Il bambino "gifted" tra sviluppo cognitivo ed emotivo

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Il bambino "gifted" tra sviluppo cognitivo ed emotivo

Il caso di A., che a 6 anni sapeva leggere e scrivere, ma che a 8 “evita” i rapporti interpersonali. Di Paola A. Sacchetti
bambino gifted

A. frequenta la terza primaria e in base ai test è “gifted”. I genitori gli hanno fatto fare la valutazione perché noi insegnanti eravamo convinte che avesse qualche problema relazionale: non socializza con i compagni e durante la ricreazione sta sempre solo.

All’ingresso in prima sapeva già leggere e scrivere e ora il suo rendimento è buono, ma non eccelle in nessuna disciplina. Per questo non avevamo pensato fosse gifted. Stiamo predisponendo un PDP per personalizzare la didattica e abbiamo qualche dubbio su quale sia il modo migliore per valutarlo, dato che si tratta del primo caso per noi. Grazie.

Sara e Michela

Risponde la dottoressa Paola A. Sacchetti


Gentili insegnanti,
capita spesso che i bambini ad alto potenziale cognitivo o gifted mostrino una disarmonia tra lo sviluppo cognitivo e quello emotivo, sociale o motorio, per cui possono avere un elevato sviluppo cognitivo, ma uno sociale ed emotivo nella media dell’età o corrispondente a età inferiori. Sembra questo il caso di A., che a 6 anni sapeva leggere e scrivere, ma che a 8 “evita” i rapporti interpersonali, forse perché non sa ancora gestirli, perché gli interessi dei suoi coetanei sono troppo diversi dai suoi o per non soffrire al sentirsi rifiutato, trattato come “diverso”. Il fatto che non eccella in alcuna disciplina può essere dovuto al fatto che ha bisogno di stimoli più elevati di quelli necessari ai compagni per attivare le sue risorse cognitive, cosa abbastanza frequente nei gifted; può essere che si annoi, che la modalità di insegnamento-apprendimento utile per gli altri allievi non sia la più adatta per lui, o che abbia “scelto” di non mostrare le proprie capacità per evitare di essere preso in giro o perché soffre della consapevolezza di essere diverso dai compagni. Alcuni di questi bambini sono infatti estremamente sensibili e vivono le emozioni in modo amplificato. Nel PDP sarebbe quindi utile inserire anche gli aspetti relazionali ed emotivi, per favorire l’inclusione nella classe e sviluppare la socialità di A., dalle attività di peer tutoring a quelle di apprendimento cooperativo in piccolo gruppo, alla didattica laboratoriale. Riguardo alla valutazione, è essenziale conoscere lo stile cognitivo e di apprendimento di A.

Alcuni bambini gifted utilizzano il pensiero divergente, sono creativi, giungono alla soluzione senza seguire ragionamenti consueti o i passaggi presenti sul libro. Spesso non sanno spiegare come sono giunti alla soluzione, però sono in grado di farlo; oppure non svolgono il compito perché non capiscono quale scopo abbia. Conoscere come ragiona, come apprende e come espone quanto appreso permette di valutare le sue reali conoscenze. Se riesce a fare la divisione, è essenziale ai fini valutativi che la svolga secondo il procedimento illustrato sul libro? No. Può poi essere considerato un elemento da prevedere tra gli obiettivi didattici conoscere i modi per sistematizzare gli apprendimenti, le strategie e gli algoritmi per farlo. Per esempio, quindi, si può inserire nel PDP che si valuta la correttezza dell’operazione e non l’algoritmo usato o la capacità di problem solving indipendentemente dal procedimento adottato.

Nella preparazione della didattica personalizzata per gli alunni con BES, tra cui anche A., è possibile preparare attività modulabili in base alle esigenze dei diversi allievi: dopo aver presentato lo stesso materiale a tutti, si personalizzano le richieste; all’allievo gifted si possono includere approfondimenti, attività supplementari o compiti con un maggiore livello di difficoltà, che siano sfidanti. In questo modo è possibile mantenere alto l’interesse e stimolare l’apprendimento. Questa strategie è utile anche per le verifiche, realizzando compiti sullo stesso argomento con domande personalizzate.

 

Per saperne di più


Lucangeli D. (2019). Gifted La mente geniale. Riconoscere ed educare bambini plusdotati. Firenze: Giunti Scuola.
Lucangeli D. (2020). Talenti da valorizzare. Giftedness: cosa fare a scuola. Firenze: Giunti Scuola.


Invia la tua domanda per la dottoressa Sacchetti alla redazione:
email redazionepsiscuo@giunti.it
 

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