L’importanza di lavorare sul benessere a scuola

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L’importanza di lavorare sul benessere a scuola

Occuparsi di benessere scolastico, creare un buon gruppo classe, equivale a gettare le basi per un ambiente più fertile per il lavoro, sia in aula che a casa: i ragazzi vanno a scuola più volentieri, stanno in classe più volentieri, studiano e si interessano alle materie con più trasporto e passione. Di Silvio Oliva (Psicologo, psicoterapeuta)
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Viviamo in un’epoca in cui fare l’insegnante è diventato lavoro di “frontiera”, dove molti genitori e figli vedono il maestro/professore non più come un alleato per la crescita culturale e personale dei ragazzi, bensì come un nemico costantemente intento ad attaccare le insicurezze e le fragilità del “povero” alunno. L’istituzione è stata spogliata del suo valore originale, e l’epoca digitale ha dato poi il colpo di grazia, immergendo le ragazze e i ragazzi in un territorio fatto di 0 e 1, creando un’emergenza relazionale che tutti sentono, che tutti denunciano a gran voce, ma che nessuno, di fatto, ha voglia di affrontare, anche perché spesso si cerca di insegnare l’importanza delle relazioni imbracciando tablet o cellulare.

Creare qualità e benessere relazionale

 

Ecco perché avere alunni coinvolti, interessati, curiosi è diventato più unico che raro e le classi, così come le “piazze”, sono somme di singole solitudini invece che gruppi e questo consuma il clima delle aule e rende l’insegnamento difficile, meccanico e, soprattutto, poco soddisfacente per chi ama questo lavoro e gli si dedica con trasporto.

Proprio per questo è diventato necessario per l’insegnante approfondire il lavoro sul contesto classe, sulle relazioni e sul clima che queste producono. Nei contesti in cui ci si occupa di qualità e di benessere relazionale, che sia esso un ambito aziendale, formativo o, appunto, scolastico è stato riscontrato che i benefici sono trasversali per tutti i componenti del gruppo. Prendere degli spazi in cui ci si occupa di benessere scolastico, equivale a gettare le basi per un ambiente più fertile per il lavoro, sia in classe che a casa.

Il gruppo come motore stimolante

 

In un buon clima si tende a dare il meglio di sé, in quanto il gruppo diventa un motore stimolante per tutti e le cose che accadono al suo interno vengono sempre accolte con attenzione, essendo collocate in un ambito piacevole, in cui ci si sente al sicuro. Gli insegnanti abitano così un luogo in cui i loro gesti e le loro parole assumo automaticamente un valore “alto”, perché prodotto in un contesto di qualità.

Il benessere fine e mezzo

 

Quando si crea un buon gruppo, i ragazzi vanno a scuola più volentieri, stanno a scuola più volentieri, studiano e si interessano alle materie con più trasposto e passione, perché è come se il clima guidasse i suoi partecipanti verso un obiettivo comune: il benessere diventa così fine e mezzo, un circolo virtuoso che richiede, però, un costante interesse, un lavoro profondo e attento. Insegnare in una classe in cui ci si è lavorato sul clima e sulle relazioni è un’esperienza sicuramente stimolante sia per il docente che per i ragazzi.

Un’atmosfera più accogliente e rassicurante

 

Nelle associazioni sportive, nelle aziende, i miglioramenti dettati dal lavoro sul benessere sono misurabili con dati oggettivi di produttività e performance. Nel contesto scolastico questi risultati non sono sempre misurabili oggettivamente, ma gli insegnanti e gli alunni che hanno avuto esperienza di un lavoro sul benessere, parlano di un’atmosfera più accogliente e rassicurante, di un clima che si ripercuote positivamente sul lavoro in classe, sul lavoro a casa, sullo stare a scuola in generale.

Una delle cose più interessanti è che questo tipo di lavoro viene sempre accolto con entusiasmo, un po’ come se si rispondesse a una domanda che allievi e insegnanti fanno da anni, ma a cui non era mai stata data una risposta soddisfacente.

 

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Silvio Oliva: 12 Marzo 2019

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