Per una buona alleanza scuola-famiglia

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [1ZQ4557Y] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [9QA8X512] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [6NQ353Y9] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3

Conoscersi, comunicare, condividere: puntare l’attenzione sul binomio “scuola-famiglia” è di fondamentale importanza per poter consentire ai bambini di sviluppare sereni percorsi di crescita. Di Serena Gaiani, pedagogista clinico. 

infanzia sezione gruppo in assemblea

Per chi vive la scuola “dal di dentro” appare limpido ed evidente come la cura del “fattore R” ovvero della “relazione” sia la base per poter star bene e potersi mettere a disposizione dell’altro accompagnandolo nel suo sviluppo. Se questo vale nel rapporto all’interno del collegio docenti e dell’istituzione scolastica alla quale ogni insegnante appartiene, ancora di più ha importanza nei confronti delle famiglie che sono quelle realtà complesse nei quali ciascun bambino è inserito.
Bisogna quindi prendersi degli spazi di pensiero, soprattutto in avvio d’anno scolastico, che permettano di andare in revisione delle consuetudini e di tradurre in rinnovate azioni concrete i propositi sempre dichiarati di stabilire una buona alleanza tra scuola e famiglia.
Da che parte iniziamo allora? Possiamo partire riflettendo sulle tre azioni cardine nel rapporto con le famiglie: conoscersi, comunicare, condividere.

Conoscersi: andare oltre il “quanto basta”

Solitamente famiglia e scuola conoscono l’uno dell’altro solo la “punta dell’iceberg”. E il resto? Ricordiamoci che nell’iceberg solo un decimo emerge dall’acqua, il resto rimane sommerso. L’importanza di andare oltre il “quanto basta”, nel pieno rispetto dell’altro, lo scopriamo quando poi durante l’anno succedono fatti che fanno detonare conflitti, quando scopriamo eventi inimmaginabili o che c’erano delle attese (non esplicitate e non chiarite) che sono state deluse.
Ogni sistema ha la sua storia e le sue evoluzioni che tra l’altro sono sempre in divenire e mai ferme. Le domande a inizio anno per noi sono allora queste: siamo davvero consapevoli di chi c’è dall’altra parte? Dedichiamo del tempo opportuno agli incontri di reciproca conoscenza o chiediamo solo informazioni sul/la bambino/a o? Quali repertori di azioni mettiamo in atto per raccontarci come scuola e farci “conoscere”? Come organizziamo il contesto perché sia premessa di inizio di relazione e non l’inizio della fine? A volte riflettere su come predisporre sedie, tavolo e predisporre segni di accoglienza consente di comunicare la voglia reale di entrare in relazione.

Comunicare: il dialogo come premessa

Quello della comunicazione è un campo assai delicato che richiede di porre attenzione all’ organizzazione di momenti e spazi per gli incontri formali, ma soprattutto doti personali di ascolto, empatia e gestione della comunicazione immediata (sguardi, posture, ecc.) unitamente alle capacità professionali di comunicare in modo chiaro. Descrivere esperienze, comportamenti, conquiste, preoccupazioni che riguardano il bambino senza scivolare nel giudizio personale, non è certo una competenza secondaria.
L’invito è quello di continuare a formarsi su queste dimensioni e di auto-valutarsi su questi aspetti. Essere consapevoli di sé permette solo di migliorarsi.

Condividere: cercare la “terra di mezzo”

Per chi accompagna i bambini l’azione del cercare la “terra di mezzo” con chi si affaccia sulla scena educativa è un must. Questo non significa che bisogna per forza condividere le stesse convinzioni, ma che occorre continuare a esercitare il rispetto e il dialogo finché non si trova un punto di incontro. Tutto questo i bambini lo sentono e costituisce la premessa per far vivere loro in maniera distesa il passaggio tra casa e scuola. Dobbiamo essere in grado di disancorarci dall’immagine del bambino per come lo conosciamo nel nostro ambiente e saper ascoltare i diversi modi che ogni bambino ha esserci anche negli altri contesti di vita.

L’augurio è che questo anno scolastico appena iniziato veda tutti impegnati nella ricerca azioni di relazione tra scuola e famiglia nella consapevolezza, come diceva Winnicott (1991) che non esiste bambino senza i suoi genitori. 

Condividi

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola