I PROTAGONISTI DELLA STORIA DELLA PSICOLOGIA SCOLASTICA: Jean Piaget

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I PROTAGONISTI DELLA STORIA DELLA PSICOLOGIA SCOLASTICA: Jean Piaget

Jean Piaget do­po la laurea in scienze naturali sviluppa un interesse per la psicologia evolutiva collaborando alla standardizzazione del test di intelligenza di Binet. Nominato nel 1921 direttore delle ricerche all’Istituto J.J. Rousseau di Ginevra, pubblica i primi libri sullo sviluppo linguistico e cognitivo. Sposatosi nel 1923, compie osservazioni rilevanti sui suoi tre figli relative all’intelligenza percettivo-motoria e al pensiero simbolico. Nel 1955 fonda a Ginevra il Centro di Epistemologia genetica.  

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Jean Piaget

Jean Piaget si colloca fra le grandi figure della Psicologia, come Freud, Claparède, Lewin, Kohler.

È stato, come loro, un “creatore di idee” (per il contributo teorico portato allo studio dell’intelligenza) e un ricercatore che ha raccolto dati empirici di fondamentale importanza.

In che senso “creatore di idee”? Egli ha considerato l’intelligenza secondo una prospettiva biologica, e cioè come una forma di adattamento alla realtà, la più alta, che ne integra altre (i comportamenti riflessi, quelli istintivi, quelli abitudinari) permettendo all’individuo di fronteggiare anche i cambiamenti improvvisi che intervengono nell’ambiente.

Essa si sviluppa attraverso la formazione di strutture mentali (schemi percettivo-motori, o di previsione, o di spiegazione, concetti, ecc.) via via più articolate, che permettono di dominare situazioni sempre più complesse.

Se tali strutture variano con l’età, non varia invece il meccanismo della loro formazione, che consiste in un rapporto dialettico fra processi di assimilazione di una realtà nuova a schemi già presenti (per esempio, lo schema “quantità di sostanza proporzionale alla lunghezza”, già utilizzato per confrontare due stecche di cioccolato, viene poi applicato anche a due colonne di zollette di zucchero) e processi di accomodamento, ovvero di modificazione o duplicazione dello schema, quando tale realtà nuova è più complessa (per esempio, confronto fra le quantità di liquido contenute in due bicchieri, uno largo e l’altro stretto, ove oltre a tener conto dell’altezza raggiunta dai liquidi, occorre considerare anche il diverso spessore dei bicchieri).

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Vedi anche...

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Guido Petter (Università degli Studi di Padova): 06 Aprile 2017 Apprendimento, Comportamento, Osservazione

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