Il discorso in classe: verso una didattica di qualità

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Il discorso in classe: verso una didattica di qualità

Questo contributo apre una riflessione su come sia possibile implementare nelle classi pratiche virtuose, in grado di favorire la partecipazione degli alunni e il buon esito dei processi di apprendimento.  

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Immagine tratta dal sito www.frasiaforismi.com

Da diversi anni, a livello nazionale e locale si discute di valutazione dei sistemi scolastici. È, quella che stiamo vivendo, un’epoca in cui il tema dei processi di valutazione delle scuole e dell’insegnamento, ma non solo, ha un’importanza cruciale, soprattutto perché sta emergendo con sempre maggior prepotenza la richiesta di valorizzare il merito e procedere a una distribuzione delle risorse, purtroppo sempre più scarse, che tenga conto dei risultati conseguiti.

Inutile nascondere, tuttavia, le enormi difficoltà che la scuola incontra nel rispondere all’esigenza, sicuramente legittima nei suoi principi più generali, di razionalizzazione e miglioramento del sistema.

Da un lato, si contestano i metodi con cui governi e istituzioni stanno procedendo verso la verifica dei risultati, metodi che spesso si riducono all’incoraggiamento di eccellenze individuali e perdono di vista l’importanza degli aspetti contestuali e dei fattori che localmente incidono sulle performance dei ragazzi e delle scuole nel loro complesso; dall’altro, si rileva il dispendio di risorse, energie, mezzi, richiesto paradossalmente da un sistema che vede proprio nel percorso della valutazione lo strumento per la riduzione degli sprechi.

La discussione su queste tematiche non si esaurisce certo all’interno dei confini nazionali. Da diversi anni, agenzie di valutazione internazionali stanno approntando e implementando strumenti per il monitoraggio dei risultati di scuole di diverso ordine e grado in numerosi paesi (test OCSE-PISA). Come sappiamo, l’Italia, pur presentando notevoli differenze fra le scuole, non si colloca bene in queste classifiche, mentre altri paesi, in particolare le nazioni scandinave, ottengono risultati molto soddisfacenti.

In un articolo uscito di recente su The New York Review of Book, la giornalista Diane Ravitch, recensendo il volume di un autore americano sui processi di apprendimento in scuole di buon livello (Sahlberg, 2011), riporta che non ci sono scusanti per le scuole che ottengono risultati bassi nei test standardizzati. Tutti i ragazzi, si sostiene, possono ottenere un buon rendimento scolastico, a prescindere dal livello di povertà, disabilità e altre condizioni, e per questo motivo qualcuno deve essere ritenuto responsabile nel caso in cui ciò non avvenga. È importante quindi ricercare proprio all’interno dei contesti scolastici le risorse su cui puntare per il miglioramento delle classi e delle scuole.

 

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Luisa Molinari, Consuelo Mameli (Università di Parma): 08 Settembre 2016 Comunicazione, Didattica, Relazioni

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