessico, spesso non sanno dare un nome alle cose e anche per questo non comprendono le nostre produzioni verbali o quelle dei compagni.

Bisogna tuttavia essere cauti in quanto l’espressione “povertà lessicale”, molto usata nella scuola di ogni ordine e grado, è quanto mai indefinita e vaga. Se infatti proviamo a chiederci quante parole si devono conoscere per usare l’italiano in modo efficace e quante ne conoscono in media i bambini in età prescolare, vediamo subito che non è facile rispondere. Le variabili in gioco sono molte, le differenze individuali amplissime e gli stessi studiosi danno indicazioni numeriche non sempre corrispondenti.

A noi interessa tuttavia che tutti i bambini sviluppino il loro bagaglio lessicale e interessa capire come possiamo favorire questo sviluppo nei bambini non italofoni che hanno certamente molte più difficoltà degli altri. Ricordiamo che una nuova parola che sentiamo si fissa nella memoria e viene archiviata in modo da essere facilmente rintracciata e usata al bisogno, solo se si sente e si usa spesso. Ne consegue l’opportunità didattica di programmare percorsi che abbiano un andamento a spirale, e prevedano di riprendere e riproporre di continuo il lessico già proposto. Così come, seguendo le modalità proprie dell’età, è opportuno fare un lavoro sistematico su categorie semantiche, piuttosto che su singole parole legate a interessi occasionali.

L’importanza della frase

E se lo sviluppo lessicale, definito in termini di numero di parole usate dai bambini alle diverse età, è certamente un indice importante ed evidente dello sviluppo verbale, è tuttavia ancora più importante e attendibile l’indice fornito dalla lunghezza e complessità delle strutture frasali. La produzione delle frase semplice, completa di tutti i suoi elementi è una tappa di grande rilievo nello sviluppo del linguaggio e dovrebbe essere assolutamente consolidata nei bambini di cinque o sei anni.

Fare un lavoro, attento e costante, sulla strutturazione della frase è particolarmente importante con i bambini non italofoni i quali incontrano in ciò specifiche difficoltà. Le loro frasi mancano spesso di articoli e preposizioni oppure non rispettano le concordanze fra soggetto e verbo, quando addirittura non tendono a contrarsi e a ridursi quasi alla parola frase.

Si è tuttavia portati a essere indulgenti con le produzioni di frasi lacunose da parte di questi bambini: ci sembra essenziale la comunicazione e, anche senza volerlo, ci abituiamo un po’ al loro modo di esprimersi e lo accettiamo come un dato di fatto. Dobbiamo invece essere vigili e lavorare costantemente sulle omissioni dei funzionali in quanto esse rischiano di fossilizzarsi, creando grosse difficoltà nel momento in cui si interviene per far riemergere la realtà linguistica di tali elementi, o comunque all’ingresso nella scuola primaria.

I sì e i no della didattica

È dunque opportuno lavorare allo sviluppo del lessico attraverso categorie semantiche e attraverso parole inserite in frasi, piuttosto che isolate, ottenendo il duplice scopo di curare lo sviluppo delle strutture frasali e lo sviluppo del lessico, in quanto i contesti comunicativi significativi aiutano la comprensione e la memorizzazione di nuove parole.

Costruiamo insieme ai bambini le categorie semantiche (colori, cibi, giochi ecc.) e arricchiamole progressivamente con un lavoro molto graduale e mediato dall’uso di immagini, giochi di movimento, drammatizzazioni ecc., che impongano l’uso di strutture frasali, anche se molto semplici. Selezioniamo le parole sulla base della loro utilità e frequenza, iniziando, ad esempio, da quelle più usate dai compagni, in modo da favorire la motivazione e la memorizzazione dei nuovi suoni.
 

Condividi

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola