Star bene insieme, star bene a scuola

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Il rito è un atto che conferisce valore al tempo, ne scandisce ad arte il ritmo perché abbia qualità. Di Luisa Lauretta 

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Apro il blog con questa “intenzione” di un’insegnante della primaria, emersa in occasione di un incontro di formazione sullo star bene a scuola, perché pone l’accento sull’importanza della dimensione rituale nel contesto scolastico, necessaria soprattutto all’inizio del nuovo anno.

I riti sono segnali importanti di sostegno al gruppo, agevolano la cooperazione e creano un senso condivisione e adesione a ciò che si fa.
Ma non solo. Rito, come sottolinea bene il filosofo Carlo Sini, è connesso a ritmo e ad arte (così come a diritto) per la stessa radice indoeuropea “rt”. Il rito, dunque, è un atto che conferisce valore al tempo, ne scandisce ad arte il ritmo perché abbia qualità (l’opposto di rito è irrito, ciò che non ha valore). Il rito nutre la dimensione creativa anche perché, come il teatro, ri-crea in forme nuove l’esistente.


Per questo è così importante celebrare ritualmente le prime settimane di scuola che aprono a una ciclica cadenza del tempo: a partire da questo inizio, ogni giorno bambini e ragazzi si alzeranno, si vestiranno, faranno colazione, usciranno di casa e si daranno appuntamento in quello specifico contenitore della molteplicità che sono le aule scolastiche.

Se allora il rito è arte e alimenta la dimensione creativa, se fa sentire le persone parte di un tutto, agevolando il senso di condivisione e di appartenenza, è sempre utile, come nel proposito dell’insegnante, “trovarlo” insieme ai bambini. Un breve rito potrebbe anche essere ideato a rotazione da ognuno di loro.

L’importante è che ciascuno abbia l’occasione di sentirsi parte attiva di una comunità dove si coopera, nel senso proprio che si “opera con altri”, che ha finalità condivise e che include, a buon diritto, tutti, ognuno con le proprie differenze.

Una piccola proposta

L’insegnante può accompagnare l’inizio e la chiusura della giornata leggendo a voce alta un libro o un albo illustrato, per esempio una parte all’inizio, una alla fine. I libri possono essere disposti in un punto preciso dell’aula e ogni bambino a turno può sceglierne uno (se più bambini lo reclamano, può essere letto più volte uno stesso libro).
  

 

Scopri la sezione star bene a scuola sulla rivista: 

Scuola dell'Infanzia n. 1 settembre 2018 

Scuola dell'Infanzia n. 2 ottobre 2018

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