Chiamata alle arti: educare al bello fin dai primi anni di vita

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Chiamata alle arti: educare al bello fin dai primi anni di vita

L'Afam (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) ha elaborato un documento in cui si parla, tra le altre cose, della formazione musicale nella scuola di base. Quali sono le novità? 

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Chiamata alle arti

Nel dossier del Miur “Chiamata alle arti, l’investimento che l’Italia deve fare nella formazione di artisti e musicisti”, i componenti del Cantiere Afam riflettono sul presente e sul futuro dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica.

L’educazione musicale di base è affrontata nella seconda parte del documento, dove si afferma che il “senso artistico va coltivato, incoraggiato e accresciuto fin dai primi anni di vita” e che “molte delle nostre attitudini hanno a che fare con la sensibilità cui siamo stati esposti da giovani”. L’affermazione è in linea con le Indicazioni per il Curricolo 2012, e specialmente con la parte dedicata al campo di esperienza “Immagini, Suoni e Colori”, quando si fa riferimento all’arte per orientare al bello e al sentire estetico e alle prime esperienze artistiche come stimolo di creatività. Nelle stesse Indicazioni, al proposito della disciplina “Musica” nella Scuola primaria, si sottolinea che la musica valorizza la creatività e l’apprendimento pratico della musica favorisce “lo sviluppo della musicalità che è in ciascuno”.

Bisogna poi tener conto che “metà degli studenti iscritti ai Conservatori di Musica e agli ex Istituti Musicali Pareggiati appartengono alla cosiddetta fascia pre-accademica”, considerata “di fatto l’età migliore per formare giovani artisti”. È dunque necessario capire come istituzionalizzare i corsi pre-accademici, ma soprattutto come favorire e promuovere i raccordi fra questa formazione di base nei Conservatori e l’apprendimento pratico per tutti gli studenti nella Scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado. Esistono già buone prassi di raccordo Conservatorio – scuola attraverso convenzioni e progetti di insegnamento dello strumento, di propedeutica musicale, di educazione alla vocalità e al canto corale.

Successivamente, nel capitolo che prevede una “nuova geografia” per l’insegnamento e l’apprendimento delle arti, si parla di “Politecnici delle arti”, istituzioni di eccellenza dove il futuro artista possa esprimersi e apprendere attraverso la globalità dei linguaggi artistici. Dal punto di vista dell’educazione musicale, la filosofia dell’intersecarsi delle arti trova riscontro sia in diversi curricoli europei sia nei principi dei metodi attivi di didattica della musica.

Nella terza parte del documento, dove si fa riferimento alla ricerca in ambito nazionale e internazionale e al contatto con il mondo del lavoro si riaffronta il tema del modello di insegnamento delle arti a scuola: “serve istillare nei più giovani una certa “fame di bello”, contribuendo così ad allevare cittadini che domandano musica e arte”. Si rileva inoltre l’importanza dell’“attivazione di laboratori musicali negli istituti comprensivi, della valorizzazione dei docenti con competenze musicali e della formazione in servizio anche attraverso la collaborazione con i Conservatori di musica”. Si fa notare come l’insegnamento di alcuni strumenti musicali nella scuola secondaria di I grado sia efficace, ma non esaustivo della domanda di musica dei nostri ragazzi e delle loro famiglie.

Per quanto riguarda il reclutamento dei docenti di musica nella scuola primaria si rimanda alle misure del Piano “La Buona Scuola”, che prevede l'assunzione di docenti delle classi di concorso afferenti all'educazione musicale, inclusi nelle GAE, come docenti specialisti di educazione musicale nelle classi quarte e quinte della scuola primaria. Infine si conclude evidenziando l’importanza della diffusione in ambito educativo – scolastico – extrascolastico e culturale del gusto per le arti e dello sviluppo della sensibilità, finalizzati anche alla costruzione di un “pubblico” di oggi e di domani, che si appassiona alle arti e “riconosce il valore del bello anche per la crescita economica della propria società”.

Per saperne di più

Benedetta Toni: 18 Dicembre 2014 Articoli

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