Una riflessione sull'impossibile

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La poetessa Maria Luisa Spaziani scrive che "Non ha colonne d’Ercole il pensiero": la cupola del Brunelleschi ci permette di porci domande sulle nostre potenzialità e sui limiti che ci creiamo. Di Claudia Casini. 
Cupola Brunelleschi Claudia Casini

Per costruire la cupola del Duomo di Firenze, nel 1418 l’Opera del Duomo bandì un concorso.

Il problema della copertura, infatti, era oneroso, perché tutti i carpentieri sostenevano che andasse fatta un’armatura enorme di legno, e sopra di essa costruire la cupola vera e propria: questo significava, tra le altre complessità, anche dover trovare lo spazio per mettere le basi d’appoggio (chiamate tecnicamente “centine”).

Filippo Brunelleschi, al tempo impegnato nella costruzione dell’Ospedale degli Innocenti, si presentò al concorso sostenendo che invece la cupola si poteva costruire senza armatura, ma rifiutandosi di rivelare le tecniche che avrebbe utilizzato: fu preso in giro e allontanato per ben due volte. Ma lui insistette, ne parlò ad amici colti e affidabili e si ripresentò al nuovo concorso. Questa volta gli venne data un po’ di fiducia, nonostante le polemiche da cui era circondato e i presagi più nefasti (per esempio, secondo Giovanni Gherardi da Prato, una persona di prestigio dell’epoca, la cupola sarebbe crollata).

Una cupola sul nulla

 

Fu così che Brunelleschi costruì la sua cupola letteralmente sul nulla, «fatta sanza alcuno aiuto di travamenti o di copia di legname, quale artificio certo, se io ben iudico, come a questi tempi era incredibile potersi» (Leon Battista Alberti, De pictura), inventandosi una nuova tecnica che ancora oggi non è stata del tutto compresa e che continua a suscitare dibattiti e stupore.

"Non ha colonne d’Ercole il pensiero"

 

Un viaggio con gli studenti a Firenze, alla scoperta della cupola, potrebbe comprendere una riflessione sulle proprie potenzialità e i propri limiti. Se accorgersi di avere dei limiti è fondamentale, è altrettanto importante non trincerarsi dietro di essi per evitare sfide, scambi e nuove esperienze. Sentirsi sicuri è essenziale tanto quanto desiderare di esplorare terreni non battuti, immaginare altre possibilità, avere il coraggio di realizzare un ambizioso progetto.

Come ha scritto la poetessa Maria Luisa Spaziani, «Non ha colonne d’Ercole il pensiero […] Osa! / Il mondo è da creare».

 

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