Star bene insieme, star bene a scuola: rito, arte, ritmo

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [HGKC1FTC] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [A7TG4VLI] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [ME2EAWRH] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true

Star bene insieme, star bene a scuola: rito, arte, ritmo

Il rito è un atto che conferisce valore al tempo, ne scandisce ad arte il ritmo perché abbia qualità. Di Luisa Lauretta 

 

Apro il blog con questa “intenzione” di un’insegnante della primaria, emersa in occasione di un incontro di formazione sullo star bene a scuola, perché pone l’accento sull’importanza della dimensione rituale nel contesto scolastico, necessaria soprattutto all’inizio del nuovo anno.

I riti sono segnali importanti di sostegno al gruppo, agevolano la cooperazione e creano un senso condivisione e adesione a ciò che si fa.
Ma non solo. Rito, come sottolinea bene il filosofo Carlo Sini, è connesso a ritmo e ad arte (così come a diritto) per la stessa radice indoeuropea “rt”. Il rito, dunque, è un atto che conferisce valore al tempo, ne scandisce ad arte il ritmo perché abbia qualità (l’opposto di rito è irrito, ciò che non ha valore). Il rito nutre la dimensione creativa anche perché, come il teatro, ri-crea in forme nuove l’esistente.


Per questo è così importante celebrare ritualmente le prime settimane di scuola che aprono a una ciclica cadenza del tempo: a partire da questo inizio, ogni giorno bambini e ragazzi si alzeranno, si vestiranno, faranno colazione, usciranno di casa e si daranno appuntamento in quello specifico contenitore della molteplicità che sono le aule scolastiche.

Se allora il rito è arte e alimenta la dimensione creativa, se fa sentire le persone parte di un tutto, agevolando il senso di condivisione e di appartenenza, è sempre utile, come nel proposito dell’insegnante, “trovarlo” insieme agli studenti. Un breve rito potrebbe anche essere ideato a rotazione da ognuno di loro. 

L’importante è che ciascuno abbia l’occasione di sentirsi parte attiva di una comunità dove si coopera, nel senso proprio che si “opera con altri”, che ha finalità condivise e che include, a buon diritto, tutti, ognuno con le proprie differenze.

Un rito accessibile a tutti


Ogni allievo, a turno, scelga un testo che l’insegnante (o lo stesso allievo) leggerà a voce alta in classe ad apertura e chiusura della giornata scolastica.

 

 

Scopri la sezione star bene INSIEME sulla rivista: sfoglia il numero 1 di Psicologia e Scuola  a questo link 

 


 

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola