Narrare ai bambini “storie di vita” degli artisti

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Narrare ai bambini “storie di vita” degli artisti

Perché ai bambini piace così tanto sentir raccontare le biografie dei grandi pittori?
Di Anna Lisa Di Giacinto, insegnante.

Di Giacinto biografia artisti 2

Nei miei laboratori di arte mi capita spesso di leggere libri che narrano le vicende riguardanti la vita dei pittori ed ogni volta registro le stesse impressioni. I bambini sono letteralmente catturati dal racconto, come irretiti dalla storia, forte è il coinvolgimento emotivo, vogliono sempre saperne di più. Tu narri e loro ti guardano con gli occhi incantati, curiosi di ascoltare, desiderosi di conoscere. Come se chiedessero: maestra, continua...
Probabilmente scatta una sorta di immedesimazione, di identificazione. Sentono l’artista più vicino a loro, più familiare. Si sentono nella vita del pittore, vivono le cose da dentro, riescono ad immaginare il suo mondo, quasi a vederlo. Matisse e i suoi viaggi (Mosca, Marocco, America, Tahiti), Matisse che colleziona uccelli esotici (trecento esemplari rari!), Matisse che giace sul letto d’ospedale… Immagini come fotogrammi che scorrono davanti agli occhi ed intorno alle quali i piccoli costruiscono conoscenza.
I bambini amano scoprire i segreti, spulciare tra le più piccole notizie, ascoltare quelle più stravaganti. Vogliono sapere tutto. Monet che colleziona oggetti e stampe giapponesi e costruisce un ponte come quelli dipinti da Hokusai; Monet e la sua squadra numerosa di giardinieri che lo aiutano a realizzare il sogno di un grande giardino; Monet che ordina bustine di semi e bulbi scegliendoli sulle riviste di giardinaggio… Prezioso il testo Oltre il giardino del signor Monet (Ascari G., Valentinis P., Lapis Ed. 2015) ricchissimo di notizie interessanti e con illustrazioni fedeli alla realtà, ma molti sono i libri che possono soddisfare in tal senso la curiosità dei bambini.

Alcuni suggerimenti:

  • Se io fossi Matisse di MacLachlan P., Motta Junior, 2015 (Matisse cresce in un piccolo paese di tradizione tessile della Francia del Nord dove non arriva mai il sole; ci racconta della strada in cui abitava, la sua casa d’infanzia, il tempo trascorso con la madre a dipingere piatti, a giocare con i colori);
  • Calder, Ciarcià P., Artebambini 2009 (Calder costruisce i suoi giocattoli e crea gioielli per le bambole di sua sorella, una passione che avrà anche da grande);
  • Vi presento Klimt, Capatti B., Monaco O., Arka, 2003 (uno dei gatti di Klimt ci guida alla scoperta di questo pittore).

È bene attingere da più fonti per approfondire la conoscenza di uno stesso artista. Le attività da fare con i bambini sono molteplici: ordinare la vita in 3/4 sequenze; ordinare le foto dei momenti più significativi; drammatizzare scene di vita; eseguire il ritratto dell’artista.

La biografia ci aiuta a conoscere meglio l’opera

È così importante conoscere la biografia di un artista! per comprenderne le opere, entrare nei processi creativi. Addentrarsi nei meandri della vita e in quelli artistici. Dentro la vita, dentro l’opera. Come farei io stessa ad apprezzare appieno il quadro di Matisse Il parrocchetto e la sirena, a goderne della bellezza se non ne conoscessi la storia, se non sapessi che il giardino sottomarino qui rappresentato dal pittore evoca i ricordi di Tahiti, è il compendio delle diverse sensazioni provate da Matisse sull’isola? Il fruscio delle palme da cocco, il fragore delle onde che si infrangono sulla barriera corallina e le nuotate nelle luminose lagune di Tahiti. Dunque i dialoghi, le interviste, gli aneddoti, le lettere e gli scritti personali, i viaggi, i luoghi (il posto dove si abita, dove si soggiorna è importante, fa la differenza), le descrizioni dettagliate, i ricordi, le rievocazioni, le foto, anche i filmati (ai bambini piace rivedersi)… Tutto aiuta a penetrare l’essenza del messaggio artistico.

