Resilienza e promozione delle competenze a scuola

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Resilienza e promozione delle competenze a scuola

L’attuale lettura sistemico-processuale della resilienza, che include anche i contesti di riferimento e i processi evolutivi, offre grandi potenzialità per gli interventi di psicologia scolastica volti a rafforzare le competenze e le risorse degli alunni. 

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Immagine tratta dal sito https://lamenteemeravigliosa.it

Sinora molti interventi di psicologia scolastica si sono focalizzati sui fattori di rischio e sulla conoscenza delle cause e dei processi che possono portare a disturbi nel corso dello sviluppo, mentre è stato trascurato il ruolo dei fattori protettivi e della resilienza (Menesini, 2005).

La relazione tra fattori di rischio e di protezione è spesso più complessa di quanto ci si aspetti, perché una condizione di basso rischio non sempre corrisponde a un vero benessere e, viceversa, una condizione di alto rischio può coesistere con fattori di protezione.

A scuola, per esempio, la presenza di comportamenti aggressivi costituisce una situazione di rischio, ma la loro assenza non necessariamente garantisce il benessere dei bambini. Altre variabili interagiscono in modo complesso e non sempre lineare: per esempio, le ripetute bocciature generalmente portano all’abbandono e compromettono la carriera scolastica e personale dello studente, sebbene, in alcuni casi, anche una sola bocciatura possa costituire un passaggio difficile nel percorso scolastico e nelle scelte future di vita dello studente (Rutter, 2012).

Lavorare sulla resilienza e sulla promozione delle competenze può portare a notevoli benefici sul piano degli interventi e della prevenzione del rischio, poiché consente di operare sugli aspetti positivi e sulle risorse degli alunni, della scuola e della comunità. Inoltre, questa prospettiva di psicologia positiva risulta essere più motivante per i genitori, per i ragazzi e per gli insegnanti.

Resilienza e processi protettivi nello sviluppo

Inizialmente indicata come la capacità individuale del bambino di fronteggiare lo stress e di mantenere un buon adattamento nonostante le avversità (Menesini, 2000; Masten, 2001; Luthar, 2006), il concetto di resilienza si è evoluto nel tempo e si estende oggi ai contesti di riferimento e ai processi evolutivi di cambiamento del bambino e dell’individuo. La definizione attuale, infatti, richiama: «la capacità di un sistema dinamico di resistere o recuperare, a seguito di sfide notevoli che ne minacciano la stabilità, la vitalità, o lo sviluppo» (Masten e Obradovic, 2007).

Nell’ambito degli studi su bambini e adolescenti, la resilienza viene considerata un processo complesso di interazione fra vari fattori ed eventi che caratterizzano la vita, piuttosto che il frutto di una precisa causalità che porta inevitabilmente a esiti positivi o negativi. In altre parole, se è vero che alcuni percorsi e scelte di vita originano nel passato e sono influenzati da fattori specifici di un determinato momento, è anche vero che questi possono portare a risultati non prevedibili.

Per questo la ricerca pone attenzione al significato di alcuni cambiamenti nello sviluppo e agli effetti a cascata, indagando, cioè, se e in quale misura alcuni eventi assumono significati diversi in differenti fasi dello sviluppo, se hanno effetti successivi e influenzano altre sfere di funzionamento della persona.

 

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Ersilia Menesini, Kristel Campaert (Università degli studi di Firenze): 30 Maggio 2018 Comportamento, Difficoltà, Emozioni

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