Otto marzo: la spinta femminile per avviare i servizi per l'infanzia

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Otto marzo: la spinta femminile per avviare i servizi per l'infanzia

In questa importante giornata vale la pena ricordare come in Italia, negli anni Settanta, furono le donne, con il loro impegno, a mettere le basi per formare una rete territoriale al servizio della fascia 0-3. Di Anna Lia Galardini

Nel giorno della festa della donna dobbiamo ricordare che i servizi per i bambini da zero a tre anni hanno iniziato la loro storia in Italia nei primi anni Settanta, grazie all'impegno delle donne. Sono stati anni in cui i temi legati all’infanzia hanno vissuto una stagione felice grazie a un positivo fermento culturale e politico che trova riscontro anche nella volontà delle donne nel ricercare un diverso ruolo nella società.

È in questo contesto che viene approvata la legge che sancisce per la prima volta l’impegno da parte dello Stato ad intervenire nell’educazione della prima infanzia, tradizionalmente delegata alla famiglia e in particolare alla donna. L’approvazione della legge 1044 del 1971 ha consentito sul territorio nazionale l’affermarsi di una rete di asili nido pubblici che è cresciuta negli anni, pur con forti differenziazioni regionali.

È stata per allora una legge innovativa che ha valorizzato la partecipazione delle famiglie all’organizzazione e alla gestione del servizio che si veniva affermando, consentendone il radicamento nella comunità. L’aver saputo connettere la famiglia e la comunità e aver saputo tenere in relazione i diversi contesti di vita e di sviluppo del bambino ha rappresentato negli anni la vera cifra culturale del nido.

Un cambiamento "lento"

 

Pur a fronte di questi aspetti positivi sappiamo come la legge 1044, nata in concomitanza con l’ingresso nel mondo del lavoro delle donne, abbia avuto un’impronta assistenziale, in quanto individuava ancora nella madre l’utente principale e lasciava in secondo piano i bisogni del bambino e le potenzialità educative del nido.

Il cambiamento di questa ottica ha richiesto tempo, energie e impegno. Sono stati necessari anni di esperienze, di riflessioni condivise tra operatori, esperti e famiglie per produrre sensibilità e attenzioni verso i bisogni e i diritti dei bambini.

Il merito delle donne

 

Dobbiamo comunque riconoscere alle donne la volontà di trovare forme di conciliazione tra l'impegno di cura e il lavoro. Così hanno preso avvio i primi asili nido che hanno promosso una riflessione sull'infanzia che si è gradualmente affermata come una stagione di vita ricca di potenzialità che necessitano di contesti adeguati per emergere.

Grazie quindi alle donne che hanno aperto con l'avvio dei servizi una stagione feconda per la la crescita della consapevolezza dei bisogni dei bambini.

 

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Anna Lia Galardini: 08 Marzo 2019

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