I Bisogni Educativi Speciali nella scuola italiana

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I Bisogni Educativi Speciali nella scuola italiana

Raffaele Ciambrone (MIUR, Direzione generale per lo studente, la partecipazione, l'integrazione e la comunicazione) illustra l’origine e il senso della recente direttiva sui BES, Bisogni Educativi Speciali, le cui indicazioni vogliono essere "uno strumento di intervento che garantisce equità e inclusione ai discenti e maggior libertà ai docenti". Il contributo sarà pubblicato in forma completa nel numero di settembre della rivista.
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Con la Direttiva del 27 dicembre 2012 è stato introdotto nell'ordinamento scolastico italiano il concetto di Bisogni Educativi Speciali (BES). La nuova normativa ha acceso un ampio dibattito nella scuola e nel mondo accademico. Certamente fa emergere e porta in evidenza una realtà che è disarmante nella sua verità: quella di una scuola con classi sempre più complesse ed eterogenee, con alunni e studenti in difficoltà che rischiavano e rischiano di rimanere indietro, che manifestano una richiesta di speciale attenzione, che hanno diritto ad una speciale attenzione.

Le scuole, colpite da una lunga stagione di tagli, reagiscono talora come un corpo ferito, ipersensibile, ma chiunque intenda con responsabilità il proprio ruolo sa che non può abdicare al compito educativo cui è chiamato e che questi ragazzi non possono essere lasciati indietro.

La Direttiva affonda le proprie radici nella cultura inclusiva della scuola italiana. Partendo da ciò, uno sguardo scevro da presupposti non può non notare l’alimentarsi, in questi anni, di fenomeni di delega e di progressiva medicalizzazione nelle dinamiche di presa in carico degli alunni con disabilità. Un sintomo significativo è il costante aumento del numero di certificazioni (+ 52%) e di insegnanti di sostegno, passati in dieci anni dal 7 al 13% circa del corpo docente. Parallelamente si sono determinate rigidità burocratiche, che hanno poi contribuito all’ingrossarsi di un contenzioso ormai sempre più invadente.

13 Aprile 2013 Bisogni, Difficoltà, Integrazione

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