Con le mani e con i piedi

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Le modalità dei primi apprendimenti della L1 suggeriscono, specie nella Scuola dell’Infanzia, un ampio utilizzo di attività motorie per lo sviluppo della L2. 

Con le mani e con i piedi

Apprendere l’italiano e apprendere in italiano

Anche se i bambini della scuola dell’infanzia non sono esposti a veri e propri percorsi di apprendimento disciplinare, al loro ingresso, si trovano sicuramente immersi nell’italiano, sottoposti a un input sovrabbondante e devono comunque apprendere e decodificare consegne di vario tipo, al fine di orientarsi nelle routine giornaliere, comprendere richieste, inviti, informazioni date dai compagni, per rapportarsi con essi e partecipare ai giochi.

La grande quantità di input, cioè l’essere esposti all’italiano per molte ore, provenendo da un ambiente familiare in cui invece tutte, o quasi tutte, le interazioni verbali avvengono in altra lingua, non è un condizione sufficiente perché il bambino riesca ad orientarsi nel nuovo codice. Spesso ne può venire anche sommerso e il difficile processo di segmentazione fonica e associazione dei suoni ai primi significati stentare ad avviarsi senza un adeguato supporto.

Il forte disagio di trovarsi per lungo tempo a contatto con suoni estranei, in alcuni casi dissonanti rispetto a quelli familiari, innesca anche un disagio generalizzato nei confronti della scuola, che poi si può tradurre in rifiuto, silenzio, tendenza all’isolamento e scarsa socializzazione.

L’importanza del corpo

Fin dai primi mesi di vita il bambino apprende la lingua materna attraverso esperienze affettive e corporee. La mamma o altri adulti accompagnano i gesti con le parole e invitano il bambino a dare risposte motorie, usando espressioni del tipo: Adesso ci puliamo… Ecco alza queste gambette… Stai fermo…. Girati… Dammi la mano… ecc. Il bambino ascolta la voce, la riconosce e dà risposte fisiche. Dapprima volge solo la testa verso la sorgente sonora, poi, impara ad associare le parole degli adulti ai movimenti del corpo o alle espressioni del viso e risponde ridendo, girandosi, dando la mano.

E questo tipo di interazione linguistica in cui il bambino ascolta, comprende ed esegue, dimostrando che ha capito, va avanti per molti mesi, prima che il bambino riesca a pronunciare parole comprensibili.
Ecco dunque che l’associazione fra esperienze corporee e parole o espressioni è un potente mezzo di apprendimento linguistico, a cui è utile rifarsi per iniziare un percorso di L2, specie con i più piccoli.

Iniziamo dunque sviluppando la comprensione della L2, attraverso “comandi” che richiedano risposte fisiche. Partiamo dai più semplici ALZATI; CAMMINA; FERMATI, per passare poi a quelli più complessi e relativi alla manualità, come COLORA IL FIORE; PRENDI LE FORBICI E RITAGLIA IL FIORE, considerando anche che stimolazioni di carattere manipolativo e di coordinazione mano-occhio, come disegnare e ritagliare, accrescono le capacità intellettive e quindi favoriscono qualsiasi tipo di apprendimento, compreso quello linguistico.

I sì e i no della didattica

È dunque molto importante coinvolgere i bambini stranieri in attività motorie e manuali, anche perché l’esercizio di abilità non verbali aumenterà la fiducia in se stessi. Se le attività saranno poi fatte in gruppo, esse costituiranno anche un bella occasione di apprendimento cooperativo.
Facciamo tuttavia attenzione a non perdere di vista gli obiettivi linguistici, che dovremo prevedere in anticipo, rispettando la loro coniugazione con i bisogni e le effettive capacità dei bambini, tenendo saldi i criteri legati alla frequenza d’uso e alla gradualità, mantenendo un equilibrio costante fra noto e nuovo e procedendo nel percorso con andamento a spirale. 

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