I bambini e gli artisti, un pensiero comune

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È un’affinità profonda, un rapporto da indagare, con tanti percorsi da fare a scuola e non solo. Di Anna Lisa Di Giacinto

arte Di Giacinto 10

C’è molto in comune tra la percezione, il modo di esprimersi dei bambini e quello degli artisti. È un’affinità profonda, un rapporto da indagare, sul quale si deve riflettere, apre percorsi, si può lavorare. Il punto in cui l’arte e il pensiero creativo dei bambini si incontrano.

L’arte è molto vicina ai bambini

I bambini sono artisti istintivi. Anticipano, superano le convenzioni, sono innovatori. Segnano delle piste, tracce da seguire… 

 

Un territorio da esplorare

I disegni dei bambini sono una fonte da cui attingere soluzioni formali, metodi compositivi, un territorio da esplorare dal punto di vista della figurazione. La scorsa estate a l’Aja Gemeentemuseum Den Haag guardando Composizione con cerchi della pittrice Bridget Riley (sotto, foto a sinistra), ho ricordato che una bambina aveva prodotto qualcosa di simile giocando a ripassare il bordo di bicchieri con diversi colori e sovrapponendo i cerchi (sotto, foto a destra). Variazioni di colore, grandezza, apposizione di significati. L’arte è un gioco.

 

 

Anche allo Stedelijk Museum Amsterdam, ho trovato esempi di arte contemporanea che assomigliano ai reticolati che fanno i bambini, ho preso spunti per altre elaborazioni.

       

Nei disegni dei bambini forme archetipali, la luna che dorme col cappello da notte e sogna un cocomero, ad esempio. Temi cosmici, universali, non si può non pensare all’Amalassunta di Osvaldo Licini. Divinità cristiana o pagana, Donna-luna, eterno femminino, archetipo di grande Venere o Grande Madre comune a tutte le culture.

All’origine, la fonte, l’essenza delle cose

Per Paul Klee “le origini dell’arte” (questo il titolo della mostra al MUDEC), alla cui ricerca dedica la propria attività, si collocano non agli inizi della storia occidentale né coincidono con l’arte delle caverne, ma nell’arte dell’infanzia dove egli indica sia possibile operare una riforma. L’interesse di Klee per tutto ciò che è selvaggio, il segno spontaneo e primitivo di un bambino. Immagini che emergono, la ragione non interferisce, figure ridotte all’essenziale. Nell’arte dei bambini il segreto della prossimità all’origine della creazione. Primitivo è ciò che è semplice ma nasconde una sua complessità. L’operare dell’artista che a partire da elementi originari necessari e sufficienti (idee primigenie, sorgive), arriva alla chiarezza attraverso un procedimento di successiva purificazione. 

 

Picasso e i bambini

Picasso all’uscita di una mostra di disegni infantili: “A 4 anni dipingevo come Raffaello, poi ci ho messo una vita per imparare a dipingere come loro”. Non correggere anzi rispettare e valorizzare il modo di esprimersi dei bambini. Partire dai quei segni, farli evolvere: gli stimoli dell’arte, osservare le tecniche dei pittori (le pennellate di Van Gogh simili a tarsie in Vaso con dodici girasoli), le immagini degli illustratori. Anche girando per musei arrivano idee per sperimentare tecniche pittoriche. Moltiplichiamo le possibilità di espressione. Più mezzi abbiamo più possiamo diversificare la nostra immagine, non monolitica, ciascuno è una galassia, possiede una sua molteplicità interiore. 

        

Ampio spazio alle attività libere non troppo strutturate, che evidenzino i modi singolari di fare dei bambini, creare situazioni nelle quali possano esprimere la propria natura. I bambini, una mente aperta, sconfinata, non mettono barriere alla conoscenza, la comprensione. Fare in modo che conservino una condizione di libertà, svincolati dall’obbligo della rappresentazione-comunicazione, che permette di essere vicini alla verità. Non la parodia dell’arte, l’arte viene fuori da un processo interiore.

“Si deve fare piuttosto come i bambini, i primitivi, i folli”

“Vorrei essere come appena nato,
ignorare i poeti e le mode,
essere quasi primitivo”


(Paul Klee)

 

Per saperne di più:

- P. Klee, Diari, Il Saggiatore, Milano, 2016.

- A. Stern, P. Lindbergh, Felice come un bambino che dipinge, Armando editore, Roma, 2006.

- F. Tonucci: “l’età più importante di tutta la vita è la prima, più ci avviciniamo all’origine più è importante, le prime ore, i primi giorni, i primi mesi, i primi anni di vita, si fanno le scelte definitive e fondamentali nel senso delle fondamenta, si mettono le fondamenta, prima che arrivino i maestri i libri di testo i programmi scolastici. Dalle buone fondamenta si costruisce. Maria Montessori: 'Se aiuto e salvezza possono venire ci verranno soltanto dal bambino perché il bambino è il costruttore dell’uomo'...”. Guarda il video:https://youtu.be/JK7V613RvMI 

Segui le videolezioni di Anna Lisa Di Giacinto sulla WebTV di Scuola dell'Infanzia: https://webtv.giuntiscuola.it/playlists/scuola-dellinfanzia/

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