Fare teatro a scuola: il racconto con il corpo

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Raccontiamo una storia con le azioni, i gesti, i movimenti, le posture corporee, la mimica facciale,senza usare  il linguaggio verbale. Di Anna Lisa Di Giacinto

teatro di giacinto

“Se c’è qualcosa di sacro,
il corpo umano è sacro”
(W. Whitman)

Il corpo, questa fabbrica di Dio. Mani per toccare, sentire, afferrare la vita in un pugno; occhi per guardare, inglobare la visione; orecchie per ascoltare, captare i suoni più silenziosi… Meravigliosi sensi per orientarci nel labirinto della vita. Il corpo è un congegno architettonico perfetto che ci permette di conoscere, apprezzare, godere fino in fondo del creato. Qui c’è un corpo: percepirlo, sentirlo, abitarlo (“il corpo è la nostra carne abitata” dice C. L. Candiani), usarlo, sfruttare tutte le sue potenzialità.
A scuola abbiamo sperimentato quanto sia efficace fare teatro con il corpo. Raccontare una storia con le azioni, i gesti, i movimenti, le posture corporee, la mimica facciale, senza usare, in prima istanza il linguaggio verbale, senza inserire i dialoghi. L’importanza di utilizzare altre modalità comunicative, i linguaggi non verbali. Il termine attore viene dal latino actor, derivato di agere, “fare, agire”. L’attore è colui che ha un ruolo attivo in qualcosa. Ripenso alla lezione del teatro povero di J. Grotowski, imperniato sul corpo dell’attore; materiali, scena, travestimenti, tutto ridotto all’essenziale

Il racconto corporeo

Segnare i fatti di una storia con la presenza scenica del corpo, drammatizzare un momento, cristallizzarlo, isolandolo dal resto. Riduciamo il canovaccio all’essenziale, individuiamo le scene da rappresentare, la scenografia da produrre (i fondali da far preparare ai bambini), una sonorizzazione adeguata. Solo qualche accessorio per caratterizzare i personaggi, non distogliere l’attenzione dalla vicenda. Lo spazio scenico deve essere ben delimitato, con precisi punti di riferimento, da percorrere sempre allo stesso modo, seguendo le stesse direzioni in modo che i bambini possano memorizzare il percorso, acquistare sicurezza. Il corpo che attraversa lo spazio, il tempo, lo forgia. La voce narrante racconta la successione degli eventi, sottolinea le azioni della storia, guida i bambini ad eseguire la narrazione corporea, riprodurre un’andatura, una modalità motoria. 

All’interno della drammatizzazione per arricchire la trama inseriamo giochi motori, percorsi, un canto per enfatizzare un momento.

Teatro, il gioco simbolico, del “far finta che”…

Facciamo assumere i vari ruoli spontaneamente (quali ruoli amano i bambini?), se uno stesso ruolo è conteso, scegliamo con una conta. Aiutiamo i bambini ad esprimere emozioni con il viso, l’atteggiamento del corpo. Permettiamo di interpretare creativamente con il corpo, originalità e fantasia dei movimenti.
Affinché tutti possano partecipare alla rappresentazione, suddividiamo i bambini in due gruppi: gli attori e gli addetti alla sonorizzazione.

Associare suoni a situazioni: percussioni cadenzate del tamburo per evocare i passi di un elefante, un gigante, un orco, marcia di soldati, tuono, temporale; glissato del glockenspiel per la pioggia sottile, volo di farfalla, volo di uccelli, ballerina che danza; piatto oscillante percosso con battente per bambini che giocano; maracas per fruscio di foglie; scala veloce dello xilofono per suggerire la fuga di un personaggio, un animale; suoni onomatopeici da riprodurre con la voce (versi di animali, vociare, grida); cd con musiche appropriate di sottofondo. Utile una videoripresa per la documentazione (osservare atteggiamenti, comportamenti, dinamiche relazionali).

 

 

 

Il racconto per immagini

appresentiamo le scene con il linguaggio grafico-pittorico. Fissiamo in forma grafica i nuclei narrativi anche usando la modalità del fumetto: trascriviamo le battute e/o i pensieri dei personaggi nelle apposite nuvolette. Mettersi nei panni di…, riassumere i contenuti. Mostrare e leggere agli altri le proprie rappresentazioni.
Il teatro aiuta a ‘fare ponte con gli altri’. Il teatro non è indispensabile, dice J. Grotowski, serve ad attraversare le frontiere tra te e me.

Per saperne di più

Meldolesi e Taviani, Teatro e spettacolo nel primo Ottocento, Biblioteca Universale Laterza, Bari, 1998;
B. Monroy, Tutti in scena, Manuale per laboratori di teatro e drammaturgia, Edizioni La Meridiana, Bari, 2010;
Il corpo, rivista Artebambini, Bologna ottobre-dicembre 2015.
 

 

 

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