Un libro, il racconto di una vita

Leggendo il libro Henri Matisse Una seconda vita di A. Sooke (Milano, Mondadori Electa, 2014), a caccia di notizie che potessero rendere ancora più avvincente l’incontro dei bambini con l’arte di Matisse ho trovato interessante scoprire le molteplici connessioni che legano una vita ai frutti che essa produce, il nesso inscindibile tra la vita e l’opera. Ogni opera trae ispirazione dagli avvenimenti vissuti e ogni vita sfocia in qualcosa. Scoprire come la vita influenzi l’arte e da essa tragga alimento. La vita e l’arte profondamente intrecciate, l’una il riflesso dell’altra. L’autore ha messo bene in luce gli iter creativi, il decorso delle opere. Questo è un libro che indaga, va dentro le pieghe della vita. La vita che entra dentro l’arte, la vita all’origine delle opere. Conoscere il prima è importante, come nasce un quadro, la sua genesi, l’idea che l’ha portato alla luce, l’evoluzione di un progetto, il “travaglio” artistico e spirituale, la gestazione. Il contesto che fa da sfondo alla creazione. Non si tratta di un semplice quadro. È la vita dentro e non la vita dell’artista soltanto ma di tutti. Il sentimento universale delle cose.

Dalla biografia all’autobiografia: memoria e identità

Ascoltare storie di vita è come leggere di altri per leggere di sé. C’è un ritrovamento di sé nella vita degli altri. Attraverso gli altri conoscere se stessi. Ai bambini piace molto ascoltare la storia della loro vita, più delle fiabe tradizionali: la presenza affettiva dell’adulto che parla, la madre che empaticamente interpreta l’accaduto, ri-racconta. Amano anche sentir narrare la vita delle persone a loro care: Perché mi sento in te mi ha detto un giorno mio figlio, immagino te quand’eri bambina.
Fin da piccolissimi gli esseri umani hanno bisogno di memoria. I bambini hanno bisogno di fare memoria, mettere ordine nella loro vita, dare un senso alle proprie esperienze, al vissuto personale. E fanno bene gli adulti a parlare ai bambini che ancora non parlano, per narrare loro le “fiabe della vita”, gli avvenimenti che sono trascorsi. Manca loro la possibilità di usare il linguaggio; usano il linguaggio sonoro, corporeo, fatto di pochi cenni verbali. Tocca all’adulto farsi narratore, far tornare in vita le memorie, dire quello che è successo, spiegare quali sono state le conseguenze di un fatto. Nel ricordare, si arricchisce la percezione di sé, si acquista consapevolezza.

“Un popolo senza la conoscenza della propria storia, origine e cultura, è come un albero senza radici”.

La memoria è il luogo dove sono incisi i segni della nostra storia, il luogo dove risiede la nostra identità. Noi siamo quello che ricordiamo, la nostra identità si nutre della nostra memoria. Tutto rimane in noi impresso e scolpito anche se non ne abbiamo più traccia apparente. Smarrire la memoria o non coltivarla è come perdere se stessi, ma anche impedirsi di conoscere gli altri, perché la curiosità verso chi ci è di fronte è sempre attenzione al suo passato.
Raccontare e ricordare. Ricordare attraverso il racconto. Ricostruire le immagini perdute, i passaggi e gli eventi importanti. Noi creiamo e ricreiamo la nostra identità attraverso la narrativa e il Sé è il prodotto del nostro raccontare.

Nelle foto, dall'alto: collage “alla maniera” di Matisse, iI bambini di 5 anni con la guida del maestro Maurizio Fuoco; i bambini dipingono l’opera di Monet I papaveri (sempre con la guida del maestro Maurizio Fuoco).

Per saperne di più

Rodari G., C’era due volte il barone Lamberto, Torino, Einaudi, 1978
Staccioli G., L’albero dei racconti, Pisa, Pacini editore, 2014
Demetrio D., Raccontarsi. L’autobiografia come cura di sé, Milano, Raffaello Cortina, 1996
Demetrio D., Pedagogia della memoria. Per se stessi, con gli altri, Roma, Meltemi, 1998:
Demetrio D., Ricordare a scuola. Fare memoria e didattica autobiografica, Bari Laterza, 1996
Cambi F., L’autobiografia come metodo formativo, Bari Laterza 2002

Leggi anche:
 Bambini, l'arte cambierà il mondo. E Matisse vi sorriderà

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Commenti

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    aydv

    14:31, 6 Luglio 2018
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