Esporre alla lingua scritta

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Ci sono diverse ragioni per leggere ai bambini, fin da piccoli: la lettura rende loro familiare la lingua scritta, potenzia il linguaggio e svolge un importante ruolo di prealfabetizzazione. Per leggere nella classe multiculturale c’è una ragione in più. 

Lettura ad alta voce_Fonte_libreria Vice-Versa

Coltivare la lettura

Oggi l’evolversi continuo, in senso quantitativo e qualitativo, delle tecnologie e il loro potenziale comunicativo e informativo, stanno certamente cambiando il ruolo della lettura della carta stampata e dei suoi modelli. Purtuttavia, anche all’interno di un sistema di comunicazione modificato e complesso come quello attuale, la lettura e le abilità che si collegano con essa mantengono una loro importante funzione, difficilmente sostituibile.

Ci sono dunque ottime ragioni per coltivare la lettura, fin dalla primissima infanzia, leggendo ai bambini racconti realistici, storie fantastiche e anche filastrocche e scioglilingua. Ragioni che non si riferiscono solo alla creazione di un legame profondo con il libro e ai vantaggi dati dalla ricchezza di esperienze emozionali, ma anche e soprattutto alla competenza comunicativa e linguistica che la lettura nelle prime età permette di acquisire.

La situazione di lettura fatta da un adulto a un bambino è comunicativamente molto ricca e crea un’occasione del tutto speciale di condivisione di sentimenti ed emozioni. Questa pratica tuttavia è meno diffusa nelle famiglie, soprattutto quelle immigrate, di quanto sarebbe auspicabile, per ragioni sia sociali che culturali, e si ha così un circolo vizioso negativo per cui bambini con svantaggio linguistico vengono privati di un importante fattore di potenziamento del linguaggio quale è la precoce esperienza di ascolto di testi letti.

La pratica della lettura dell’insegnante nelle classi di scuola dell’infanzia con presenza di alunni di origine straniera dovrebbe dunque essere potenziata, anche con i più piccoli, sia perché l’ascolto della lettura favorisce lo sviluppo di tutto il linguaggio, sia perché identifica un’attività linguistica che i bambini impareranno a riconoscere come peculiare, percependo così precocemente l’esistenza del linguaggio tipico della scrittura. E questo li aiuta a sviluppare la capacità di produrre, anche oralmente, comunicazioni adeguate allo scritto che richiedono maggiore esplicitezza e costruzioni sintattiche più articolate; così come li prepara a interagire meglio con i testi scritti, cioè a seguire un discorso scritto con adeguate aspettative semantiche e sintattiche.

Un ponte verso la primaria

Questa pratica dovrebbe poi essere intensifica con i bambini di 5 anni, in quanto l’ascolto di testi letti dall’insegnante svolge un importante ruolo di prealfabetizzazione, generando tutta una serie di precondizioni, linguistiche e cognitive all’apprendimento della lettura, veri e propri prerequisiti, diversi da quelli a cui ci si riferisce di solito quando si parla dell’acquisizione della strumentalità di base, ma non per questo meno importanti.

E anche in questo caso, attinente alla costruzione da parte della scuola dell'infanzia di un solido ponte verso la scuola primaria, l'ascolto di testi letti è particolarmente importante per i bambini stranieri, per i quali l'incontro con la lingua scritta e le prestazioni richieste dalla scuola primaria in ordine all'apprendimento della letto-scrittura sono sempre uno scoglio duro.

Sì e No

Anche se non ci sono momenti e luoghi privilegiati per leggere ai bambini, sarebbe opportuno che la lettura rientrasse nella routine giornaliera e avesse un angolo dedicato in cui i bambini possano stare bene e non essere distratti e attratti da altre attività.

Uno dei momenti più spesso dedicato alla lettura ad alta voce è quello che precede il sonno, ma non è detto che sia il migliore. Se da una parte infatti è il momento in cui i bambini sono più disponibili all’ascolto, dall’altra esso non favorisce gli aspetti interattivi, con i bambini che chiedono spiegazioni oppure fanno commenti e l’adulto che li aiuta e li incoraggia a ricostruire magari lo schema della storia o le sequenze temporali.

Programmiamo comunque la lettura avendo ben presenti i limiti dei tempi di attenzione dei bambini che, specie a 3 anni, sono molto brevi. Eccedere nelle richieste di attenzione potrebbe essere controproducente.
 

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