E se arriva il terremoto?

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Se c’è un argomento che sembra essere lontano dall’esperienza dei bambini piccoli, questo è la sicurezza. O meglio, la protezione dall’insicurezza che arriva negli eventi pericolosi che possono accadere nelle attività quotidiane.
Un progetto della Scuola dell’infanzia statale “Santa Maria Gobetti” di San Bortolo, Monselice (PD)

pompiere

Ogni bambino è certamente accorto e attento alla propria sicurezza immediata, conosce – anche se oggi questo avviene meno di alcuni anni fa – i limiti e le possibilità del proprio corpo (Quanto posso arrampicarmi senza cadere? Come saltare un ostacolo? Quanto si può saltare nel vuoto?...).
Ma pochi bambini sanno “pensare in anticipo”, prevedere dei pericoli che non ci sono o che potrebbero arrivare. Come ci si comporta se c’è un incendio? E se arriva un terremoto? Come difendersi?

La sicurezza è un argomento importante, ma difficile da trattare. Si rischia di passare delle nozioni poco incisive, sul tipo di quelle che vengono fatte dalle hostess sugli aerei. Loro spiegano correttamente tutto quello che si dovrebbe fare in caso di pericolo, ma la maggior parte dei passeggeri o non ascolta o sembra non essere interessata.

La sicurezza

Il progetto “Sicuri a scuola”, realizzato dalla scuola di Monselice (PD), è nato dall’esigenza di abituare i bambini ad assumere comportamenti corretti e responsabili, individuali e di gruppo, in caso di pericolo.
Le insegnanti hanno lavorato per sensibilizzare i bambini a riconoscere situazioni di rischio e per far loro sperimentare alcune norme di sicurezza, imparando a rispettarle. Nella loro scuola – come in tante altre – esistono già nei vari ambienti i segnali che indicano le uscite di sicurezza, l’ubicazione degli estintori, il punto di raccolta esterno, i segnali d’allarme in caso di emergenza ambientale. Andare alla loro ricerca, come in una caccia al tesoro, incontrare persone che fanno di mestiere gli “aiutanti” in caso di pericolo, rielaborare insieme e simulare alcuni eventi “drammatici”, ha permesso ai bambini di “giocare col fuoco”, anche nel vero senso della parola.

Identikit del progetto

  • Senso
    Mettere in contatto i bambini con eventi eccezionali e con le regole da seguire in caso di terremoto e di incendio.
    Sensibilizzare alla sicurezza immediata e a quella prevedibile.
    Conoscere le regole fondamentali del vivere insieme e assumere comportamenti adeguati.
    Conoscere gli eventuali pericoli presenti nell’ambiente scolastico.
  • Organizzazione
    Condivisione fra più insegnanti.
    Presenza di persone esterne alla scuola (i vigili del fuoco).
    Rielaborazione delle esperienze attraverso il dialogo, il disegno, la drammatizzazione, i burattini.
     
  • Metodologia
    Presentazione e stimolazione attraverso personaggi fantastici.
    Spiegazione animata degli aspetti tecnici della sicurezza.
    Rapporto con l’ambiente, il territorio e le persone addette alla sicurezza.

Fase 1: Ranocchi e burattini

L’avvio del progetto è stato dato da uno spettacolo di burattini. Alcuni personaggi-animali hanno suggerito situazioni nelle quali c’era un pericolo e quindi da trovare il modo migliore per proteggersi. La storia dei burattini viene ripresa in sezione e disegnata, poi vengono seguiti alcuni consigli degli animali. 

Fase 2: Alla ricerca dei simboli

Una lettera del ranocchio Timmi invita i bambini a ricercare i simboli di sicurezza nella scuola. I bambini li ricercano, li illustrano e spiegano la loro funzione. Poi disegnano, ritagliano e sistemano i “piedini”, per indicare le strade da percorrere in caso di necessità. Un nuovo spettacolo con protagonista un drago sputafuoco, li introduce nella dimensione del pericolo di incendio

Fase 3: Incontri con chi lavora

Il contatto con persone che si occupano “davvero” di sicurezza è stato organizzato con la presenza dei vigili del fuoco. I bambini hanno guardato esercitazioni, hanno provato a dirigere il getto dell’acqua, sono rimasti affascinati dalle strumentazioni. E poi hanno parlato, disegnato, discusso, ascoltato racconti e poesie.

Fase 4: La terra trema

L’ultima tappa del progetto è stata introdotta con una filastrocca che parla dei terremoti, delle loro conseguenze e delle cause che spesso li favoriscono. Anche qui i bambini hanno disegnato, drammatizzato, ascoltato racconti. I terremoti sono eventi eccezionali che contengono la paura e il fascino delle cose che non si possono controllare. Ma forse è proprio per questo che occorre immaginarseli con chiarezza, per poterli controllare, almeno un po’.

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