Bambini con disabilità: suggerimenti per una scuola che accoglie

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Bambini con disabilità: suggerimenti per una scuola che accoglie

Come organizzare l'inclusione, come gestire il rapporto scuola-famiglia, come osservare i bambini e condividere il progetto con il team di lavoro. Di Federica Catanzano

gruppo bambini infanzia lettura

In molte scuole dell’infanzia sono presenti uno o più bambini disabili. Condividiamo alcuni suggerimenti per accoglierli. 

Per iniziare bene

Come dobbiamo prepararci prima di incontrare i bambini a scuola? Certamente ci sono delle buone pratiche che possiamo mettere in atto per cominciare questo nuovo anno al meglio.
Sappiamo che il progetto educativo e didattico non potrà essere ideato e steso prima di conoscere i bambini, perché è su di loro, con le loro caratteristiche specifiche e con i loro ritmi evolutivi, che dovrà essere calibrato.

Organizzare l’inclusione

Quando sappiamo che abbiamo in sezione un alunno/a con disabilità, teniamo presente che prima di tutto abbiamo, infatti, davanti un bambino che ha diritto di essere considerato per quello che è prima ancora che per la sua disabilità.
Questo, però, non vuol dire che non ci si debba preparare al meglio. Prima di tutto, dopo aver saputo il tipo di disabilità del bambino, possiamo dedicare del tempo, fin dai primi giorni dell’anno scolastico a formarci e aggiornarci sia sulla disabilità che sulle strategie che possono essere più utili. Tutto ciò facciamolo in team, perché la responsabilità educativa è sempre di tutti, non di uno solo dei docenti. Prendiamo in considerazione anche quelli che sono gli accorgimenti metodologi per favorire l’inclusione e far stabilire positive relazioni tra tutti i bambini. Ricordiamo che i gesti e i modi per accogliere che mettiamo in atto, il saluto, come stiamo accanto al bambino, come ci mettiamo in relazione con lui, come lo sosteniamo nel fare… sono d’esempio nel quotidiano e saranno seguiti in modo naturale dai compagni.

Il rapporto scuola famiglia

Facciamo un primo incontro con i genitori, per avviare una proficua relazione di conoscenza e fiducia reciproca. Curiamo questo momento perché è qui che vengono gettate le basi per la futura collaborazione. Prima di iniziare possiamo individuare i punti che consideriamo importanti per il dialogo e la conoscenza del bambino, però lasciamo i genitori liberi di parlare, per far emergere una loro descrizione del figlio e le aspettative che hanno sulla scuola.
Da parte nostra, trasmettiamo il messaggio dell’importanza della frequenza di una scuola che, pur non essendo scuola dell’obbligo, è comunque un luogo formativo e una importante occasione di crescita e apprendimento. Inoltre, la precocità degli interventi educativi è essenziale e richiamata dai principali documenti legislativi.
Il colloquio iniziale facciamolo anche nel caso in cui il bambino non debba essere accolto per la prima volta: in alcuni mesi i cambiamenti possono essere significativi, e anche gli obiettivi devono esser rimodulati.
Naturalmente queste informazioni e le conseguenti ipotesi di lavoro saranno poi verificate, confermate o modificate con le successive osservazioni svolte nel primo periodo scolastico.
Dopo l’ingresso a scuola, prima di formulare un progetto, faremo dunque le osservazioni per calibrare al meglio gli interventi didattici, usando sia tabelle e check list, sia descrizioni narrative di vari momenti; e oltre ad osservare il bambino, poniamo l’attenzione anche su di noi e sul contesto, per riflettere su aspetti di facilitazione e di difficoltà presenti. Sarebbe bene che le osservazioni venissero effettuate da tutti gli insegnanti affinché visioni diverse possano essere messe a confronto per far emergere al meglio un profilo del bambino più ricco e completo.

 

Federica Catanzano è autrice su Scuola dell'Infanzia del "Laboratorio differenze e disabilità".


 

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Federica Catanzano: 15 Settembre 2019 Articoli

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