Bambine e scienza: spunti per un buon approccio alle nuove tecnologie

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Bambine e scienza: spunti per un buon approccio alle nuove tecnologie

Padroneggiare e avere familiarità con i linguaggi tecnologici mette in campo competenze importanti per il futuro delle bambine. Di Cristina Checchin

Giornata donne scienza SI 2019

Stereotipi duri a morire fanno sì che bambine e ragazze siano inconsapevolmente indotte a pensare di essere meno portate dei loro coetanei maschi verso le discipline matematiche, scientifiche e tecnologiche (le cosiddette STEM - Science, Technology, Engineering and Mathematics).

Questa percezione è totalmente infondata nei fatti ma ancora molto solida nell’immaginario collettivo: quanti telefilm, spot, video umoristici hanno come protagonisti dei nerd secchioni e delle ragazzine frivole? Se le donne che lavorano nella scienza sono tuttora meno degli uomini, fino a poco tempo fa erano praticamente invisibili, a partire dalla storia della scienza.

Quanti di voi sanno che Ada Lovelace è stata la prima a scrivere algoritmi pensati per far funzionare una macchina calcolatrice (il calcolatore programmabile di Charles Gabbage), quindi di fatto ha inventato la programmazione? E che è stata una matematica, Margaret Hamilton, a scrivere i programmi che hanno portato la navicella Apollo sulla Luna?

Negli ultimi anni si incentivano bambine e ragazze ad avvicinarsi alle discipline STEM e a coltivare non solo le proprie competenze sociali e linguistiche, ma anche quelle analitiche, matematiche, progettuali. La scuola in tutto ciò ha un importantissimo ruolo già dalla prima infanzia.

Il compito degli educatori è quello di conoscere gli stili di esplorazione, di uso, di relazione che il mondo tecnologico suscita nelle bambine e di creare contesti di apprendimento equilibrati, in cui loro possano approcciarsi ai linguaggi tecnologici. La tecnologia applicata alla didattica può costituirsi come strumento facilitatore, di ampliamenti, di approfondimenti e di compensazione/sostituzione delle opportunità di apprendimento.

Le bambine hanno bisogno di decodificare e coniugare l’esperienza vissuta a contatto con le cose, esperienza ludica, con i nuovi mezzi tecnologici che si modificano, si specializzano e si trasformano nel tempo, fondano linguaggi sempre nuovi che loro possono essere in grado di governare solamente se a ciò sono continuamente educate, affinché diventino critiche e consapevoli.

L’uso competente delle tecnologie implica una lettura dei codici, un distacco critico e un atteggiamento di scelta, in un sistema complesso costituito dalle relazioni tra queste e i processi percettivo/cognitivi delle bambine facendole diventare donne capaci di pensiero divergente.

 

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Cristina Checchin: 6 Febbraio 2019 Articoli

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