Musica, corpo, movimento… In direzione della spontaneità

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Non sacrifichiamo la vera espressione dei bambini alle ambizioni culturali degli adulti, facciamo fuoriuscire la loro libertà. Di Anna Lisa Di Giacinto

Di Giacinto Movimento 1

Più vado avanti negli anni con l’insegnamento più penso sia importante orientare il lavoro in direzione della spontaneità. Spontaneità è agire spinti da una necessità interiore, nella spontaneità siamo autentici; essa è preziosa per lo sviluppo del bambino. Ciò che è naturale è la manifestazione profonda dell’essere.
Non sacrifichiamo la vera espressione dei bambini alle ambizioni culturali degli adulti, non rinchiudiamoli nel conformismo di un sapere prestabilito, facciamo fuoriuscire la loro libertà.

Voglio che l’uomo quando nasce / respiri i fiori nudi, / la terra fresca, il fuoco puro, / non ciò che tutti respirano. / Lasciate tranquilli / quelli che nascono. / Lasciate spazio / perché possano vivere. / Non preparate già / tutto pensato. / Non leggete a tutti / gli stessi libri. / Lasciate che siano loro / a scoprire l’alba, / a dare un nome ai loro baci (P. Neruda).

Il corpo e la musica

Le manifestazioni spontanee sono preziose in ogni ambito: le parole dei bambini, la traccia grafica, il movimento dettato dalla spinta pulsionale.
Giochi con il corpo e con la musica. Ampio spazio all’ascolto musicale, un ascolto corporeo. Non ha senso chiedere di stare fermi, è innaturale! Il bambino è dominato da una “pulsione di movimento primitiva e fondamentale che è la base stessa della pulsione di vita” (A. Lapierre – B. Acouturier, La simbologia del movimento). E. J. Dalcroze, ideatore dell’euritmica: “Non è possibile concepire un ritmo senza figurarsi un corpo messo in movimento” (Il ritmo, la musica e l’educazione). Penso al Bolero di Ravel, il ballerino danzante pulsa insieme alla musica, è respiro e movimento.

 

Il movimento spontaneo, che ricchezza. La musica inizia, i bambini si muovono... Il corpo traduce bene, è una via di prima mano. Non suggerisco, voglio che i movimenti siano dettati dalla musica. Anche io mi lascio guidare da essa, sono un esempio di movimento libero, fluido, espressivo. Vedo i bambini emettere accenni ritmici con il corpo coerenti con quanto ascoltano. Oscillazioni del bacino, movimenti delle spalle, percorrere ampiamente lo spazio, le braccia a rincorrere qualcosa (la musica, questa invisibile…). Salti (un momento di sospensione), rotolamenti (percepire la durata di un frammento musicale), giravolte (un volteggio per sentire il metro), alla fine della frase musicale si lasciano cadere. Movimenti non casuali, obbediscono ad un istinto primordiale, non possono essere sbagliati. Il corpo sa prima che la mente comprenda. Invito i bambini a cantare muovendosi: l’inizio lento, ondeggiante, l’attimo di attesa prima del ritornello che li vede girare in tondo correndo. Assimileranno le strutture ritmiche del canto scrivendole nei passaggi dinamici, nelle movenze del corpo. Movimento percettivo, esplorazione motoria dello stimolo musicale, apprendimento della sintassi. 

La musica ispira i bambini 

La musica ispira un’infinita varietà di movimenti ed espressioni. Perché ingabbiare le reazioni dei bambini? Delle modalità motorie messe in atto ne evidenzio una attraverso il rispecchiamento. È un far prendere coscienza, il bambino sa che quel movimento è il suo e nel vederlo fuori di sé ne coglie il senso. Ci arricchiamo dei gesti dei compagni, ci si trasmette l’un l’altro competenze motorie. Si favorisce l’acquisizione della fiducia nel rispetto della diversità. “In ogni attività spontanea l’individuo abbraccia il mondo. Non solo il suo individuale resta intatto, ma si rafforza e si consolida” (E. Fromm, Fuga dalla libertà). Educare a una mente divergente parte anche da questo. Creiamo forme differenti con il corpo. Chi inventa una posa originale? Il corpo è pensiero, immaginazione.
Non scavalcare la natura. La cultura viene dopo, altrimenti che senso avrebbe la diversità? “Il bambino ha cento lingue cento mani cento pensieri cento modi di pensare di giocare e di parlare cento modi di ascoltare… (Loris Malaguzzi, E invece il cento c’è). Non c’è nulla di più accattivante e convincente della spontaneità. “Rinunciare alla spontaneità e all’individualità significa soffocare la vita” (E. Fromm, Fuga dalla libertà).

Per saperne di più

A. Apostoli (a cura di), Ma che musica! Edizioni Curci, Milano, 2006. Libro Cd (vol. 1-2-3) con brani di classica e jazz da ascoltare e da guardare 0-6 anni. Offrire ai bambini un vasto repertorio di musica di qualità, brani brevi per non saturare l’attenzione, di varie epoche e stili, in diversi tempi, metri ritmici, modi e dinamiche.
A. Di Benedetto, Prima della parola, l’ascolto psicoanalitico del non detto attraverso le forme dell’arte, Franco Angeli, Milano, 2000. Il movimento rappresenta la prima forma di conoscenza di sé e dell’altro, una prima forma di comunicazione e di relazione presemantica. Il linguaggio dei sensi “prima della parola”.
A. Bertoz, Il senso del movimento, MC Grow-Hill libri Italia, Milano, 1998. “Ai cinque sensi tradizionali bisogna aggiungere il senso del movimento o cinestesia”.
S. Biferale (a cura di), Il bambino e la musica, Edizioni Curci, Milano, 2010.
E. J. Dalcroze, Il ritmo, la musica e l’educazione, EDT, Torino, 2008.
A. Lapierre – B. S. Acouturier, La simbologia del movimento, Edizioni Edipsicologiche, Cremona, s.d.

 

 

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