Sono le relazioni a renderci luminosi

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“Nello sguardo dell’osservatore, ciascun colore prende vita grazie al suo vicino”: che cosa possiamo imparare dal puntinismo? Di Claudia Casini
claudia casini post 15 gennaio 2019

Il puntinismo è una corrente artistica, che ha come padre il pittore francese Georges Seurat, sviluppatasi intorno alla fine dell’Ottocento. Come tradurre razionalmente le idee impressioniste sul ruolo decisivo che ha, in ciò che vediamo, la relazione tra colore e luce? Questa era la domanda a cui ha cercato di rispondere Seurat, applicando un metodo rigoroso e scientifico alla pittura. Recenti scoperte, infatti, dimostravano che, per far risaltare la luminosità, è necessario accostare colori: nello sguardo dell’osservatore, ciascun colore prende vita grazie al suo vicino.

I quadri dei puntinisti ci insegnano molte cose non solo su come percepiamo una figura, ma anche sul nostro modo di stare in relazione con gli altri e con il mondo.

 

La percezione è un atto creativo

 

Prima di tutto, ci dimostrano che la percezione è un atto creativo e, di conseguenza, la realtà una “costruzione” derivante dal nostro modo di sentire, dalla nostra esperienza pregressa e dalle circostanze. Questo dovrebbe aiutarci a prenderci un po’ meno sul serio e ad aprirci con più curiosità ai modi di guardare degli altri.

 

Testa e pancia non sono mondi paralleli

 

Poi, che scienza e arte, tecnica e creatività, razionalità ed emozione non sono poli opposti che non comunicano ma parti interagenti e indispensabili nell’apprendimento e nella vita. Gli “scientifici” puntini di Seurat sono “i nonni” dei nostri moderni pixel: quanti film emozionanti ci hanno permesso di guardare? Lo studio di una tecnica non toglie niente all’arte, anzi, la rafforza. I più grandi artisti di tutti i tempi potrebbero testimoniare.

 

Le differenze “illuminano”

 

Infine, i quadri dei puntinisti ci insegnano che il blu sta benissimo accanto all’arancione: i colori complementari, se accostati, rendono l’immagine più splendente. Questo significa che sono le differenze, i contrasti a dare luminosità.

Sono le relazioni a renderci luminosi.

 

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